Concerti, Earth Wind & Fire: la recensione del live di Lucca

Durante il concerto degli Earth Wind & Fire viene ripetuta a voce almeno sei volte la presenza dei tre membri originali della band di Chicago da 41 anni, ovvero il percussionista Ralph Johnson, il bassista Verdine White e il cantante Philip Bailey, mentre il resto della band è costituita da virtuosi session men e addirittura figli dei membri originali.
Sulla carta quindi potrebbe sembrare il classico concerto revival dei reduci per perpetuare il mito sbiadito del soul funk, e invece sul palco allestito ieri in Piazza Napoleone a Lucca per il Summer Festival (questa sera replica a Milano) la band si rivela ancora una potente e colorata macchina da guerra della black music.
Gli EWF non conoscono i preliminari e partono subito in quinta con "Boogie wonderland", "Sing a song" e "Shining a star" per far capire che durante la serata i piedini e le teste si muoveranno senza sosta.
Tre sono i pilastri che reggono da sempre il suono degli EWF: la sezione fiati formato da tromba, trombone e sax, vero trademark della band che negli anni 80 influenzò anche il pop bianco di Phil Collins e Level 42, il basso di Verdine White, vero tarantolato del ritmo che non si ferma un attimo per tutto il concerto e che costituisce la base ritmica di tutto il set (fu anche produttore di storiche band della scena Go-go come i Trouble Funk) e infine Philip Bailey, conosciuto come quello del “falsetto”, ma che nel concerto mostra un autentico talento su un ampio spettro di tonalità, da baritono a tenore.
La parte centrale è dedicata alle ballads, da "Reason" a "After the love has gone" (ripresa anche dagli Elii in TVUMDB) dove Bailey inserisce qua e là anche citazioni della tradizione soul ("Sunny") e pop ("Over the rainbow"). La strepitosa cover dei Beatles "Got to get into my life" e "Can't hide love" danno modo anche ai singoli membri della band composta da dodici elementi di esibirsi nei vari assolo dove si intuisce anche la profonda formazione jazz dei musicisti.
Non possono mancare poi pezzi come "September" e "Let's groove", autentici riempipista che trasformano la Piazza Napoleone in una disco estiva. Il pubblico, composto prevalentemente da uomini brizzolati e da MILF (molti stranieri, come spesso avviene nei concerti estivi a Lucca) si diverte, balla e risponde con entusiasmo alle sollecitazioni di Bailey & co. Finalone con "In the stone" per un'ora e quaranta tiratissime di concerto.
Nell'estate di "Get Lucky", "Treasure" di Bruno Mars e di Pharrell in tutte le salse, gli Earth Wind & Fire ci ricordano, con grande professionalità e umiltà, che gran parte della musica che balliamo e canticchiamo oggi deriva proprio da loro. E noi li ringraziamo sentitamente.

(Michele Boroni)

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