Rimborso dei biglietti per i Rolling Stones: continua la storia infinita

Rimborso dei biglietti per i Rolling Stones: continua la storia infinita
Tempestati dalle email dei nostri lettori, i quali sono indignati e preoccupati perché il rimborso dei biglietti per l’annullato concerto milanese dei Rolling Stones è ancora per il momento soltanto una promessa, e che in qualche modo (indebitamente, ma comprensibilmente) ci considerano coinvolti nel problema in quanto titolari del sito www.rockol.it/stones, ci siamo nei giorni scorsi messi in contatto con tutte le parti intervenute a diverso titolo nella vicenda, sollecitando una loro dichiarazione.
Gli uffici di David Zard ci hanno fatto pervenire via fax un comunicato - risalente al 19 giugno, ma “è l’ultimo documento ufficiale attualmente disponibile” - nel quale si dice:
“Gli organizzatori stanno lavorando per poter dare inizio a tutti i rimborsi del concerto annullato lo scorso 16 giugno (...). Nella prossima settimana” - cioè entro domenica 28, date alla mano - “verrà comunicata la data di inizio rimborso”. Verbalmente, gli uffici di Zard ci hanno spiegato di avere in corso colloqui con la SIAE, allo scopo di ottenere un’eccezione alle regole correnti. Si tratta di questo: si vorrebbe poter fare in modo che gli acquirenti dei biglietti potessero rimanere in possesso della “seconda matrice” - quella che normalmente dovrebbe tornare alla SIAE - per poterla utilizzare come contromarca all’atto dell’eventuale acquisto del biglietto per il recupero del concerto (per il quale si parla di settembre). Consegnando questa “seconda matrice”, l’acquirente sarebbe esentato dal pagamento del diritto di prevendita.
La Cariplo, la banca presso i cui sportelli si sono effettuate le prevendite (gestite dalla Servizi Milan S.r.l.), attraverso la signora Rovati dell’ufficio stampa ci ha informalmente comunicato che “si stanno predisponendo le misure necessarie a garantire l’effettuazione dei rimborsi. Ora come ora” (la telefonata è avvenuta il 24 giugno) “non si è tuttavia in grado di precisare la decorrenza di tali rimborsi, poiché non si è ancora ricevuta una espressa autorizzazione da parte dell’organizzatore”. La Virgin, casa discografica dei Rolling Stones, non è nella posizione di rilasciare alcuna dichiarazione; conferma di essere in contatto con l’organizzazione di Zard, alla quale ha esposto le proprie preoccupazioni, poiché è ovviamente nell’interesse di tutti i coinvolti nella promozione della data poi sospesa riuscire a risolvere il problema con piena soddisfazione del pubblico. Claudio Bavaglia, responsabile di “La Biglietteria” - il servizio di prevendita biglietti operativo presso il Virgin Megastore - ci ha spiegato di aver sentito più volte sia gli uffici di Zard sia la Star 2000, società organizzatrice del concerto. Riferisce di un continuo rimpallo di responsabilità fra le due parti, che si trascina da parecchi giorni e dal quale non è ancora uscita una posizione chiara e definitiva; a questa mattina, 26 giugno, La Biglietteria - così come tutte le altre prevendite coinvolte nella faccenda - non aveva ancora ricevuto istruzioni per i rimborsi (che, tradotto in parole povere, significa che non aveva ancora ricevuto il denaro necessario per effettuare i rimborsi: ricordiamo ai nostri lettori - primo fra tutti Adriano Abbado, dalla cui email ha preso avvio la nostra piccola indagine - che le biglietterie dove sono state effettuate le prevendite hanno già trasferito il denaro incassato dalla vendita dei biglietti agli organizzatori del concerto, e che quindi per poter rimborsare gli acquirenti devono a loro volta ricevere indietro il denaro).
Rockol ha contattato alle 16 di oggi, venerdì 26 giugno, la Star 2000, ricevendone assicurazioni secondo le quali la soluzione definitiva della vicenda dovrebbe essere “questione di ore”. Abbiamo chiesto di essere richiamati tempestivamente non appena ci fossero novità: quando (e se) succederà, non perderemo tempo nel riferirvelo.
Per quanto riguarda, invece, un commento di Rockol sull’accaduto, ci riserviamo di dire la nostra a storia chiusa (in qualsiasi modo si chiuda). Ma non mancheremo di farlo, promesso.
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