NEWS   |   Industria / 18/07/2013

Spotify e la pirateria: l'Italia seguirà l'esempio 'virtuoso' dell'Olanda?

Spotify e la pirateria: l'Italia seguirà l'esempio 'virtuoso' dell'Olanda?

"L'industria musicale italiana mostra gli stessi problemi della Svezia prima dell'arrivo di Spotify nel 2009. E nel 2012 la pirateria in quel Paese mostrava sembianze molto diverse da quella olandese". Lo scrive Will Page, analista del mercato musicale e director of economics di Spotify, nel suo report "Adventures in the Netherlands", finalizzato a dimostrare - sulla base dell'osservazione dell'esperienza nei Paesi Bassi - che la presenza della piattaforma di streaming non fagocita le vendite digitali e anzi contribuisce a ridurre sostanzialmente i livelli di pirateria.

Rifacendosi ai dati raccolti dall'ente di rilevazioni Musicmetric, Page rileva a proposito dell'Italia che lo scorso anno ben 10,7 milioni di indirizzi IP hanno scaricato musica illegalmente ( il rapporto è di 77 IP torrent unici ogni 100 connessioni residenziali) e che i downloader illegali tendono a essere recidivi: il 66 % degli indirizzi che risultavano avere scaricato musica piratata tra gennaio e giugno del 2012 lo ha fatto anche nel secondo semestre dell'anno. Sempre secondo Musicmetric, il 20 % degli utenti attivi in Italia scarica un solo file all'anno (sono i cosiddetti pirati "passivi"), mentre il 31 % scarica tra i 6 e i 15 file (l'utente medio scarica due file in più rispetto a quello olandese). Ma quale sarà l'effetto sul mercato illegale di Spotify, arrivato in Italia nel febbraio del 2013? Se la pirateria diminuisse a 27 IP ogni 100 connessioni come è successo in Olanda dopo l'arrivo del servizio di streaming, osserva Page, in Italia verrebbero scaricati 47 milioni di file illegali in meno mentre le offerte legali guadagnerebbero 7 milioni di utenti.

Le considerazioni finali dell'analista, che attribuisce la riduzione della pirateria allo sviluppo di alternative legali combinato ad efficaci azioni di tutela legislativa, trovano riscontro nelle opinioni di Enzo Mazza, presidente della FIMI, secondo cui "l'arrivo in Italia del servizio di streaming offerto da Spotify ha fortemente accresciuto il valore dell'intero mercato musicale", mentre "l'ausilio di strumenti di enforcement per contrastare la pirateria è certamente una leva utila a sostenere lo sviluppo di nuovi canali e mezzi di successo per la distribuzione di contenuti musicali". Mazza fa anche osservare che nel corso dell'ultimo anno, in Italia, il numero di utilizzatori del protocollo BitTorrent è calato di 600 mila unità, e che "i siti bloccati negli ultimi anni (Pirate Bay, Torrent Reactor, Kickass Torrents) hanno subito un calo mediamente del 90 % in termini di utilizzatori mentre gli utenti persi dalle piattaforme bloccate non sono automaticamente migrati su servizi illegali alternativi".