Burzum in stato d'arresto in Francia, gli ultimi aggiornamenti

Come riferito il 16 luglio, Varg Vikernes - alias Burzum - si trova in stato di fermo nella zona di Salon-la-Tour, Francia centrale. Il motivo che ha portato al suo arresto è il sospetto che stesse pianificando una strage, sospetto suffragato dal fatto che la giovane moglie, poco tempo fa, ha acquistato alcuni fucili.

Burzum non ha mai fatto mistero delle sue idee di ispirazione razzista, xenofoba e antisemita: ha sempre esternato il suo pensiero estremo in forum, spazi online e nel suo sito ufficiale. Tutto ciò, unito alle armi di cui sopra e al fatto che Vikernes è uno dei 530 che ricevettero per posta il manifesto di Breivik (il folle che nel 2011 si macchiò dell'omicidio di 77 persone a Oslo e sull'isola di Utøya), ha allarmato le autorità che hanno ritenuto opportuno procedere al fermo.

Durante la perquisizione avvenuta il 16 luglio nella casa di Vikernes e della moglie Marie Cachet (25 anni e in attesa del quarto figlio dal musicista norvegese), gli agenti hanno rinvenuto i fucili di cui si è parlato, più un'altra arma da fuoco. I quattro fucili, comunque, sono stati acquistati legalmente, con porto d'armi.

Il ministro degli Interni francese Manuel Valls, in una conferenza stampa, ha dichiarato: "Questa persona, che ha legami stretti con il movimento neonazista, costituisce una minaccia potenziale per la società e l'ha dimostrato con le sue esternazioni su Internet. Sua moglie, recentemente, ha acquistato quattro armi da fuoco. La nostra investigazione verterà a stabilire il motivo di tale acquisto e le modalità".

Secondo fonti francesi Vikernes era sotto stretta osservazione da anni, da parte dei servizi segreti d'oltralpe, ma è stato solo l'acquisto d'armi della moglie ad avere fatto scattare l'allarme rosso, con indagine formale e infine l'arresto.
L'avvocato di Vikernes, che non lo sente dal momento dell'arresto, è comunque fiducioso: il manifesto di Breivik, le esternazioni sui blog e i fucili acquistati legalmente dalla moglie, per lui, non sono infatti prove sufficientemente solide. "Hanno in mano molto meno di quello che di solito serve alla polizia norvegese per arrestare i sospetti di terrorismo islamico che poi vengono rilasciati dopo poche ore", ha detto l'avvocato Elden.

Secondo la legislazione francese, comunque, le autorità possono tenere in stato di fermo una persona per non più di 96 ore (quattro giorni interi) prima di formulare un'accusa preliminare - o procedere al rilascio.

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