Brian Molko (Placebo). 'Su Spotify la penso come Thom Yorke'

Brian Molko (Placebo). 'Su Spotify la penso come Thom Yorke'

Si spacca, il music business, sulla polemica innescata nei confronti di Spotify da Nigel Godrich e Thom Yorke, collaboratori nei Radiohead e negli Atoms For Peace convinti che la società svedese non aiuti le giovani band o la diffusione di nuova musica. E mentre lo stesso manager dei Radiohead e di Yorke, Brian Message, smorza i toni e il Music Managers Forum britannico prende le parti del servizio di streaming a fianco dei due artisti si schiera il collega Brian Molko, frontman dei Placebo (i cui sei album di studio non sono mai apparsi sulla piattaforma). "Su Spotify la giuria non ha ancora emesso il suo verdetto", ha dichiarato il cantante a Music Week. "Non vedo alcun problema nel pubblicarvi i propri singoli perché si trovano anche in radio e la gente li può 'audiodirottare' da lì. Ma non colgo neppure il senso di negoziare diritti digitali ritenuti soddisfacenti dalla casa discografica in cambio della possibilità di pubblicare tutta la tua musica sui servizi di streaming".

"Le somme che potresti ottenere al momento mi sembrano trascurabili", aggiunge Molko. "E' la stessa cosa che succede con Facebook: viene presentato come un'impresa a beneficio della società, ma non credo che la motivazione di chi lo gestisce sia di unire la gente. Semmai di creare ricchezza per se stessi. Lo stesso con Spotify: non credo abbia nulla a che fare con il combattere la pirateria o il fornire un servizio utile all'industria musicale o alle nuove band. Gli interessa solo far soldi a spese di altri. E' una pura questione di profitto personale".

Come noto, il nuovo album dei Placebo "Loud like love" sarà pubblicato il prossimo 17 settembre.

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