Jovanotti e il concerto di sabato 13 luglio a Padova: 'Ecco cosa è successo'

Jovanotti e il concerto di sabato 13 luglio a Padova: 'Ecco cosa è successo'

“E’ stata una serata indimenticabile, e chi c’era se lo ricorderà per tutta la vita: abbiamo suonato fino alle 2”. Il concerto di sabato sera allo Stadio Euganeo di Padova Jovanotti lo ricorda così, parlando al telefono con Rockol. Dopo le prime 4 canzoni, lo show è stato sospeso per la pioggia, battente e di traverso. Lorenzo, quel punto, annuncia che ci si deve fermare perché gli strumenti sono pieni d’acqua. “Tra un po’ riprendiamo”, dice Lorenzo uscendo dal palco.



“Tra un po’ riprendiamo”, dice Lorenzo uscendo dal palco, come si sente nell'annuncio fatto dallo stesso Lorenzo a 4'37")

“Chi se lo poteva aspettare? Le previsioni davano un piccolo temporale, invece è venuto giù il cielo. D’estate succede, non è la prima volta che capita nel rock n’n roll... Prima di iniziare si pensava che forse potessimo evitare il temporale, invece appena messo il piede sul palco, dopo un minuto ha iniziato a piovere. Il problema non è la pioggia, ma la pioggia con il vento. Noi abbiamo delle coperture per gli strumenti. Ma se piove in orizzontale non servono a nulla”, spiega Lorenzo.

Ci sono volute quasi due ore, e il concerto è ripreso verso le 11 e mezza, con un po’ di gente che nel frattempo se n’era andata e qualche coda polemica in Rete per chi è uscito pensando che il concerto non sarebbe stato ripreso. “Oltre alla sicurezza, mi sono solo preoccupato della durata della sospensione, perché non si poteva riprendere alle 2, ovviamente", continua Lorenzo. Il concerto è riniziato poco dopo le 11 e mezza: l’impianto è ripartito, non si è riusciti ad accendere solo alcune luci e una parte dello schermo. "Ho fatto quello che fa un artista devoto al suo pubblico: si va sul palco con la pioggia, con la neve... ”, ci dice Lorenzo, che poi ha scritto su Facebook: "Vorrei fare gli occhioni che fa John Belushi alla sua fidanzata incazzosissima ne 'I blues brothers', ma io a differenza del suo personaggio non vi ho tradito, non vi ho abbandonato, non vi ho trascurato, anzi! Una cosa l'ho fatta proprio come lui: ho fatto di tutto per salire su quel palco e attaccare la prossima canzone". La scaletta del concerto, infatti, è stata poi rispettatata fino alla fine.

“Mi dispiace che qualcuno si sia arrabbiato”, ci spiega ancora Jovanotti, amareggiato. Poi racconta cos’è successo dietro le quinte: “Sceso dal palco, ho detto: se si può riprendere, io riprendo. Se non si riprende, non si riprende. Ma la ragione deve essere la sicurezza. Economicamente siamo coperti e assicurati tutti: io, il management, la produzione. Il punto è che fai muovere 35.000 persone, gente che viene da lontano... E’ sabato sera, quindi non c’è neanche da lavorare il giorno dopo. Quindi l’intenzione è sempre stata quella di riprendere”.

A impianto spento, Lorenzo ha deciso di scrivere via Twitter degli aggiornamenti, ma nella comunicazione diretta con la gente nello stadio è mancato qualche passaggio. "Ho anche domandato se la gente se n’era andata, l’ho chiesto diverse volte", spiega a Rockol. "Non potevo avere una percezione chiara: ovvio che se se ne vanno 30.000 persone me accorgo. Ma continuavano a dirmi che erano tutti lì, che cantavano. Se qualcuno ha detto di andare via, vorrei sapere chi è”, dice Lorenzo, che ribadisce che nessun annullamento del concerto è mai stato annunciato al pubblico. Poi torna a parlare di musica: "E’ stato un concerto strepitoso, mi dispiace per quelli che sono andati via. Vorrei scusarmi anche a nome dell’organizzazione per chi non è rimasto", conclude.

Abbiamo contattato le altre parti interessate: nel pomeriggio vi aggiorneremo con altre notizie.





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