Salzano (F&P): 'Ecco quel che è successo con le prevendite di Ligabue'

Salzano (F&P): 'Ecco quel che è successo con le prevendite di Ligabue'
Credits: Ray Tarantino

Ci voleva forse un altro Campovolo, o una residency allungata a dismisura, per contenere l'entusiasmo dei fan di Luciano Ligabue, molti dei quali incapaci di trovare un biglietto per le sei date in programma a settembre (il 16, 17, 19, 20, 22 e 23) all'Arena di Verona.

La caccia al biglietto che si è scatenata con l'inizio delle prevendite, i sold out quasi immediati e la ricomparsa di tagliandi (a prezzi stellari) sui soliti siti di rivendita ha fatto sorgere il dubbio di forti infiltrazioni degli speculatori di professione tra gli iscritti al fan club Bar Mario, omaggiati con una disponibilità anticipata di tagliandi rispetto agli altri spettatori. Ma .Ferdinando Salzano, amministratore delegato dell'F&P Group che con Riserva Rossa produce lo show, ci tiene a dare i numeri esatti e a ridimensionare il fenomeno. "Le informazioni pubblicate stamane da Rockol sono inesatte", dice, "perché fanno supporre che la prevendita attraverso il fan club abbia assorbito quasi il 90 per cento dei biglietti disponibili. Le cose non stanno così: la pre-sale attraverso il Bar Mario ha fruttato la vendita di 20.300 tagliandi su un totale di 70.254 biglietti staccati, mentre nel circuito normale ne sono stati distribuiti 49.954". E se in tanti sono rimasti a bocca asciutta, aggiunge l'ad di Friends& Partners, è perché la domanda ha assunto dimensioni eccezionali. "Nel momento in cui è iniziata la prevendita aperta a tutti, alle 11 di domenica 2 giugno, sulla pagina acquisto Ligabue erano collegati 24 mila utenti mentre nell'arco della giornata abbiamo totalizzato 141 mila utenti unici. Senza un manifesto, senza un disco nuovo nei negozi... Senza nulla se non un comunicato stampa con cui annunciavamo i concerti. A quel punto, bruciati tutti i biglietti a tempo record, abbiamo aperto la prevendita di altre due date: cinque giorni dopo, alle 11 di venerdì 7 giugno, abbiamo registrato sulla pagina oltre 28 mila utenti mentre a fine giornata gli utenti unici erano 160 mila. Quando abbiamo capito quanto forte fosse la pressione della domanda abbiamo deciso di 'proteggere' almeno una quota dei biglietti riservandoli ai punti vendita offline in modo che anche il pubblico, in verità sempre meno numeroso, che non ama acquistare via Internet avesse modo di rivolgersi al circuito tradizionale per soddisfare le sue richieste. Abbiamo privilegiato Unicredit Geticket perché, essendo del luogo e gestendo eventi importanti come la stagione lirica dell'Arena, è un operatore molto radicato sul territorio veronese.

Nessuna anomalia, dunque, sul fronte del secondary ticketing? "Quando la richiesta diventa così forte e 'violenta', cinque o sei volte superiore all'offerta disponibile, è ovvio che si alzi anche la percentuale delle attività irregolari. E' logico pensare che gli operatori trovino il modo di intrufolarsi nei fan club o nelle altre organizzazioni che permettono di accedere in anteprima ai biglietti. E che su una fan base così numerosa, come in tutte le famiglie, accanto ai bambini buoni ci siano anche quelli più cattivi...". Con i siti di rivendita secondaria, tra l'altro, Salzano ha un conto aperto ormai da anni: "F&P e Riserva Rossa, in questi anni, sono stati gli unici organizzatori a prendere pubblicamente posizione contro questi operatori che noi definiamo dei bagarini ufficiali. Pubblichiamo giornalmente una blacklist di siti che consigliamo di evitare, in testa alla quale si collocano regolarmente società come Viagogo e Seatwave. Come una goccia nel mare, siamo gli unici che hanno cercato di arginare questa piaga terribile, prendendo anche provvedimenti ad hoc come il biglietto nominativo per il tour teatrale dello stesso Ligabue. Se anche altri facessero così riusciremmo probabilmente ad arginare un problema amplificato dall'assenza di una legge che ci tuteli. E' inconcepibile che un'attività che a volte sviluppa un fatturato doppio rispetto all'industria ufficiale non sia minimamente tassata. Perché SIAE e Finanza non intervengono? Lo ripeto: soprattutto oggi, che il pubblico vive la crisi sulla propria pelle, si tratta di una vera piaga con cui non voglio avere nulla a spartire". Ma mi preoccupa anche un altro fenomeno, meno organizzato", conclude Salzano. "L'impressione è che sia aumentato il numero dei 'piccoli spacciatori' di biglietti: coloro che, oltre a comprarsi due biglietti per sé, ne acquistano un altro paio da 'girare' sui siti di rivendita per realizzare un guadagno e mettere in piedi un piccolo business. Si sta diffondendo l'idea che si tratti di un libero scambio legittimo come si fa su eBay con un oggetto usato o un regalo non gradito. E' un po' lo stesso atteggiamento, sbagliato, che giustifica il download illegale di musica come una pratica accettabile, anzi da "furbi". Il fatto è che, in tutte le sue forme, il bagarinaggio è una forma di ricatto morale ed emotivo nei confronti di chi non vuole perdersi il suo artista preferito. Un fenomeno che reca danni al consumatore e certo non avvantaggia l'artista, l'organizzatore o la produzione".

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