Concerti, Ligabue all'Arena di Verona e il giallo dei biglietti

Concerti, Ligabue all'Arena di Verona e il giallo dei biglietti

Un totale di oltre 60mila biglietti volatilizzatisi praticamente nel nulla, con - sullo sfondo - il sospetto di un corto circuito vizioso tra uno dei fan club più frequentati nella Penisola, il Bar Mario, e il nemico giurato di fan (quelli veri), artisti e promoter, ovvero il bagarinaggio: è esplosa, in Rete, la polemica sui biglietti per la residency che terrà impegnato Ligabue tra i prossimi 16 e 23 settembre all'Arena di Verona, sei date nello storico anfiteatro scaligero che rappresentano, per il rocker di Correggio, l'ultima uscita dal vivo prima della pubblicazione del prossimo disco.

Un appuntamento irrinunciabile, per i tanti aficionados della voce emiliana, che ovviamente si è da subito presentato come uno degli eventi clou della stagione. Le prime quattro date, quelle del 16, 17, 19 e 20, vennero annunciate lo scorso 30 maggio, con le seguenti scadenze: prima furono aperte le prevendite per gli iscritti al Bar Mario, alle 11 del giorno successivo, venerdì 31 maggio, poi - a partire dalle 11 di domenica 2 giugno, quelle - operate da TicketOne - rivolte al resto del pubblico. Con 46.836 biglietti per la prima tranche di date esauriti in meno di un'ora, il management dell'artista annunciò un prolungamento della residency, con due date il 22 e 23 settembre annunciate il 3 giugno: anche in questo caso, agli iscritti al fan club venne riservato una sorta di diritto di prelazione, con l'aperura delle prevendite dedicata fissata due giorni in anticipo rispetto a quella generale. Entrambe le sessioni di vendita si conclusero con un clamoroso - quanto subitaneo - sold-out, ma qualcosa, nonostante tutto, sembra si sia inceppato.

Sulla bacheca della pagina Facebook di Ligachannel i fan sono in rivolta. "Mi spiegate come è possibile che dopo un minuto dall'apertura alla vendita su Ticketone i biglietti gia fossero esauriti?", si chiede Marta Giuseppini, alla quale fa eco Silvia Carli: "Alle 11 mi collego a Ticketone... 10 minuti in 'sala d'attesa' e poi i biglietti 'non disponibili'". I messaggi di questo tenore sono tantissimi. E a far montare l'indignazione è la disponibilità, sui siti di secondary ticketing, di biglietti per gli eventi a prezzi stellari. Il sospetto, quindi, ai fan del rocker di Correggio è venuto: possibile che infiltrati nel fan club abbiano fatto razzia di tagliandi per poi riciclarli sul mercato secondario con esplicito intento speculativo? "Noi del Bar ve li segnaliamo... Perché non prendete in considerazione gli iscritti che comprano i biglietti unicamente per fare bagarinaggio?", si chiede una fan, La Cri, sempre su Ligachannel.

Il quadro, quindi, è complesso: in 48 ore, secondo la denuncia di numerosi iscritti al Bar Mario, una buona parte - se non la maggior parte - di tagliandi disponibili si sarebbe volatilizzata per ricomparire, poco dopo, sui siti di secondary ticketing.

Ligachannel, per mezzo di un post, ha stilato una vera e propria lista nera di siti che fanno mercato secondario. E proprio da qui siamo partiti. "L'offerta di biglietti di Ligabue non ha fatto segnare nessuna anomalia rispetto ad altri eventi di uguale portata", ci ha confermato Lorenza Somogyi Bianchi, portavoce italiana di TicketBis, società spagnola inclusa nella black list di Ligachannel: "In primissima battuta saranno arrivati sì e no 4 o 5 biglietti, evidenti tentativi di speculazione, che come nella maggior parte dei casi resteranno invenduti. La maggior parte delle offerte ci è stata fatta pervenire settimane dopo il sold out, a prezzi decisamente più ragionevoli, come fisiologicamente avviene in questi casi. Un andamento anomalo delle transazioni lo riscontrammo in occasione dei passaggi italiani degli One Direction: veri e propri fenomeni di isteria collettiva, che nel caso di Ligabue, però, non abbiamo incontrato". Possibile che - anche dopo due o tre settimane il "tutto esaurito" - un bagarino semini su piattaforme di secondary market il frutto dell'incetta fatta sotto le mentite spoglie del fan? "Ci sentiamo di escluderlo, almeno su larga scala: gestendo transazioni finanziarie, ogni nostro iscritto fornisce alla società un codice fiscale e un numero di carta di credito. Tracciabilità che, per un bagarino professionista, rappresenterebbero un deterrente troppo convincente".

"Ad ogni iscritto al Bar Mario corrisponde un codice", spiega Marco Ligabue, fratello di Luciano che storicamente gestisce la community di fan: "Ogni codice corrispondente a richiesta d'acquisto è stato inoltrato a Friends & Partners  che ha gestito la transazione" (dal promoter Rockol non è riuscito ad avere ulteriori precisazioni, nonostante i ripetuti tentativi operati in questi giorni). 

L'ultimo anello della catena, TicketOne, sostiene di non avere riscontrato nella circostanza irregolarità evidenti. "Piuttosto, una domanda molto sostenuta e forse superiore alle attese" dice Stefano Lionetti, amministratore delegato di TicketOne che ha gestito quasi per intero le transazioni (incluse quelle riservate in anteprima esclusiva agli iscritti al fan club): "I biglietti per le prime quattro date li abbiamo trattati praticamente tutti noi, mentre il circuito Unicredit ne aveva 2-500-3.000 a disposizione per gli ultimi due concerti. Tra Bar Mario e vendite 'libere' abbiamo smerciato circa 60 mila tagliandi, 12 mila a sera. Il tutto", conferma, "è accaduto in due giorni, tra prevendita esclusiva e offerta al pubblico generale". E le rivendite speculative? "Noi riserviamo normalmente ad ogni utente la possibilità di acquistare fino a 4 biglietti. Ma di solito - e salvo casi particolari, come quello dei concerti di Adriano Celentano in cui erano stati posti in vendita biglietti al prezzo di un euro l'uno - non ci sono limiti alla possibilità di effettuare acquisti ripetuti con la stessa carta di credito. Non mi pare comunque che in questa circostanza si siano verificati abusi enormi anche se, come sempre, le piattaforme di secondary ticketing non sono restate a guardare: su di esse si muovono tanto dilettanti che professionisti del bagarinaggio, ma è lo stesso staff, poi, che con mazzette di carte di credito a disposizione entra nei servizi di ticketing legale per cercare di comprare a ripetizione: per quei siti si tratta di un lavoro, ed è molto redditizio. Per procurarsi i biglietti desiderati, gli specialisti della rivendita non ci pensano due volte a iscriversi a un fan club o a procurarsi la Carta Verde di American Express per approfittare delle esclusive offerte da Live Nation. Le infiltrazioni degli speculatori sono all'ordine del giorno".

TicketOne, spiega Lionetti, si è attrezzata contro il bagarinaggio da strada tramite un accurato sistema di controllo degli accessi davanti ai cancelli ("si tratta semplicemente di verificare che tutti i biglietti, ognuno di essi identificato da un numero univoco e registrato, siano stati validamenti emessi dal sistema di biglietteria e di bloccare all'ingresso i possessori di tagliandi falsi). "Ma quello, nonostante quanto è accaduto recentemente con i concerti di Vasco Rossi, è un fenomeno in diminuzione e con margini molto più stretti. Il vero problema, oggi, è il secondary ticketing. Contro il quale c'è poco da fare, se non entra in vigore una legge che come minimo tassi questo genere di transazioni e imponga agli operatori di pagare la SIAE, dato che oggi una parte consistente dei guadagni dei concerti non rifluisce nella filiera e non viene reinvestita nel sistema".

 

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