40 anni da 'Queen': lo speciale di Rockol e We Will Rock You

40 anni da 'Queen': lo speciale di Rockol e We Will Rock You

Sono passati quarant'anni dall'uscita britannica dell'album di debutto dei Queen, l'eponimo "Queen", e Rockol ha chiesto la collaborazione del fan club ufficiale della band, We will rock you, per celebrare l'anniversario. Di seguito trovate un ampio servizio scritto da Davide Traversi, presidente di "We will rock you"; sul sito del fan club troverete, parallelamente, altri approfondimenti e contenuti. Buona lettura!


 

 

"Queen" (13 luglio 1973)

lato a
1. "Keep yourself alive"
2. "Doing all right"
3. "Great King Rat"
4. "My fairy king"

lato b
1. "Liar"
2. "The night comes down"
3. "Modern times rock'n'roll"
4. "Son and daughter"
5. "Jesus"
6. "Seven seas of rhye..."
 


Il 13 luglio 1973 fa usciva in Inghilterra l'album d'esordio dei Queen anticipato di una settimana dal singolo "Keep yourself alive". Dieci brani che mostrano chiaramente le potenzialità future della band. Nonostante le condizioni di registrazione non fossero quelle ottimali (venne registrato ai Trident Studios concessi gratuitamente ma solo durante le pause lasciate dagli altri gruppi che avevano affittato gli studi), l'album non sembra risentirne anzi al contrario raccoglie la frustrazione di poter registrare i brani solamente ad orari impossibili, di notte o al mattino prestissimo e comunque con notevoli limitazioni, e la trasforma in energia pura.

Il disco finito si presenta incredibilmente molto coeso e, pur rimanendo nell'ambito del rock duro, vario quanto basta con brani di notevole fattura.

Questo periodo antecedente all'uscita dell'album, molto difficile per i quattro componenti della band, sia economicamente, sia per la difficoltà nel trovare un contratto discografico, servì ai Queen come formazione. L'album ebbe un discreto successo grazie alla crescente fama come live band, ma ben lontano dalle grandi vendite, cosa che oggi decreterebbe quasi sicuramente la fine di qualsiasi artista o gruppo. Fortunatamente per noi, in passato le cose andavano diversamente...

Fatta questa breve premessa dopo quarant'anni i Queen sono ancora attivi sia discograficamente con nuove uscite di materiale pescato negli archivi della band, basti pensare alla recente ristampa del 2011 di tutto il catalogo da parte di Universal dove ad ogni album in studio, nell'edizione deluxe, è stato allegato un Cd bonus con inediti vari oppure ai Dvd con i concerti interi di Wembley '86, il film "Live in Budapest" (reintitolato "Hungarian rhapsody) o il bellissimo documentario "Days of our lives" tanto per citare qualche uscita recente. In questi anni sono stati numerosi anche i progetti "alternativi" di successo prodotti e seguiti da Brian May e Roger Taylor, su tutti il musical ufficiale "We Will Rock You" che ormai sta battendo record su record a Londra, dove è in scena al Dominion Theatre dal 2002, e nel mondo con varie edizioni (tradotto e rappresentato anche in Italia nel 2009-2010). Tra queste iniziative decisamente interessante "Queen Extravaganza", che è il tribute-show ufficiale ideato da Roger Taylor; arriverà finalmente in Europa a ottobre, con brani dei Queen suonati dal vivo veramente da brividi con arrangiamenti molto simili a quelli in studio.
In altre parole, anche se giornali e tv spesso non ne parlano, le attività e le novità su svariati fronti non mancano di certo. In questo senso il titolo del brano di apertura dell'album "Keep yourself alive" non poteva essere più indovinato!
Sarà poi solo un caso che la prima data dell'imminente tour italiano di Brian May (accompagnato da Kerry Ellis) sia proprio il 13 luglio. Una coincidenza certo, ma sicuramente da sottolineare come un'occasione unica per i fan italiani per celebrare questo quarantennale!
Quando venne pubblicato il disco in Inghilterra, i Queen avevano già in mente parecchi cambiamenti come dimostra il successore "Queen II" e la paura di essere arrivati tardi emerge in molte interviste dell'epoca rilasciate soprattutto per la stampa inglese e americana come potete leggere sulla breve rassegna stampa ai link indicati qui sotto.
Molti critici infatti li accomunarono un po' superficialmente all'ondata glam in voga nel periodo. Anche i giornali italiani ne parlano e a volte si accodano a questo trend; però da noi alcuni notano che le differenze ci sono eccome. Ad esempio una delle primissime recensioni comparsa su "Ciao 2001" del marzo 1974 giudica l'album come "Rock stereotipato ma con maggiore entusiasmo e freschezza di altri". Aggiungendo inoltre che "il disco si ascolta volentieri: sprazzi acustici e melodici sono inframezzati con un certo gusto e senza eccessivo contrasto" con lodi in particolare a Freddie Mercury e a Roger Taylor. Anche un altro noto giornale musicale italiano "Super Sound" dedica un buon articolo ai Queen nel febbraio '74 che apre con un ben augurante: "La stampa inglese sostiene che il 1974 sarà l'anno dei Queen". E, dopo aver criticato i gruppi glam-rock capaci solo di produrre canzoni di facile ascolto, aggiunge: "Francamente pensavamo che anche la novità del 1974, i Queen, ricalcasse questa linea, ma l'ascolto del loro primo album invece ci ha rivelato un gruppo con uno stile piuttosto interessante, il loro maggiore merito consiste nel fatto che sono riusciti a creare un sound decisamente personale e molto carico di freschezza. I dieci brani di questo Lp presentano una certa originalità e soprattutto una notevole pulizia (di suono, ndr), anche nelle parti più aggressive". A causa verosimilmente delle scarse informazioni sul gruppo cosa che accadeva abbastanza spesso, il giornale li presenta come un trio, in generale però la recensione è molto mirata e particolareggiata. Interessante la nota relativa a "Seven seas of rhye" dove il giornalista dice "Peccato che la sua limitatissima durata non consenta ai Queen di concludere un brano che pareva nato sotto i migliori auspici". E in effetti il pezzo verrà poi completato per il secondo Lp e diventerà il primo singolo di successo dei Queen!

Ad un ascolto attento di questo primo album è impossibile non notare le parti strumentali di notevole caratura, se non altro per il suono inimitabile della chitarra autocostruita suonata con grande tecnica da Brian May (che verrà reso ancora più unico dal piccolo amplificatore chiamato "Deacy Amp" in onore al suo creatore, il bassista John Deacon a partire da "Queen II"). Suoni tanto elaborati da costringere il gruppo a indicare in copertina "And nobody played synthesiser" per rimarcare il fatto che tutti i quegli incredibili suoni erano opera dell'abilità del chitarrista.
Non possono nemmeno sfuggire le intricate armonie vocali presenti in molti pezzi, che diventeranno il marchio di fabbrica dei Queen, nè le parti ritmiche tutt'altro che scontate. E se non bastasse anche che le canzoni non ricalcano, come spesso succede, il brano di punta del disco. Non è il caso dei Queen, pronti a scartare ogni pezzo che assomigliasse a cose già fatte. Hanno saputo coniugare da subito con estrema facilità un complicato lavoro di registrazione fatto di molteplici sovraincisioni con la dimensione live senza che quest'ultima ne perdesse minimamente. Tra le tante cose forse proprio questa ha contribuito a farli diventare uno dei gruppi di maggiore popolarità e successo a livello mondiale.

Dal punto di vista discografico nel corso degli anni sono state parecchie le edizioni in vinile e cd. Le prime certamente più belle esteticamente, in particolare la serie di ristampe in vinile colorato uscite nella Repubblica Ceca, ma le seconde sono senza dubbio quelle più interessanti grazie ai brani extra inclusi nelle ristampe.

Bisogna attendere l 1991, l'anno delle ristampe americane in cd della Hollywood Records, fresca di contratto per il Nord America per avere i primi inediti. "Queen" include oltre a un remix di "Liar", una versione più lunga di "Keep yourself alive" denominata "long lost re-take" ritrovata negli archivi e qui pubblicata per la prima volta. Sullo stesso Cd appare anche il brano inedito "Mad the swine" scartato in origine dal disco e incluso anche nel Cd single di "Headlong". Certamente una piacevole sorpresa. Il gruppo non soddisfatto completamente della qualità del suono lo escluse dall'album, che probabilmente ne sarebbe risultato anche più leggero.

La recente ristampa del 2011 per la nuova casa discografica Universal ci offre un'altra chicca. Il Cd bonus dell'edizione limitata deluxe, oltre al già citato, "Mad the swine" riporta il primo acetato dei Queen registrato ai De Lane Lea Studios nel dicembre 1971. Cinque brani presi dall'unica copia esistente di proprietà di Brian May che ci danno l'opportunità di sentire la prima registrazione in assoluto dei Queen! Come noto "The night comes down" presente sull'album è proprio la versione registrata ai De Lane Lea ma con un leggero remix perchè ritenuta nel complesso migliore rispetto a quella rifatta successivamente ai Trident; gli altri pezzi sono invece “Keep yourself alive”, “Great King Rat”, “Jesus” e "Liar” che presentano alcune differenze con una maggiore presenza della chitarra acustica e arrangiamenti più spartani rispetto all'album.

Pur senza inediti, molto bella l'edizione spagnola pubblicata nel 2008 assieme al resto della discografia dei Queen (la stessa serie è uscita poi anche in Polonia e Portogallo con relative traduzioni) dove il Cd è incluso in un libro vero e proprio, grande circa quanto un 45 giri, con note e foto aggiuntive. Vanno citate poi le ristampe denominate Mini-Lp Replica americane (incluse nel box "The crown jewels") e giapponesi che riproducono in miniatura esattamente la grafica del vinile originale.

Chi volesse ascoltare delle ulteriori versioni alternative ricordiamo "Queen At The Beeb" uscito nel 1989 e in seguito rimasterizzato con il titolo "Live At The BBC" per l'uscita americana nel '95 che include le prima e la terza delle famose BBC sessions, registrate rispettivamente il 5 febbraio e il 3 dicembre 1973.

Quanto al vinile, rimane ovviamente sempre l'oggetto con più valore collezionistico.
In tutto il mondo la copertina è rimasta invariata con qualche cambio minore sulla tonalità originale che comunque costituisce oggetto di interesse come nel caso della rara edizione cilena diventata blu-viola. L'unica differenza rilevante riguarda le edizioni americana e giapponese della Elektra, la copertina rossa mette più in risalto la scritta Queen e la figura di Freddie. La copia promozionale americana riporta inoltre la scritta "Queen" in caratteri color oro ed è accompagnata da un inserto, mentre l'edizione giapponese include i testi dei brani non presenti in nessuna altra edizione in vinile e per questo motivo è stata per anni ricercatissima.
Finiamo in bellezza questa panoramica con le edizioni colorate della Repubblica Ceca ristampate della EMI-Globus a partire dal 1992 con un pregevole vinile verde intenso, seguito poi da quella color rosa e negli anni da altri colori tra cui porpora, giallo, bianco, trasparente, verde chiaro e alcuni multicolor.
Infine è doveroso segnalare anche la versione digitale "iTunes Lp" che include oltre ai dieci brani più i bonus del 2011 anche tre video: "Son and daughter" live all'Hammersmith Odeon 1975, "Liar" tratta dal concerto del Rainbow Theatre del 1974 e il video promozionale di "Keep yourself alive".



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A conclusione di questo speciale dedicato al primo album dei Queen non può mancare un'ampia selezione di video da YouTube che include una delle prime esibizioni dal vivo filmate che fu registrata al Rainbow Theatre a Londra nel marzo 1974 (due brani, "Son and daughter" e "Modern times rock'n'roll" vennero infatti distribuiti dalla EMI a metà anni Settanta come parte della promozione assieme ai primi videoclip), varie versioni di "Keep Yourself alive", "Liar" registrata a novembre del '74 sempre al Rainbow, "Doing all right" tratta invece dal primo show all'Earls Court nel 1977 e infine anche una delle più recenti esecuzioni di "Keep yourself alive" in un assemblaggio di filmati amatoriali dal concerto con Adam Lambert all'Hammersmith Apollo di Londra del 12 luglio 2012.

Inoltre: una rassegna stampa con articoli d'epoca da QueenCuttings.com
Su QueenMuseum.com potete vedere un interessante approfondimento relativo ai vinili promozionali che completa il quadro delle uscite.
Su www.wewillrockyou.it trovate invece una galleria fotografica dei dischi citati in questo articolo e la possibilità di scaricare lo "Speciale Keep Yourself Alive 30° Annniversario" tratto dal numero 38 della fanzine ufficiale italiana, We Will Rock You.

(Davide Traversi)


RECENSIONI E ALTRI ARTICOLI D'EPOCA

1973.07.28 - Melody Maker - UK - Standing Up For The Queen 
1973.08.11 - Record Mirror - UK - No limp wrists on this Queen! 
1973.12.xx - Rolling Stone - USA - Queen (a review)
1974.02.04 - Super Sound - IT - Queen 
1974.03.24 - Ciao2001 - IT - Queen 
1974.04.20 - Super Sound - IT - Esclusivo da Londra, Queen in concert 
 
BONUS

“Queen” 1973 – 2013 40 years from their debut LP
QueenMuseum.com

Photogallery e "Speciale Keep Yourself Alive 30° Annniversario"

VIDEO

Keep Yourself Alive, Live In London at the Rainbow (03-31-1974) 
Keep Yourself Alive - live Xmas Concert 1975
Keep Yourself Alive - Live in Munich 1978 
Keep Yourself Alive - from "Rare Live" 
Keep Yourself Alive video from "Queen Rocks" 
Doing All Right - Live Earls Court 1977 
Son And Daughter - Live at The Rainbow 31-3-1974 
Modern Times Rock 'N' Roll - Live at The Rainbow 31-3-1974
Keep Yourself Alive - Queen + Adam Lambert, Hammersmith 2012 multicam 

Dall'archivio di Rockol - La storia di "A Night at the Opera" dei Queen
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