Russia, pronta una legge contro il playback

Il parlamento russo sarebbe pronto a varare una legge che punisca le esibizioni in playback non dichiarate: lo riferisce il corrispondente da Mosca di Repubblica Nicola Lombardozzi, che specifica come i cantanti scoperti ad utilizzare il lip-synching potrebbero essere sanzionati per addirittura 100.000 per ogni concerto eseguito utilizzando basi pre-registrate. Come osserva Lombardozzi, il playback in ambito musicale nel paese è un retaggio dell'epoca sovietica, quando il regime costringeva le star locali della canzone ad estenuanti tournée ai quattro angoli della sconfinata Unione di Repubbliche.

Occorre poi ricordare come un disegno di legge che disciplini la pratica fosse stato presentato alla Duma già nel 2006 da Andrei Kovalev, poeta, cantante della rock band dei Pilgrim e ex deputato, che pur riconobbe come la grande diffusione del playback dal vivo in Russia contribuisca a tenere bassi i prezzi degli spettacoli, permettendo ai promoter di risparmiare sulle attrezzature e sul personale in occasione di pubbliche apparizioni di cantanti e artisti.

In Cina è in vigore una legge che punisce con multe da diverse migliaia di euro i cantanti scoperti a simulare le proprie esibizioni dal vivo: a inizio 2010 due star locali, Yin Youcan e Fang Ziyuan, furono multate con ammende da quasi 5000 euro a testa per aver fatti ricorso al playback senza esplicitarlo al proprio pubblico.

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