Musica gratuita (e legale) on-line: Tiscali è la prima in Europa

Il business è business. E così, messo in disparte l'incidente di percorso di KaZaA (vedi News), le major discografiche tendono nuovamente la mano all'azienda di Renato Soru, collaborando attivamente all'ultima iniziativa del suo “Music Club”: che prevede una promozione gratuita di musica on-line, per sei mesi, agli abbonati di Tiscali, con l'accesso garantito ad un catalogo di 8.500 artisti e oltre 150 mila canzoni regolarmente licenziate dal partner OD2, la piattaforma di distribuzione digitale che Peter Gabriel e il suo socio Charles Grimsdale hanno lanciato a fine '99 (vedi News).
E' questa la prima offerta di musica gratis, sottolineano i responsabili della Web company sarda, da parte di un Internet Service Provider europeo, disponibile da oggi contemporaneamente in Italia, Gran Bretagna, Francia, Germania e Olanda. E poco male, nella logica aziendale, se l'iniziativa presenta dei limiti evidenti di applicazione (l'impiego del software Microsoft Windows Media 9 esclude dal gioco gli utenti Macintosh, e chi non è cliente di Tiscali dovrà continuare a pagare per scaricare musica dal Music Club). La società Internet italiana, e le case discografiche che l'appoggiano nel progetto, sono convinte di poter solleticare l'appetito di milioni di nuovi utenti: con la speranza, per la prima, di trasformarli in clienti a pagamento dei propri servizi in rete; e per le seconde, di convertire un buon numero di Web surfers ai vantaggi del downloading legale.
Non solo di downloading si parla, per la verità, nel caso specifico. Fino al 12 maggio 2003, i clienti Internet di Tiscali riceveranno come bonus un credito di “punti” spendibili nella fruizione di musica digitale: gli utenti che utilizzano connessioni analogiche a banda stretta ne avranno a disposizione 300 (50 al mese, per sei mesi), utilizzabili per ascoltare altrettanti brani in streaming (in modalità on-demand) o scaricarne 30, 5 al mese, sulla memoria del pc. Gli abbonati alla rete ADSL godranno di un credito aggiuntivo di 1000 punti, che potranno impiegare per scaricare altri 100 brani (ogni download vale 10 punti) o per masterizzarne 10 su un CD registrabile (ogni file masterizzato vale 100 punti). Chi acquista soltanto i diritti di downloading (protetti dal sistema di Digital Rights Management Windows Media della Microsoft) vedrà scomparire dalla memoria dell'hard disk il file scaricato nel momento in cui scadrà la sua licenza semestrale (a meno, naturalmente, che non la rinnovi). Chi invece paga un “prezzo” (virtuale) più alto per garantirsi i diritti di masterizzazione, disporrà ovviamente dei file e dei brani scaricati senza limiti di tempo. Per chi non è abbonato a Tiscali, invece, restano valide le opzioni di sottoscrizione al “Music Club”: 6,99 al mese per la versione “silver”, che permette di scaricare fino a 50 canzoni sul pc; 12,99 per la “gold”, che consente il downloading fino a 100 brani.
Nel catalogo in offerta gratuita spiccano i nomi di Robbie Williams, Eminem, Dido, Coldplay, Norah Jones, Kylie Minogue, ma anche i nostri Ramazzotti, Mina e Pino Daniele (i nomi di punta di tutte le major, insomma, con l'eccezione della Sony Music: “Ma anche con loro”, assicurano quelli di Tiscali, “stiamo trattando e siamo fiduciosi di arrivare presto ad un accordo”). Sarà sufficiente, per sviare i fan della musica digitale dalle lusinghe e dall'impertinenza senza regole dei “pirati” del Web, i servizi peer-to-peer non autorizzati? “KaZaA, Morpheus e tutti gli altri hanno prosperato, finora, perché nessuno ha contrapposto offerte valide in termini di prezzo, flessibilità d'uso e portabilità dei file”, risponde Klaus Ludemann, il vice presidente Corporate Media di Tiscali che insieme all' Head of Music International Sergio Benoni ha presentato oggi, 12 febbraio, l'iniziativa alla stampa italiana. “Oggi noi rispondiamo con una proposta concreta che ha il vantaggio di mettere a disposizione di chi cerca musica su Internet file di elevata qualità sonora, protetti dal pericolo di virus, potenziati da contenuti editoriali che forniscono una guida all'utente sotto forma di news, recensioni, charts, Web radio, “speciali” e promozioni. In più, c'è la velocità nel trasferimento dati: Windows Media 9 è un sistema di compressione più veloce e il fatto di utilizzare solo i server Tiscali garantisce download molto più rapidi e senza intoppi, mentre chi utilizza i network peer-to-peer è condizionato dal traffico che c'è sul server che ospita i file. Il tutto – aggiunge Ludemann - nel quadro del pieno rispetto della legalità e del pagamento dei diritti ad artisti ed etichette”. Che pure, storia di pochi mesi fa (vedi News), avevano reagito assai poco amichevolmente alla notizia della collaborazione con KaZaA. “Quell'accordo”, dice Ludemann, “è di tipo esclusivamente commerciale ed è tuttora in vigore. Ha il solo scopo di promuovere i nostri servizi broadband tra gli utenti del network, né più né meno come fanno tutti gli altri service provider in giro per il mondo. La reazione negativa dell'industria discografica ci ha francamente sorpreso”.
Trascorsi i sei mesi di promozione, le opzioni per il futuro restano aperte. “L'offerta gratuita del servizio Music Club porterà ragionevolmente nuovo traffico sulla rete di Tiscali, generando di conseguenza nuovi introiti”, spiegano Benoni e Ludemann. “A quel punto, potremmo anche decidere di estenderne la durata”. Sperando che le etichette musicali rendano disponibili tempestivamente le novità discografiche, uno dei punti chiave per il successo dell'iniziativa. “Da questo punto di vista le cose stanno migliorando. Per esempio, abbiamo già in catalogo “Escapology” di Robbie Williams: non tutto, però, perché le case discografiche preferiscono per il momento graduare l'offerta on-line, iniziando con il singolo e due-tre brani civetta per poi completare l'offerta solo quando l'album ha esaurito la maggior parte della sua corsa nei canali di distribuzione tradizionali”.
Proprio le etichette musicali però (unica eccezione la EMI) sono le grandi assenti dalla presentazione odierna: il fatto è, ci spiegano, che le decisioni – anche quando riguardano i rapporti con un'azienda (multinazionale) italiana – si prendono altrove.
Dall'archivio di Rockol - Music Biz Cafe, parla Paolo Salvaderi (Radio Mediaset)
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