Il backstage dei Bon Jovi a SanSiro: il racconto degli studenti del MasterMusica

Il backstage dei Bon Jovi a SanSiro: il racconto degli studenti del MasterMusica

Gli studenti del Master in Comunicazione Musicale hanno lavorato per un giorno dietro le quinte del concerto dei Bon Jovi a San Siro come “Intern for a day”. Ecco il loro reportage

di Tatiana Lo Faro, Stefano de Stefano, Stefano de Asmundis, Daniele Flamini, Sara Insaudo, Claudia Menolascina, Giorgia Pezzali, Daniele Flamini - video di Simone Bianchi

Il cielo sopra San Siro è coperto da una cappa incolore come in ogni mattina milanese che si rispetti quando, alle 9,45, ci troviamo di fronte all’ingresso nord dello stadio per quella che si preannuncia una giornata impegnativa e intensa. La nostra prima destinazione sono gli uffici del management di Bon Jovi: qui incontriamo Melanie Kassis, giovane assistente che diventerà il nostro punto di riferimento nel corso di questa incursione nel backstage di uno dei più imponenti eventi live della stagione. Con Melanie entriamo subito nel vivo dell’organizzazione: ognuno si occuperà di un diverso aspetto relativo alla gestione dei pacchetti VIP Experience - un aspetto a cui viene data grandissima rilevanza nella produzione: i fan sono il vero “core business” di una band e l’obiettivo è fornire loro la miglior esperienza possibile, trattandoli da VIP, appunto.
Si tratta di tipologie di ingressi differenziate per prezzo che comprendono, oltre all’accesso a una postazione privilegiata, anche una serie di ulteriori “bonus”. Il Diamond Circle consente l’ingresso al primo pit sotto il palco, mentre gli Hot Seats sono posti a sedere in posizione frontale rispetto al palco. I possessori dei pacchetti ricevono in regalo anche una borsa con il logo della band contenente alcuni gadgets personalizzati e hanno la possibilità di partecipare a un party appena prima dello show. A queste due modalità si affianca poi il Golden Circle, che consente di accedere al secondo pit ma non al party e non comprende il merchandising.
Melanie ci spiega che due di noi dovranno gestire gli ingressi degli appartenenti al Fan Club di Bon Jovi che hanno acquistato queste tipologie di biglietti e che hanno diritto all’ingresso a un orario anticipato rispetto agli altri acquirenti. Gli altri si occuperanno di confezionare le gift bags con il merchandising e, successivamente, di affiancare gli operatori Ticketone aiutandoli nella distribuzione dei biglietti e dei gadgets per i possessori dei pacchetti non iscritti al Fan Club.
Indossiamo in bella vista i nostri working pass e siamo subito operativi: non prima però di un rapido tour all’interno dello stadio, allo scopo di individuare i luoghi principali di questa monumentale macchina organizzativa che, nelle prime ore del mattino, è già in piena attività. Una squadra di operai sta ultimando il montaggio del palco, le cui dimensioni mastodontiche sono accentuate dallo spazio circostante che appare ancora vuoto: l’effetto è suggestivo e straniante. Ma non c’è tempo per fermarsi a guardare: passiamo accanto alle sale dove più tardi verrà allestita l’area VIP Hospitality e il party prima dello spettacolo, e siamo di nuovo fuori, di fronte ai cancelli sud dello stadio dove avverranno le operazioni di ticketing e gli ingressi (e dove una nutrita schiera di fan sta già cominciando ad assieparsi, nonostante siano solo le 10,30 del mattino). Qui incontriamo Lou, il responsabile della biglietteria relativa al Fan Club.




Seguendo le sue direttive, montiamo la tensostruttura che fungerà da ticket office e una serie di bandiere segnaletiche per contrassegnare le diverse corsie di accesso dove saranno indirizzati gli acquirenti.
Come d’accordo, due di noi rimangono presso la biglietteria del Fan Club, che sarà la prima ad aprire alle 14. Saranno loro a controllare l’identità degli acquirenti dei biglietti Golden Circle su una lista di nomi fornita dal management, a consegnare i pass e ad indicare il gate di ingresso.
Il resto della “squadra” è invece assegnato alla biglietteria sud, dove avrà il compito di preparare 250 gifts bags, ciascuna contenente un’agenda, un poncho in caso di pioggia (che fortunatamente si rivelerà inutile) e un cappellino: il tutto, rigorosamente, “griffato” Bon Jovi.
Grazie a una buona coordinazione riusciamo nell’operazione in anticipo sui tempi prestabiliti. Una veloce pausa pranzo prima dell’apertura delle biglietterie e siamo di nuovo attivi: da questo momento fino a sera la macchina Bon Jovi non si fermerà, e ogni ingranaggio deve essere oliato alla perfezione perché tutto fili liscio e senza intoppi.
Veniamo ulteriormente smistati in previsione dell’imminente apertura della biglietteria, mentre già molti fan attendono in fila dietro le transenne per ritirare il loro pacchetto. Alcuni di noi rimangono all’interno dell’ufficio insieme agli operatori di Ticketone, aiutando nella distribuzione delle diverse tipologie di pacchetti e dei relativi pass e braccialetti identificativi; altri affiancano lo staff del management nell’area esterna alla biglietteria. Sono molti infatti gli spettatori che chiedono informazioni circa l’ubicazione degli ingressi, e che non riescono immediatamente a orientarsi nonostante la presenza di indicazioni e bandiere segnaletiche. A noi spetta il compito di indirizzare correttamente i diversi acquirenti (tra Fan Club, Diamond, Gold e Hot Seats è facile andare in confusione!) verso il proprio gate di accesso e di offrire spontaneamente aiuto e disponibilità. Melanie chiede anche il supporto di qualcuno per “scortare” a passo d’uomo gli iscritti al Fan Club fino alla loro postazione sotto il palco. Dal momento che si tratta della componente più agguerrita della fan base, esiste infatti l’eventualità che si verifichino corse, disordini e potenziali situazioni di pericolo al momento dell’ingresso.
Sono le 17 quando buona parte del traffico è stato smistato in modo scorrevole e senza particolari difficoltà, ma il lavoro non è certo finito. Due di noi rimangono a monitorare la situazione in biglietteria mentre Melanie chiede il contributo delle ragazze per preparare la VIP Hospitality, dove avrà luogo il preshow party. Mentre gli addetti al catering si occupano di allestire i tavoli con un corposo rinfresco, noi, seguendo le direttive di Melanie, ci occupiamo di montare una serie di pannelli con stampe fotografiche della band e alcune gigantografie da posizionare in punti strategici della sala, illuminate da luci e faretti. Tutto qui deve concorrere a creare una VIP Experience a 360 gradi: la sensazione per chi partecipa deve essere quella di trovarsi al centro di qualcosa di unico ed emozionante, che fa da preludio all’incontro con l’artista (la cui presenza è evocata dalle immagini presenti ad ogni angolo, nonché dal sottofondo musicale, che ripropone tutti gli hit più salienti del suo repertorio) che avrà luogo a breve.
Alle 18 tutto è pronto per il party: i fan cominciano ad affluire nell’area e il nostro compito è, nelle parole di Melanie, “assicurarci che tutti siano sorridenti e si divertano”. Ora sembra facile - ma per ottenere questo risultato il lavoro è stato lungo e meticoloso: i presenti appaiono visibilmente soddisfatti dell’accoglienza e scattano foto a ripetizione accanto al proprio idolo, nonostante questi sia presente solo in forma “virtuale” nelle immagini appese in sala. Allo scopo di rendere l’attesa più coinvolgente, vengono anche distribuiti ai presenti dei plettri autografati dall’ex chitarrista Richie Sambora e viene indetto un concorso ad estrazione: in palio due quadri realizzati da Tico Torres, batterista della band.
Il tempo scorre più in fretta del previsto e sono già le 19,30: lo stadio appare gremito quando cominciano a risuonare nell’aria le note dei These Reigning Days, la band di supporto. Manca solo un’ora al concerto e tutto sembra essere pronto per il grande evento. La nostra giornata lavorativa volge al termine ed è il momento dei ringraziamenti e dei saluti. Ora possiamo goderci il concert.  
Le impressioni di questa giornata fuori dall’ordinario si moltiplicano e si affastellano: la sensazione è quella di un’esperienza di grande valore, che ha posto in evidenza alcuni aspetti essenziali della macchina organizzativa di un concerto di questo calibro. Abbiamo avuto occasione di occuparci delle diverse sfaccettature di un comparto specifico del live, quello legato al contatto diretto con i fan, e abbiamo potuto constatare come tutto sia volto a venire incontro alle esigenze di chi, in ultima analisi, rende possibile la realizzazione di questi eventi.
Ci ha colpito la coordinazione e la comunicazione tra i diversi comparti dello staff, che hanno svolto un impeccabile gioco di squadra in vista di un obiettivo comune. Le persone con cui ci siamo relazionati, infine, hanno fatto di tutto per metterci a nostro agio rivolgendosi a noi con grande naturalezza e contribuendo a creare un clima informale e disteso nonostante i ritmi incalzanti e le tante cose da fare. È stato illuminante toccare con mano le diverse modalità e soluzioni, anche pratiche, che rendono centrale il ruolo del fan e gli consentono di vivere non un semplice concerto, ma un’esperienza irripetibile e impossibile da dimenticare.



 

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