Battiato all'Auditorium di Roma: il report del concerto

Battiato all'Auditorium di Roma: il report del concerto

Inizia con un omaggio sentito e commosso a Claudio Rocchi, cantautore, bassista e conduttore radiofonico scomparso prematuramente pochi giorni fa, il concerto di Franco Battiato che accompagnato da un pianoforte ripropone "La realtà non esiste" , brano di Rocchi di un'intensità e di parole che sono come ghiaccio sul fuoco.

A salire sul palcoscenico insieme al maestro Battiato la moglie di Claudio Rocchi , la giornalista Susanna Schimperna e la presenza silenziosa e commossa di Gianni Maroccolo - Battiato ha ciollaborato a “VB23, disco di Maroccolo e Rocchi che vedrà la luce presto e per questa serata era originariamente prevista un’esibizione a tre.
E dopo l'emozione del ricordo si comincia con "Aria di rivoluzione" titolo che chiude il cartellone della rassegna "Luglio suona bene".E suona benissimo Franco Battiato che riparte dagli anni ‘70 con una session che ha inizio con una suggestionale versione di “Pollution/ti sei mai chiesto che funzione hai?” e una interminabile quanto avveneristica "Propriedad Prohibida", eseguita magistralmente dalla band composta da Angelo Privitera tastiere e computer, Davide Ferrario chitarra, Andrea Torresani basso.
Il concerto di ieri sera è stato uno spettacolo nello spettacolo. Franco Battiato è pieno di ironia e coinvolge il suo pubblico (incantato ad ammirare le sue esecuzioni) con divertentissimi sketch del tutto imprevisti. Seduto su un tappeto omaggia i grandi della musica partendo da "Ruby Tuesday" , "Te lo leggo negli occhi" e una versione delicatissima de "la canzone dell'amore perduto". Non si ferma un attimo fra battute e musica e ripercorre "Prospettiva Nevski" e un'attualissima "Un'altra vita". Dagli spalti , un pubblico che lo segue come se si stesse in una messa all'aperto, si lascia andare ai primi commenti ed urli e ai quali Battiato scherzando e con grande affetto e stima risponde "poca confidenza eh". E ' una session fra passato e futuro quella che ripropone , anche se musicalmente quelle degli anni ‘70 ancora oggi nel panorama italiano nessuno è stato in grado di arrivare. Tanto è vero che il concerto di ieri sembrava sospeso tra il sacro e l'arrivo di navicelle spaziali per le atmosfere che solo la musica di Franco Battiato riesce a riecheggiare. E l'atmosfera magica arriva ad "Apriti sesamo" ultimo album dell'artista siciliano con brani come "Quando ero giovane " , "La polvere del Branco" e "Passacaglia" eseguita con chitarre a tutto spiano che fanno da sfondo a parole come " i giovani, i putti e gli uomini tutti, non val il fuggire si plachi l'ardire, vorrei tornare indietro per rivedere gli errori , per accelerare il mio processo interiore" Per il prossimo brano il maestro avverte " attenti a questo brano, attenti " e intona "il mantello e la spiga" riferendosi forse all'invito della canzone "lascia tutto e seguiti". E poi "il caffè de la paix" annunciata da Battiato con "questa canzone è splendida ve lo prometto" . E mantiene le promesse Battiato fino alla fine, viaggio continuo da Sud all'Oriente, fino a calpestare civiltà che a noi sembra conoscere come quella Occidentale ma che forse ci appartiene di meno. Ovviamente versione seduta "sul tappeto" di "La cura" e "E ti vengo a cercare " sempre da brividi, anche per chi lo vede per la prima volta, tanto è vero che il pubblico riserva a questa canzone silenzio assoluto e rispetto religioso. E dalla religione si pass al caos sempre ordinato quando partono le note di "Up patriots to arms" la gente dagli spalti corre giù sotto al palco, la vigilanza cerca di bloccarli ma Battiato fa cenno che possono scendere tutti e si tiene il suo pubblico lì davanti. Balla , sorride e passa a "Bandiera Bianca " dove Battiato va a dare la mano a tutti quelli che si trova davanti senza risparmiarsi correndo da una parte all'altra del palco. E si continua a ballare tutti con le note di "l'Era del cinghiale bianco" per poi "saltare" con una versione ritmata di "Voglio vederti danzare" con passi da valzer del maestro. Sembra finire qui ma Battiato onesto dice "mi da noia uscire e ritornare quindi rimango" e dopo un piccolo dialogo con il pubblico regala "l'Animale" e "Stati di gioia".
E si conclude con una richiesta del pubblico : "Stranizza D'amuri" che ci ha fatto uscire indenni da condizioni metereologiche freddolose.
Spettacolo pieno di suggestioni e alla fine non sappiamo quali rapporti abbia Battiato con l'aldilà certo è che la sua musica è in grado di raggiungere sfere altissime sfiorando dimensioni che di sicuro non sono terrene.

(Graziella Balestrieri)

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