Pinocchio, conto alla rovescia per il primo musical made in Italy

Pinocchio, conto alla rovescia per il primo musical made in Italy
"Sarà il primo musical interamente italiano, con tanto di bandiere tricolore sul palco", così il regista Saverio Marconi presenta alla stampa "Pinocchio", il musical tratto dal celebre racconto di Collodi e musicato dai Pooh, il cui debutto è atteso il prossimo 14 marzo al Teatro Diners della Luna a Milano (il nuovo stabile nasce appositamente per ospitare il musical). Tante le forze impiegate e i mezzi tecnici adoperati per realizzare lo spettacolo: "Per la prima volta in un teatro sarà utilizzato l'impianto digital surround", spiega Marconi, "le scenografie saranno esaltate da ottocento proiettori e gli attori indosseranno trecento costumi d'epoca". E a proposito di epoca, l'intero spettacolo sarà ambientato nell'800, "ma ci siamo vagamente ispirati anche agli anni '60", continua il regista, "portando per esempio in scena un'Ape Car, una sega elettrica e del cemento. In fondo Pinocchio è frutto di fantasia". Alla presentazione, che si è tenuta oggi al Palaghiaccio milanese, erano presenti, oltre all'intero cast (una trentina di attori e comparse), anche i Pooh, che dello spettacolo curano la produzione musicale e hanno effettuato le selezioni dei giovani protagonisti: "E' stata dura sceglierli", spiega la band, "si sono presentati in 780 e abbiamo cercato tra loro i nove più 'tridimensionali', nel senso che ognuno di loro doveva essere perfetto nel triplice ruolo di cantante, attore e ballerino". Nel cast ci sono anche due volti noti: Lena Biolcati, assente dalle scene discografiche dal '90 (l'ultimo suo album è una raccolta intitolata "1990 giorni dopo"), che veste i panni di Angela, e Arianna, classificatasi al terzo posto al Festival di Sanremo nel '99, in scena nel ruolo della fatina. La storia raccontata nel musical si attiene a quella autentica del burattino collodiano, con piccole sfumature, oltre che scenografiche (curiosa la presenza di attrici vestite da cozze nel fondale marino nel quale verrà gettato Pinocchio), anche di significato: "Nell'ultima scena", spiega Marconi, "quella in cui Pinocchio aiuta Geppetto che, nella bocca della balena, ha difficoltà a stare a galla perché non sa nuotare, la nostra lettura è vicina alla realtà. Accade, infatti, che quando i figli sono piccoli bisogna sorreggerli e aiutarli e una volta divenuti grandi sono loro a portare conforto e sostegno". Ed è in questa stessa ottica di riscoperta dei sentimenti, proprio attraverso la semplicità di una favola, che sono nate le ventiquattro canzoni composte dai Pooh (undici delle quali sono state inserite nell'album "Pinocchio" pubblicato lo scorso autunno e attualmente quasi doppio disco di platino): "Noi abbiamo scritto sempre di sentimenti", sottolineano i Pooh, "e per questo abbiamo cercato di esaltarli anche in 'Pinocchio'". Lo stesso finale della storia, seppur fedele all'originale, si attiene a questa lettura emotiva: "Lucignolo farà capire a Pinocchio che non crescerà", racconta il regista, 'chi nasce burattino morirà burattino', gli dice. Pinocchio chiede allora di ritornare albero per poter crescere. Alla fine diventerà un bambino solo quando Geppetto lo tratterà da essere umano. Questo è il senso del nostro Pinocchio", conclude Marconi, "non si può diventare essere umani se non si viene trattati come tali". L'essere stati preceduti dal film di Roberto Benigni ("non nell'idea", specificano i Pooh, "ma nei tempi di realizzazione"), non spaventa la band, che commenta: "Il film di Benigni non ci è piaciuto", dice, "probabilmente perché l'aspettativa era alta, soprattutto a livello emozionale, invece non si piange e non si ride. In ogni caso non c'è confronto perché si tratta di due prodotti di natura diversa. Certo è che Benigni ci ha stimolato a fare di più e meglio, in prospettiva di un ipotetico paragone". Prodotto dalla Compagnia della Rancia, il musical ha già venduto in prevendita 36mila biglietti e si prepara, con molta probabilità, a spiccare il volo all'estero: "Ancor prima di andare in scena", svelano i Pooh, "lo spettacolo è stato già opzionato da sette Paesi stranieri, anche dall'Inghilterra che è solitamente molto diffidente davanti a questo tipo di proposte".


Notizia realizzata con la collaborazione di http://www.musicaitaliana.com
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