I Pink Floyd contro la Web radio Pandora: 'Sta ingannando gli artisti'

I Pink Floyd contro la Web radio Pandora: 'Sta ingannando gli artisti'

Appena sbarcati su Spotify, primo servizio di streaming ad offrirne l'intero catalogo anche a titolo gratuito, i Pink Floyd sono tornati a prendere posizione contro la Internet radio Pandora accusandola di un tentativo di frode a danno degli artisti. In una lettera aperta pubblicata da USA Today, Roger Waters, David Gilmour e Nick Mason ricordano che "la grande musica sa ispirare emozioni profonde, e le industrie da tempo cercando di imbrigliare questa energia per fare soldi. Niente di male, tutti meritano di guadagnarsi da vivere, ma troppo spesso questa situazione conduce a comportamenti meno che scrupolosi. L'ultimo esempio in ordine di tempo riguarda Pandora e il modo in cui sta spingendo per ottenere dal Congresso (americano) una legge speciale che abbatta le royalty dei musicisti, nonché le tattiche che sta impiegando per convincere con l'inganno gli stessi artisti ad appoggiare questo ingiusto taglio dei compensi".

"Per noi", spiegano i tre musicisti inglesi, "è una questione di principio. Ci auguriamo che tanti servizi di musica online e mobile riescano a dare a fan e artisti ciò che desiderano, quando lo vogliono e a prezzi che si dimostrano adeguati. Quegli stessi servizi, però, dovrebbero pagare in modo equo gli artisti e i creatori d'opera che producono la musica che sta al cuore della loro attività imprenditoriale. Per molti musicisti professionisti si tratta anche di una questione di sopravvivenza economica. Quasi il 90 % degli artisti che incassano un assegno relativo agli ascolti digitali riceve meno di 5 mila dollari all'anno. Essi, dunque, non possono sostenere il taglio dell'85 % dei compensi che Pandora ha chiesto al Congresso di imporre alla comunità musicale".

Waters, Gilmour e Mason ricordano di avere aderito con altri 130 artisti, l'anno scorso, a una campagna contro la riduzione delle royalty propugnata da Pandora. Che quest'anno, spiegano, ha deciso di cambiare tattica: "Musicisti di tutto il territorio nazionale stanno ricevendo e-mail - anche direttamente dal carismatico fondatore della società, Tim Westergren - in cui gli si chiede di diventare 'parte di una conversazione' sul music business e di firmare una semplice 'lettera di sostegno' per la Internet radio. Suona bene. Chi non vorrebbe 'essere parte di una conversazione'? Chi non appoggia la Internet radio? Chi sarebbe così taccagno da rifiutarsi di firmare una dichiarazione così positiva e a favore della musica?". Qui, secondo i Floyd, si nasconde l'inganno: "Naturalmente", sostengono, "la lettera non dice nulla di un taglio dell'85 % ai compensi artistici (....). La petizione non fa menzione del fatto che Pandora stia spingendo la crescita del suo business a spese dirette degli assegni incassati dagli artisti". "I caratteri minuti sono una cosa. Ma un musicista potrebbe leggere questa 'lettera di sostegno' una dozzina di volte tenendola davanti a uno specchio deformato, tanto per essere sicuro, senza accorgersi che in realtà sta per firmare un appello per autoridursi le royalty allo scopo di foraggiare i bilanci di Pandora. Sentiamo Pandora lamentarsi del fatto che paga troppe royalty per fare profitto (naturalmente, nel frattempo, l'abbiamo anche vista raccogliere 235 milioni di dollari nella sua IPO e raddoppiare gli ascoltatori negli ultimi due anni). Ma un'impresa che vive per distribuire musica non può lamentarsi del fatto che quest'ultima rappresenta il suo costo maggiore. Non capita mai di sentire un verduriere lagnarsi di dover pagare i generi alimentari che mette in vendita. Netflix paga per i suoi film più di quanto Pandora paghi per la musica, ma non corre al Congresso per ottenere un salvataggio".

La lettera si conclude prospettando alcune ipotesi di soluzione: "Non stiamo dicendo che il music business sia perfetto o che non ci sia spazio per compromessi. Gli artisti collaborerebbero volentieri con Pandora per porre termine all'esenzione del pagamento delle royalty di cui godono le radio AM e FM, un vuoto legislativo che danneggia noi quanto le radio digitali. Altri cambiamenti e compromessi sono possibili (....). Ma ingannare gli artisti per convincerli a firmare una petizione senza spiegargli che cosa realmente gli viene chiesto di appoggiare serve solo ad avvelenare le acque del pozzo".

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