Note Legali, presentato al Music Italy Show il Codice Deontologico del Musicista

Venti articoli suddivisi in tre titoli, per enunciare attraverso una "carta dei valori" diritti, doveri e regole di comportamento di una categoria finora priva di disciplina professionale: la prima bozza del Codice Deontologico del Musicista Professionista, redatta dall'associazione Note Legali, è stata presentata come da programma al Music Italy Show di Bologna, sabato scorso, davanti a rappresentanti degli artisti, dei sindacati, dell'industria e della politica.

"Riteniamo che chiunque voglia percepire un compenso a corrispettivo di una prestazione intellettuale in campo musicale debba comportarsi con professionalità", recita il preambolo del documento (scaricabile per intero in pdf dal sito dell'associazione)  "in quanto, proprio alla luce di tale richiesta, si pone come un 'professionista della musica', indipendentemente dal proprio curriculum, dal proprio talento, dal proprio lavoro principale. La redazione di un Codice Deontologico del Musicista Professionista non ha lo scopo di imbrigliare i musicisti in ulteriori burocrazie - particolarmente in un mercato caratterizzato da una comune illegalità e da una scarsa tutela dei lavoratori che sono parti contrattuali deboli - ma di dare ai musicisti un orizzonte comune da guardare insieme, una serie di valori di comportamento ai quali ispirarsi nello svolgere la propria attività. Il primo scopo di questo codice è certamente quello di riunire attorno a dei valori condivisi e condivisibili una categoria che, per cultura o per scarsa sindacalizzazione, non si sente tale".

"Si tratta", ha osservato in sede di presentazione il presidente di Note Legali Andrea Marco Ricci, "di un'iniziativa coraggiosa, pericolosa, difficile". "Il Codice si pone come una 'carta specchio' che vuole invitare la categoria a riflettere sul proprio comportamento, farlo proprio, aprire un confronto tra colleghi, divulgarlo ai propri studenti. Non potendo definire univocamente cosa sia un professionista (la legge non lo definisce, e il dizionario italiano descrive come professionista che vive di un mestiere, mentre noi sappiamo che chi fa musica, spesso, svolge anche più di un lavoro), la carta si rivolge a coloro che vogliano trarre una qualunque retribizuone, anche minima, dalla propria arte (...); chi voglia guadagnare facendo musica deve avere un comportamento professionale, perché in quel momento rappresenta la categoria".

Claudio Formisano, presidente dell'associazione dei distributori di strument musicali Dismamusica, ha elogiato l'iniziativa sottolineando che "oggi più che mai il mondo della musica necessita di un punto di vista a 360 gradi", mentre il chitarrista, autore e produttore Massimo Varini ha concordato sul fatto che "i musicisti debbano essere i primi a rispettare il lavoro dei propri colleghi, in particolare nell'ambito del diritto d'autore verso il quale in Italia vi è una grave mancanza culturale".

    Venti articoli suddivisi in tre titoli, per enunciare attraverso una "carta dei valori" diritti, doveri e regole di comportamento di una categoria finora priva di disciplina professionale: la prima bozza del Codice Deontologico del Musicista Professionista, redatta dall'associazione Note Legali, è stata presentata come da programma al Music Italy Show di Bologna, sabato scorso, davanti a rappresentanti degli artisti, dei sindacati, dell'industria e della politica.

    "Riteniamo che chiunque voglia percepire un compenso a corrispettivo di una prestazione intellettuale in campo musicale debba comportarsi con professionalità", recita il preambolo del documento (scaricabile per intero in pdf dal sito dell'associazione)  "in quanto, proprio alla luce di tale richiesta, si pone come un 'professionista della musica', indipendentemente dal proprio curriculum, dal proprio talento, dal proprio lavoro principale. La redazione di un Codice Deontologico del Musicista Professionista non ha lo scopo di imbrigliare i musicisti in ulteriori burocrazie - particolarmente in un mercato caratterizzato da una comune illegalità e da una scarsa tutela dei lavoratori che sono parti contrattuali deboli - ma di dare ai musicisti un orizzonte comune da guardare insieme, una serie di valori di comportamento ai quali ispirarsi nello svolgere la propria attività. Il primo scopo di questo codice è certamente quello di riunire attorno a dei valori condivisi e condivisibili una categoria che, per cultura o per scarsa sindacalizzazione, non si sente tale".

    "Si tratta", ha osservato in sede di presentazione il presidente di Note Legali Andrea Marco Ricci, "di un'iniziativa coraggiosa, pericolosa, difficile". "Il Codice si pone come una 'carta specchio' che vuole invitare la categoria a riflettere sul proprio comportamento, farlo proprio, aprire un confronto tra colleghi, divulgarlo ai propri studenti. Non potendo definire univocamente cosa sia un professionista (la legge non lo definisce, e il dizionario italiano descrive come professionista che vive di un mestiere, mentre noi sappiamo che chi fa musica, spesso, svolge anche più di un lavoro), la carta si rivolge a coloro che vogliano trarre una qualunque retribizuone, anche minima, dalla propria arte (...); chi voglia guadagnare facendo musica deve avere un comportamento professionale, perché in quel momento rappresenta la categoria".

    Claudio Formisano, presidente dell'associazione dei distributori di strument musicali Dismamusica, ha elogiato l'iniziativa sottolineando che "oggi più che mai il mondo della musica necessita di un punto di vista a 360 gradi", mentre il chitarrista, autore e produttore Massimo Varini ha concordato sul fatto che "i musicisti debbano essere i primi a rispettare il lavoro dei propri colleghi, in particolare nell'ambito del diritto d'autore verso il quale in Italia vi è una grave mancanza culturale".

Questo è un contenuto esclusivo per gli iscritti a Music Biz

controllo dell'utente in corso
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2021 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.