Ecco 'The raven', il nuovo disco di Lou Reed

Ecco 'The raven', il nuovo disco di Lou Reed
In attesa dell'uscita di "The raven", il nuovo e attesissimo album di Lou Reed (vedi News), pubblichiamo questa attenta analisi fornitaci da Daniele Federici, webmaster di http://www.loureed.it, sito italiano dedicato all'ex leader dei Velvet Underground. Rockol pubblicherà la recensione di "The raven" domani venerdì 31 gennaio.


"Lou Reed si reinventa"
di Daniele Federici

Delle attitudini intellettuali di Lou Reed non avevamo mai avuto dubbi; già dagli esordi con i Velvet Underground la sua continua ricerca di una formula che coniugasse la letteratura e l'arte colta con un veicolo espressivo alla portata di tutti quanti aveva dato i suoi frutti in splendidi lavori che hanno cambiato per sempre il vocabolario della musica rock. Che questa continua ricerca fosse sfociata, negli ultimi anni, in qualcosa di diverso e ancora più elaborato ce l'aveva dimostrato nel giugno scorso con lo spettacolo “Words & Music”, portato in Italia con la sua compagna Laurie Anderson e che si basava su letture poetiche accompagnate da minimali effetti musicali. Uno spettacolo intenso che ci aveva dato l'opportunità di ascoltare in anteprima alcuni reading di testi provenienti dal suo “The raven”, uscito in questi giorni in Italia con qualche giorno di ritardo rispetto al resto d'Europa. La completa riscrittura di alcune delle opere più significative di Edgar Allan Poe non è impresa da molti, ma la sfida non ha mai spaventato Mr. Reed nei quarant'anni di onorata carriera che ha alle spalle. Quando nel 2000 il regista teatrale Robert Wilson gli propose di scrivere testi e musiche per il nuovo spettacolo che stava allestendo al Thalia Theatre, Reed ne fu entusiasta e si gettò sulla cosa, come racconta lui nelle note introduttive all'album, “come un rottweiler su un osso”. Lo spettacolo “POEtry” (gioco di parole tra Poe, prova e poesia) fu un grosso successo, ma “the Raven” non è una semplice riproposizione della rappresentazione teatrale: “Quella era fatta per l'occhio. Assistevi a qualcosa di profondamente visivo. Ho ripreso le canzoni e le ho completamente reincise per renderle in un'esperienza prettamente sonora. Un film per le orecchie”. E al primo ascolto, questo nuovo “The raven” è un'opera monumentale che non trova paragoni nella sua lunga discografia. Uscito in due versioni (una limitata in due CD e una in un singolo CD), l'opera è la summa di tutto ciò a cui Reed ha aspirato durante tutti questi anni: dalla potenza rabbiosa e ironica di “Edgar Allan Poe” fino alla toccante, minimalista intensità di “Vanishing act”, dal blues rauco e scuro di “Burning embers” fino alla rivisitazione eterea e suggestiva di un suo vecchio successo, “Perfect day”, cantato da Antony. E proprio la quantità di ospiti che sono accorsi ad arricchire la rilettura dello scrittore newyorchese ad opera di Reed, rendono questo album ancora più complesso e unico. Basti citare qualche nome: David Bowie, Willem Dafoe, Steve Buscemi, Elizabeth Ashley, Laurie Anderson, Ornette Coleman. E basti anche citare qualche dato: più di due ore di durata complessiva, 36 brani totali di cui solo 16 canzoni e 3 strumentali. Non un album rock come avremmo potuto aspettarci, ma un complesso intreccio di recitativi intermezzato da alcune canzoni, che risulta ancora più particolare se pensiamo che Reed non recita nessuno degli interventi parlati e in più di una canzone cede il microfono ad uno dei suoi ospiti (a Bowie nella bellissima, seppur breve, “Hop frog” e a Steve Buscemi che si improvvisa cantante jazz nella deliziosa “Broadway song”). Ed è un lavoro potente, suggestivo, visionario, non convenzionale quello che Reed ci regala; sorprendente, in un'epoca in cui la parola rischia di perdere significato. “'The raven' è l'apice di tutto ciò su cui ho lavorato” spiega l'artista, “tutte le mie idee sul suono, il missaggio, la scrittura, l'enfasi, la rima. È tutto in questo disco. È il culmine di tutto ciò che è venuto prima”. I testi di Poe sono stati completamente riscritti per ridiventare attuali anche come linguaggio: Reed elide, taglia, salta fondendo sapientemente passato e presente, vicinanza e distanza. Non sorprende nemmeno più di tanto che Reed si sia cimentato con Poe, visti i temi comuni dei due scrittore newyorchesi: “Poe scrisse un saggio domandandosi perché siamo attratti da cosa che sappiamo siano un male per noi, e questa tematica percorre tutta la sua opera” spiega, citando Burroughs e Hubert Selby Jr. come suoi eredi. Ed è una tematica cara anche a Reed, anche lui erede di Selby e Burroughs, che dalla distaccata asetticità dei testi dei Velvet Underground descriveva gli orrori e le depravazioni dei bassifondi metropolitani. Avrà 61 anni il prossimo 2 marzo Lou Reed, ma ancora riesce a stupire e spiazzare l'ascoltatore come già fece con il famoso “Metal machine music” del '75. E “Fire music”, penultimo brano strumentale del nuovo disco che lui descrive come “la mia reazione all'11 settembre”, proviene direttamente dalle budella calde di quel disco vecchio di venticinque anni, con le sue stratificazioni di rumore assordante e disturbante. L'ascolto dell'anarchia rumoristica di “Fire music”, comparata alla dolcezza del duetto con la sua compagna Laurie Anderson in “Call on me” e la lettura intimistica e affascinante di Willem Dafoe della title-track, possono dare solo una lontana idea dell'eterogeneità e della complessità dell'opera. Lascerà deluso qualche fan del “buon sano vecchio rock'n'roll” e qualche purista del rock. Ma diciamolo chiaramente: a chi interessano i puristi del rock? Questo “The raven” è sicuramente una delle opere più complesse e coraggiose degli ultimi anni. E a scanso di equivoci, è puro Lou Reed.
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti Testi
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.