Lianne La Havas: 'Uso la musica come strumento per la mia anima'

"Is your love big enough?" è il titolo del disco d'esordio di Lianne La Havas. Classe 1989, la cantautrice inglese di origine greco-giamaicane ha mosso i primi passi nel mondo musicale a tredici anni grazie all'audizione tenuta per un coro scolastico. Anni più tardi Lianne conosce Paloma Faith e ne diventa la corista, per poi proseguire la strada nelle sette note da sola. "Is your love big enough?" è stato eletto lo scorso anno "Album of The Year 2012" da iTunes: "Ad un anno dalla pubblicazione del disco mi sento piuttosto bene. Sento di aver realizzato molte cose, ho suonato la mia musica in moltissimi posti ed è stato fantastico. Non mi sono fermata, suonerò ad alcuni festival estivi in Inghilterra (il più recente sarà il Glastonbury, NDR), a settembre andrò in Giappone e appena avrò un po' di tempo inizierò i lavori per il prossimo album", ci racconta l'artista durante il suo passaggio in Italia.
"In generale ho sempre usato la musica per esprimere me stessa, il mio album rappresenta a pieno la mia identità, ed è anche il mio primo album, dunque è una giusta introduzione per comprendere chi sono come musicista ora, o meglio chi ero un anno fa quando ho pubblicato il disco. Tutte le canzoni sono autobiografiche in un modo o nell'altro, mi piace molto il concetto dell'artista che racconta la verità attraverso la musica, ed è ciò che ho cercato di fare io con questo primo lavoro", racconta la cantante. "Ho scelto di intitolare il disco come l'unico brano dell'album che non parla del mio ex fidanzato", prosegue Lianne, "in realtà è un titolo molto positivo e sta ad indicare il momento in cui, quando una storia finisce, ti siedi e pensi che sia di nuovo tutto ok. Ora sto bene, e il prossimo disco, a differenza di questo che racconta di un cuore spezzato, potrebbe essere incentrato su come si possa spezzare il cuore a qualcun altro. Si vedrà", scherza la cantante. Parliamo, poi, delle sue radici musicali: "Ho un gusto molto eclettico in fatto di musica, mi piacciono molti artisti. Le cantanti che hanno ispirato di più il mio percorso musicale sono quelle di cui ho sempre amato la musica. Direi subito Lauryn Hill, la prima di cui mi sono innamorata. Avevo sette anni e ho visto per la prima volta 'Sister Act', avrei voluto essere lei. Mia madre poi, ascoltava spessissimo i dischi dei Fugees, ho sempre amato la voce di Lauren. Michael Jackson, Stevie Wonder e Bob Marley sono delle vere icone e fanno parte del mio background. Il primo album, però, di cui mi ricordo di essermi ivaghita è 'Who is Jill Scott?' di Jill Scott. Ho amato moltissimo la sua onestà nel disco, il suo modo di parlare di tutto ciò che pensava in modo chiaro. Ha sconvolto molte persone. Jill mi ha davvero ispirato molto. Ancora, direi Erycah Badu. Ho apprezzato parecchio 'Baduizm' ma il mio album preferito di Erykah è 'Mama's gun'. L'ho scoperta attraverso questo disco: le atmosfere e la musicalità di quei pezzi non possono che far entrare questo lavoro e questa artista nella mia classifica dei tre dischi preferiti", afferma l'artista.
"Sono di Londra, ma il motivo per cui ho registrato il disco ad L.A. ha a che fare con il mio produttore, che si è trasferito negli USA durante le registrazioni. E' stato bellissimo visitare Los Angeles, lui vive in una zona di Pasadena piena di natura ed ha lo studio nel suo garage. Si tratta di un luogo che contribuisce parecchio alla creatività, ho adorato ogni minuto in cui abbiamo lavorato insieme. Per il nuovo album mi concentrerò molto sulla scrittura da sola e vorrei di sicuro lavorare con il mio produttore, ma coinvolgendo anche altri addetti ai lavori. Prima scriverò le canzoni, poi deciderò che sound dovranno avere. Forse registrerò a Londra, forse a Parigi, forse a Berlino, chi lo sa", dice ancora la cantante. L'artista parla anche del suo approccio con la musica: "Non ho mai cantato in pubblico prima dei tredici anni, mi vergognavo tantissimo. Cantare vuol dire esporre la tua persona agli altri. Una volta stavo cantando a voce molto alta a casa dei miei nonni, pensavo non mi sentissero, ma al contrario mi avevano sentito e mi hanno spronato a fare le audizioni per un coro. Si cantava a cappella, uno per uno davanti al maestro del coro, è stata la cosa migliore che abbia mai fatto. Da allora ho partecipato a qualsiasi attività scolastica che avesse a che fare con la musica. Devo ringraziare la mia insegnante di canto, è sempre stata una mia fan. Molti mi hanno paragonato a Corinne Bailey Rae, artista che mi piace moltissimo. La prima volta che l'ho sentita alla radio mi sono subito innamorata della sua voce e dei suoi brani. Ha aperto le porte ad un genere di musica molto più 'naturale'. Una donna che canta delle sue fragilità, della sua vita, mi ha subito catturata. Avevo undici o dodici anni. Sicuramente ha dato inizio ad un filone di cantati sulla sua stessa linea d'onda", dice ancora l'artista. Lianne racconta, infine, il suo incontro e il suo rapporto con Paloma Faith: "Ero la corista di Paloma Faith, il mio primo lavoro nel mondo musicale. Sono stati alcuni dei giorni migliori della mia vita, la considero una grande amica. Mi ha ispirato moltissimo, è davvero determinata.Lei si occupa di ogni minimo dettaglio delle sue perfomance, organizza serate, fa la dj, cerca gli artisti che le faranno da supporter, realizza i flyers. Ha sempre lavorato sodo e secondo me essere determinati e ambiziosi nella musica, oggi, è fondamentale. Mi supporta moltissimo ora e quando ho lasciato la band ha capito benissimo il perché. Ogni volta che riusciamo a vederci passiamo tantissimo tempo insieme, è una delle mie migliori amiche", conclude con un sorriso Lianne La Havas.

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