Aumento IVA sugli allegati ai giornali, la Commissione Cultura è sfavorevole

Accogliendo i rilievi formulati dall'industria discografica ed editoriale, la Commissione Cultura del Senato ha chiesto l'eliminazione della norma contenuta nel cosiddetto "decreto Ecobonus" che prevede, a titolo compensativo sulla proroga delle agevolazioni fiscali concessi sugli interventi di riqualificazione energetica, l'incremento dell'IVA sugli allegati ai giornali (inclusi, ovviamente, cd e dvd) dal 4 al 21 per cento. L'istanza dell'organo parlamentare fa seguito all'audizione che Associazione Italiana Editori (AIE), Federazione Industria Musicale Italiana (FIMI) e Federazione Italiana Editori Giornali (FIEG) hanno tenuto ieri presso la stessa Commissione.

"Gli esponenti delle associazioni hanno effettuato un'ampia analisi dello stato del settore e delle conseguenze sul mercato collaterale di questo aumento", spiega il presidente FIMI Enzo Mazza. "I rappresentanti di editoria, musica, audiovisivo e giornali hanno anche evidenziato come i calcoli del governo in merito al gettito aggiuntivo di 125 milioni di euro siano fondalmentamente errati e basati su stime di crescita laddove il mercato è in contrazione anche nell'edicola. Il risultato di tale improvvida manovra, secondo gli industriali, sarà un flop per il fisco e accentuerà invece il declino dei supporti allegati come cd e dvd con conseguenze nefaste per tutta la filiera".

    Accogliendo i rilievi formulati dall'industria discografica ed editoriale, la Commissione Cultura del Senato ha chiesto l'eliminazione della norma contenuta nel cosiddetto "decreto Ecobonus" che prevede, a titolo compensativo sulla proroga delle agevolazioni fiscali concessi sugli interventi di riqualificazione energetica, l'incremento dell'IVA sugli allegati ai giornali (inclusi, ovviamente, cd e dvd) dal 4 al 21 per cento. L'istanza dell'organo parlamentare fa seguito all'audizione che Associazione Italiana Editori (AIE), Federazione Industria Musicale Italiana (FIMI) e Federazione Italiana Editori Giornali (FIEG) hanno tenuto ieri presso la stessa Commissione.

    "Gli esponenti delle associazioni hanno effettuato un'ampia analisi dello stato del settore e delle conseguenze sul mercato collaterale di questo aumento", spiega il presidente FIMI Enzo Mazza. "I rappresentanti di editoria, musica, audiovisivo e giornali hanno anche evidenziato come i calcoli del governo in merito al gettito aggiuntivo di 125 milioni di euro siano fondalmentamente errati e basati su stime di crescita laddove il mercato è in contrazione anche nell'edicola. Il risultato di tale improvvida manovra, secondo gli industriali, sarà un flop per il fisco e accentuerà invece il declino dei supporti allegati come cd e dvd con conseguenze nefaste per tutta la filiera".

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