Massimo Ranieri presenta ‘Nun è acqua’, omaggio alla ‘napoletanità’

Massimo Ranieri presenta ‘Nun è acqua’, omaggio alla ‘napoletanità’
Un nuovo disco di canzoni tradizionali napoletane, all’insegna della “napoletanità” più autentica e verace, lontana dai facili “napoletanismi”, questo è “Nun è acqua”, il nuovo lavoro di Massimo Ranieri presentato oggi, martedì 28 gennaio, a Milano.
Presenti alla conferenza stampa, Massimo Ranieri, Mauro Di Domenico e Mauro Pagani, lo stesso team che ha lavorato al precedente “Oggi e dimani”, uscito nel 2001 (vedi News). Ed è proprio il cantante attore, classe ’51, originario del quartiere napoletano di Santa Lucia, a prendere la parola per prima e a introdurre il nuovo album: “Quel che da sempre ha unito Mauro Di Domenico, mio vecchio amico e collaboratore, e me, è la nostra ‘napoletanità’: la comune volontà di fare musica napoletana vera, quella antica, originaria, libera dagli orpelli e dalle suppellettili che l’hanno massacrata e invecchiata. Desiderio che è stato, in un secondo momento, condiviso anche da Mauro Pagani, produttore degli ultimi due album (vedi News), e che è stato il principio ispiratore del disco precedente (nato, come ha spiegato l’artista, per ragioni di contratto discografico)”.
“Anche in questo caso”, ha spiegato Giovanni Calone (vero nome di Ranieri), “l’intento è stato quello di far emergere ciò che non era ancora stato tirato fuori dal musica napoletana, e cioè la sua origine e la sua tradizione millenaria, dagli antichi greci fino al 1940. Questa musica è un ‘pozzo di San Patrizio’ in grado di offrire delle cose davvero meravigliose. Noi abbiamo nuovamente affondato le mani in questa ‘cioccolata’ e ne abbiamo tirato fuori altri capolavori. Ed altri ancora ne verranno fuori in futuro”.
Il nuovo album contiene testi di grandi autori della canzone napoletana, che abbracciano un periodo di tempo piuttosto ampio: si va dal 1700 fino al 1940.
Il disco si apre con “’E ccerase”, poesia musicata di Salvatore Di Giacomo, che risale al 1888, a proposito di cui Ranieri racconta: “Abbiamo voluto partire da Di Giacomo perché lui è il capostipite degli autori napoletani: non si può ‘tenerlo in panchina’. ’E ccerase’ è un brano cantato in un dialetto napoletano antico, che ormai non si ascolta più da nessuna parte. La prima volta che l’ho ascoltato, su un CD trovato a casa mia una mattina, mi ha emozionato e commosso molto”.
Non mancano Renato Carosone, di cui è stato tratto, “Giacca rossa” (“un pezzo quasi inedito, che non ha lo stile canonico di Carosone, ma ne mantiene lo spessore drammaturgico di testo e di musica”), e Totò, di cui Ranieri ha rinterpretato una particolare versione di “Malafemmina”, mischiata con “Amapola” (canzone spagnola d’inizio secolo, a cui l’attore Antonio de Curtis s’ispirò), cantata dall’artista peruviana Susana Baca.
Un omaggio sentito è stato dedicato anche a Domenico Modugno, di cui Ranieri ha riproposto due canzoni (“Da ragazzino, io gli cantavo nell’orecchio, proprio come i ragazzini fanno adesso con noi”, ricorda il cantante): “Io mammeta e tu” e “’O ccafè” (“riarrangiata alla De André”).
Fra le collaborazioni, quelle di Andrea Parodi, ex-Tazenda, che ha cantato una ninnna nanna sarda in “Piscatore ‘e Pusilleco!”, e la cantante e liutista tunisina Mouna Amari, che recita un brano de “Le mille e una notte” in “’Na mmasciata”.
Particolari le versioni proposte di due classici della canzone partenopea come “Luna rossa”, riportata alla sua dimensione di brano malinconico e struggente, e di “Agata”, omaggio alla “meravigliosa leggerezza napoletana".
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti Testi
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale
10 ago
Scopri tutte le date

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.