Airplay radio, parte da San Marino un nuovo servizio 'made in Italy'

Airplay radio, parte da San Marino un nuovo servizio 'made in Italy'

La rilevazione dell'airplay radiofonico, croce e delizia dei discografici di ogni angolo del mondo (nonché fonte di innumerevoli polemiche), vive un momento critico o quanto meno di transizione, dopo l'annunciato ritiro da tutta Europa, a fine agosto, dello storico leader di mercato Nielsen Music. Ma proprio mentre una società multinazionale chiude bottega motivando la sua scelta con il venir meno delle condizioni di sostenibilità del business, sulla scena italiana si affaccia un nuovo operatore indipendente, di base a San Marino: il suo nome è Radioairplay.fm (sito RadioAirplay.fm già online, sistema di rilevazione ancora in fase di test) e il suo ideatore, fondatore e amministratore delegato è Mauro Naccarato, un passato da discografico dance che nel team di collaboratori ha ingaggiato anche Umberto Labozzetta con il ruolo di promotion manager e Patrizio Squeglia in quello di design manager.

"Sono tuttora pochissime, in Europa, le aziende che forniscono questo tipo di servizio. EarOne in Italia, Yacast in Francia, Radio Monitor nel Regno Unito..." elenca Naccarato, che sta lavorando alla costruzione di una piattaforma dalle caratteristiche differenti: gestibile direttamente e senza limiti di accesso alle informazioni da parte di ogni singolo cliente, una volta che il software viene acquisito in licenza e installato sui suoi strumenti di navigazione (Mac, pc, tablet o smartphone), così da conoscere classifiche generali, playlist e singoli "passaggi" in tempo reale (sulla barra del sito scorrono già i brani in programmazione sulle diverse radio). "Classica", invece, la metodologia di rilevazione elettronica dell'airplay basata sul confronto con un database di brani - non solo novità discografiche, ma anche catalogo storico pop, dance, rock, ecc. - contraddistinti da un fingerprint o impronta digitale, avvalendosi per rilevazioni e confronti di diversi server in Italia e nel resto d'Europa. "La percentuale di successo della nostra tecnologia di riconoscimento", assicura Naccarato, "è del 95 per cento, anche nel caso di sonoro 'sporcato' dal parlato o di brani remixati. Stiamo monitorando un panel di circa 400 emittenti in 40 Paesi europei, 150 circa in Italia dove cerchiamo di avere una copertura capillare. Ma vorremmo andare anche oltre, esplorando in futuro territori come Australia e Nuova Zelanda che da questo punto di vista risultano ancora essere piuttosto vergini. Oggi il modello di business obbliga necessariamente a ragionare in ottica internazionale. Sapere in tempo reale che cosa funziona nelle radio all'estero permette di orientare di conseguenza politiche di licenza, strategie promozionali e altre attività imprenditoriali".

Una differenza sostanziale con la concorrenza, sottolinea l'ad di RadioAirplay.fm, risiede nella metodologia di compilazione delle classifiche, costruite in base al semplice numero di "passaggi" invece che con il classico sistema a punteggio che attribuisce un peso diverso alle emittenti in relazione al loro bacino di ascolto: "Questo," spiega Naccarato, "per non penalizzare i brani che riscuotono successo a livello locale o regionale, e che meritano di essere segnalati". Quasi a ribadire una vocazione "indie" del servizio, che per il futuro promette agli artisti emergenti e indipendenti la possibilità di caricare gratuitamente sul portale foto, biografia, musica e video". Non solo radio e non solo airplay, insomma: "No", spiega Naccarato, "vogliamo anche introdurre un servizio di cartoline promozionali digitali e tenere traccia, su un sito parallelo chiamato RadioDate, di tutte le novità discografiche di cui verremo a conoscenza. L'obiettivo è di fornire tanti servizi in uno, e a prezzi contenuti: in un momento di crisi come questo vogliamo dare a tutti la possibilità di farne uso".

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