Bloody Beetroots, Paul McCartney, i Fireman e il curioso caso di 'Out of sight'

Bloody Beetroots, Paul McCartney, i Fireman e il curioso caso di 'Out of sight'

"E' tempo vi annunci il mio nuovo singolo con Paul McCartney, in uscita il 18 giugno", scrisse sul suo profilo Facebook la scorsa settimana Sir Bob Cornelius Rifo, titolare unico del marchio Bloody Beetroots, alfiere nel mondo della electro tricolore: "Sono davvero orgoglioso di aver avuto l'opportunità di collaborare con una figura leggendaria. La canzone è stata creata da Paul McCartney, Martin 'Youth' Glover e me. E' impressionante l'energia sprigionata da tre musicisti appartenenti a generazioni diverse quando si ritrovano nella stessa stanza a lavorare insieme. La canzone è intitolata 'Out of sight'".

In prima battuta, fu impossibile non notare il coinvolgimento di Martin "Youth" Glover, storico sodale di Jaz Coleman e Geordie Walker nei Killing Joke dal '93 co-intestatario - insieme proprio a Paul McCartney - del progetto Fireman. A scandagliare meglio nel repertorio della formazione, più precisamente nella tracklist dell'ultimo album pubblicato dal gruppo, "Electric arguments" del 2008, si scopre un brano dal titolo solo parzialmente simile, "Nothing too much just out of sight", traccia di apertura dell'album.




Il brano, un blues cadenzato piuttosto sporco basato su un riff di armonica a bocca poi doppiato da una chitarra slide sulla quale si innesta un pattern di batteria sincopato e un basso fuzzato, recita, in apertura, nel testo:

Nothing too much
Just out of sight
You say you love me
If this is true
The best thing to do
Is to lye down beside me
I said I love you
Well nothing too much
Just out of sight


Per poi proseguire, nella parte centrale della canzone, con:

I love you
I said I love you
I thought you knew
The last thing to do was
To try to betray me
The new morning light
I'll never forget it
Nothing much just out of sight

Le parole cantante sono effettivamente molto simili (eccezion fatta per qualche verso) a quelle del nuovo brano, "Out of sight", firmato anche da Bloody Beetroots:

It’s out of sight, you say you love me
That this is true
The best thing to do is to lie down beside me
I said I love you
Nothing too much, just out of sight
Nothing too much, just out of sight
Nothing too much, just out of sight

I said I love, alright
I said I love you
I thought you knew
The last thing to do was to try to betray me
You want to lie
I’ll never forget it
That’s just out ought of sight
Nothing too much, just out of sight
Nothing too much, just out of sight







Un remix? Non esattamente, perché - come ci ha confermato la stessa etichetta che curerà la distribuzione del singolo, la Sony - le tracce (incluse ovviamente quelle vocali) sono state tutte registrate ex novo da Sir Bob Cornelius Rifo (che già collaborò con Youth per una manipolazione di "Corporate elect" da "MMXII" del 2012) negli studi di proprietà dell'ex Beatle nell'Essex inglese. Un plagio? Potrebbe essere, ma parlarne non avrebbe senso, essendo - in questo caso - il teorico querelato e l'ideale querelante la stessa persona. Più che altro, avrebbe senso parlare di autocitazione. Perché, a proprosito delle canzoni di "Electric arguments", tutte scritte e registrate nell'arco di un solo giorno (scrivendo i testi direttamente in studio, poco fissare le proprie parti su nastro), l'ex voce e basso dei Fab Four ebbe a dire, in un'intervista al Daily Telegraph: "L'atteggiamento ricordava quello dei cut up di William Burroughs", riferì McCartney, "Prendevo dei libri di poesie e isolavo dei versi, poi cercavo di accostarli ad altri presi da volumi diversi, in modo da non sfruttare alcuna opera nella propria completezza. Andavo avanti così finché non avevo abbastanza testo per cantare la canzone per intero. Ancora oggi, a memoria, le parole non me le ricordo". Probabilmente, negli studi dell'Essex, le cose sono andate così anche durante le session con il nostro Cornelius Rifo. Solo, con gli stessi libri del 2008...

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