Rivoluzione in BMG: cambia la struttura internazionale del gruppo

Il fulmine a ciel sereno sembra aver colto di sorpresa anche lo staff dirigenziale, a parte i più stretti collaboratori del presidente/amministratore delegato Rolf Schmidt-Holtz. Che il manager tedesco, da due anni alla guida dell'azienda, stesse covando qualcosa di grosso lo si sapeva, ma pochi erano a conoscenza della riorganizzazione che aveva in mente, e che da qualche ora è di dominio pubblico. Nell'intento, parole di Schmidt-Holtz, di “permettere ai nostri dirigenti creativi di essere più vicini agli artisti e a noi di appoggiare i loro sforzi nel modo migliore” - ma anche, evidentemente, di ridurre i costi eliminando tout court un intero livello di management internazionale - la BMG dà l'addio alla classica organizzazione su base regionale (che prevedeva un responsabile per l'Europa, uno per l'America latina, uno per l'Asia e così via) per dar vita a quattro divisioni “mondiali” pilotate dagli uffici di New York; ne faranno parte un “Label Group” comprendente tutte le etichette BMG, Arista Records, RCA Music Group, Jive/Zomba e RLG-Nashville, oltre alle edizioni musicali BMG Music Publishing; un “Territory Management” che organizza mercati diversi secondo criteri non solo geografici (Regno Unito, Australia e Sud Africa sotto un unico responsabile, per esempio, mentre all'ex numero uno europeo Thomas Stein torna in dote il mercato “domestico” di Germania/Svizzera/Austria, considerato strategico per la ricerca di nuovi artisti); un “Corporate Center” che includerà servizi generali come ufficio legale e business affairs, sistemi informativi e tecnologia, finanza e coordinamento di produzione e distribuzione, affidato alla direzione del presidente di BMG Publishing Nicholas Firth (che dunque tiene il piede in due scarpe…); e infine un “Ufficio del presidente”, con il chief operating officer Michael Smellie e il nuovo vice presidente mondiale per il marketing Tim Prescott a fianco di Schmidt-Holtz. Il quale ha ripetuto la ragion d'essere e l'obiettivo ultimo di questa trasformazione: sfornare sul mercato superstar “globali” in grado di superare le barriere geografiche e la logica dei “blocchi regionali”, com'è successo nel corso del 2002 con Avril Lavigne o, qualche tempo prima, con Dido e Christina Aguilera.
E questo, naturalmente, è solo l'inizio: ulteriori modificazioni arriveranno, a cascata, nei prossimi mesi. Per la BMG Ricordi italiana, il cambiamento più rilevante riguarda il fatto che il presidente Adrian Berwick non riporterà più a Stein ma direttamente a Maarten Steinkamp, presidente della neocostituita BMG International con base a New York. “Per il resto”, precisa Berwick al telefono con Rockol, “godevamo già di notevole autonomia all'interno dell'organizzazione internazionale e quindi, sul fronte delle operazioni day-by-day, non cambia nulla. Si modificheranno solo i flussi di comunicazione tra noi e il resto della società, avendo New York come referente principale. Con Steinkamp”, conclude Berwick, “ci conosciamo da tanti anni: e dunque anche questo faciliterà la transizione”.
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