La discografia USA perde un paladino: Hilary Rosen dà addio alla RIAA

La discografia USA perde un paladino: Hilary Rosen dà addio alla RIAA
Le durissime battaglie di prima linea sostenute in questi ultimi, turbolenti anni (contro i pirati del disco, gli Internet provider, i Webcaster, le aziende di elettronica di consumo, i politici, gli artisti, e l'opinione pubblica) hanno forse presentato il loro saldo. E così a fine anno, dopo diciassette anni di onorato servizio, la battagliera presidentessa dei discografici americani, Hilary Rosen, passerà definitivamente la mano “per dedicare più tempo ai suoi figli”.
Nel dare il suo commiato ufficiale alla Recording Industry Association of America, questa settimana, la Rosen ha assicurato impegno assoluto nei mesi che le restano prima della scadenza del mandato, soprattutto sul fronte della lotta alla pirateria on-line e del riconoscimento in ambito politico dei diritti dell'industria discografica: su precisa indicazione sua e del consiglio di amministrazione, il suo successore dovrà essere selezionato da un apposito comitato coordinato da Cary Sherman, presidente in carica e suo vice attuale.
La volitiva manager americana, che nel 1998 aveva ereditato da Jay Berman la poltrona di numero uno dell'organizzazione, ha iniziato la sua carriera nel campo della consulenza e dell'attività di lobby politica (a fianco anche del senatore Bill Bradley). E' tra le fondatrici del movimento Rock the Vote, che si propone di difendere la libertà di pensiero e di espressione contro ogni forma di censura. Durante il suo periodo di “governo” alla RIAA, ha ottenuto vittorie cruciali per l'industria tanto sul piano giudiziario (celebre la sentenza che ha posto fine alla vita di Napster, vedi News) che su quello politico (la recentissima conferma dell'estensione del periodo di protezione dei copyright da 50 a 70 anni, vedi News). Dopo l'annuncio delle sue prossime dimissioni, alla Rosen sono arrivati gli attestati di stima degli executive più in vista del music business americano, come Doug Morris (Universal), Roger Ames (Warner Music) e David Munns (EMI).
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