Neffa, 'Molto calmo': 'Torno a far musica attuale'. La videointervista

Neffa, 'Molto calmo': 'Torno a far musica attuale'. La videointervista

"Molto calmo" arriverà il prossimo 18 giugno, ma è come fosse già uscito da tempo ormai: complice la title track in circolazione già da tre mesi così orecchiabile, facile da memorizzare e da canticchiare; o per ciò che pacatamente quel suo ritornello ci ripete più volte, un monito in fondo declinabile in ogni situazione del nostro quotidiano che chiunque ci potrebbe dire e che alle volte sarebbe il caso ricordassimo anche a noi stessi; o sarà forse per il fatto che ogni disco di Neffa contiene di norma almeno 3 hit (soprattutto estive) che,  alle porte di questa sou nuova prova in studio, presiedono delle aspettative che profumano di familiarità.
Nei quattro anni passati da "Sognando contromano", l'artista di Scafati ha accumulato le energie sufficienti per poter donare un degno erede al suo ultimo disco: "'Sognando contromano' è il lavoro di cui sono andato più orgoglioso dopo tanto tempo. Mi ricordo che ai tempi mi dissi 'sì, potrebbe suonare meglio ma sarà difficile fare di più dal punto di vista compositivo e creativo'. Almeno dovevo pareggiare il tipo di intensità che c'era in quelle canzoni. Non potevo prescindere da quello".

L'intento di eguagliare la sua ultima prova è stato più una guida durante la realizzazione dei singoli pezzi di "Molto calmo" piuttosto che un punto di partenza vero e proprio perché, come ci ha spiegato lui: "Per me la musica è come un piazzale molto ampio. Si parte da un punto dal quale si diramano tante direzioni. Ma è proprio quando cerco di darmi una minima direzione la musica mi ride in faccia e fa quello che le pare. Mi ricordo che alla riunione con i miei nuovi manager ho detto 'ho 40 anni, voglio fare un disco un po' adulto'. E poi all'improvviso mi sono accorto di aver creato il mio disco più 'giovianale' , come lo definisco io, dai tempi del rap. E sono molto contento perché per dieci anni, per rispondere a una società che andava istericamente verso il futuro io ho voluto riprendere dei modelli passati, fare musica dal sapore retrò e vintage. Per dimostrare che tutto proviene dal passato. Ma mi fa piacere invece, tutto d'un tratto, ritrovarmi a fare qualcosa di attuale perché è giusto anche rivolgersi alle persone di oggi. Non chiudersi".

E cosa sente di voler dire Neffa alle persone di oggi? Di stare molto calmi, appunto: "C'è una categorie di persone che si incazza quando sente il pezzo perché le irrita profondamente. Non hanno capito che il mio 'devi stare molto calmo' significa 'devi farti forza nelle avversità'. Forse non colgono il tono e il senso delle mie parole perchè non accettano che qualcuno gli faccia notare di essere nervoso. Per me è davvero come un abbraccio. Chi pensa che io sia qui a digli 'stai calmo, ciccio' probabilmente ha davvero bisogno di calmarsi e di riappropriassi dell'essenza della vita".
Ma Giovanni si rivolge anche, e sopratutto, a se stesso: "Il brano è nato in modo molto semplice. Ero in contatto con il mio manager da un po' di tempo e gli dicevo che non avevo più niente da dire, da fare, da dare. Lui mi tranquillizzava dicendomi di non preoccuparmi che appena avrei fatto qualcosa di nuovo ne avremmo parlato. Un giovedì lo chiamo e gli do appuntamento per lunedì per fargli sentire un pezzo che secondo me era forte - una canzone che poi non abbiamo messo nel disco - ma dopo avergli detto di vederci mi son bloccato di nuovo. Mi sentivo arido, provo di sillabe e di qualcosa che desse vita alle parole. Ero in bagno e una voce dentro di me mi ha detto 'ma si stai tranquillo, hai sempre scritto. Poi torna, vedrai. Devi stare molto calmo. Devi stare molto calmo'. Proprio con quelle note lì. Mi son guardato nello specchio e mi son sussurrato quelle parole. Dal bagno mi son subito trasferito al piano e in poche ore ho scritto il pezzo".

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Tutte e 12 gli inediti inseriti in "Molto calmo" sono stati scritti da Neffa. In "Molto calmo" non ci sono featuring tranne che in "Luna oro", realizzata insieme a Terron Fabio dei Sud Sound System: 'Il pezzo è nato come uno spruzzo come tanti altri, ma da subito ho sentito che la melodia era perfetta per Fabio. Era proprio il suo pezzo e non riuscivo a togliermi sta cosa dalla mente… alla fine l'ho chiamato e per coincidenza mi ha detto che il giorno dopo sarebbe salito a Bologna. Gli ho chiesto un po' del suo tempo per sentire il pezzo, lui mi ha detto che la sera sarebbe riuscito a passare e tutto è stato così preciso che mi son detto 'sono sulla strada giusta'. Quando lui è venuto in studio gli ho spiegato cosa avevo in mente, ovvero qualcosa di molto tradizionale e classico. E così è stato".

Passato e presente sono due concetti sovente chiamati in causa quando a parlare è Neffa: "Se si ha tanta nostalgia del passato perché si stava meglio prima, allora l'unica cosa da fare è darsi da fare. Io non sono un politico, non sono un sociologo, non sono un pensatore culturale. La mia piccola parte è semplicemente quella di condividere la mia musica con gli altri. Non mi piace far finta di niente. Per me è gravissimo che i più grandi registi degli ultimi 20 anni, gli artisti e i giornalisti italiani abbiamo alimentato questo suicidio culturale. Non abbiano detto niente di fronte alle brutture culturali che si presentavano. E' molto grave. Se io fossi il numero uno in Italia in questo momento mi preoccuperei seriamente".
Ma nella frenetica bufera della  moderna società, ci ricorda infine lui, la poesia esiste ancora l'importante è saperla trovare: "Un mio collega di recente mi ha detto 'la poesia è morta, basta con sta poesia'. E io vorrei rispndergli che il bacio con la lingua è così da milioni di anni e funziona sempre bene, che il rapporto sessuale continua a generare figli e altre sensazioni. Perché improvvisamente la poesia, che è antica come gli uomini, dovrebbe smettere di esistere? Sarebbe come dire che il tramonto non esiste più. Allora forse sei tu che non c'hai più la poesia. Io non so se ce l'ho o no, non cerco di scrivere canzoni poetiche ma scrivo solo per manifesta intensità. Quando ho troppa roba dentro e ho bisogno di buttarla fuori. Ma quando scrivo devo sentire amore intorno a me"

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