NEWS   |   Industria / 13/06/2013

Legnini: 'La liberalizzazione dei diritti connessi resta una questione aperta'

Legnini: 'La liberalizzazione dei diritti connessi resta una questione aperta'

La liberalizzazione dei diritti connessi al diritto d'autore, così come disposto dal decreto legge n.1 del 2012 convertito dalla legge n.27/2012, resta una questione aperta. Lo ha detto ieri, intervenendo presso la Commissione Cultura alla Camera, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all'editoria Giovanni Legnini (PD): il provvedimento di individuazione dei requisiti minimi "necessari ad un razionale e corretto sviluppo del mercato degli intermediari", adottato dal Presidente del Consiglio dei Ministri il 19 dicembre 2012 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale l'11 marzo 2013, ha permesso di riconoscere a tre imprese - Itsright, SCF - Consorzio Fonografici e Nuovo IMAIE - la facoltà di esercitare l'intermediazione, ma l'entrata in vigore della liberalizzazione, dice Legnini, ha comunque "creato diversi problemi interpretativi e applicativi di armonizzazione con la normativa previgente". "In particolare", ha ricordato il sottosegretario, "da più parti si è espresso il timore che la liberalizzazione possa sfociare in una totale deregulaton, che non consentirebbe di tutelare gli interessi dei soggetti più deboli economicamente e quindi meno redditizi per le nuove imprese di collecting. Inoltre, la situazione di incertezza che potrebbe determinarsi circa l'esatta individuazione degli aventi diritto potrebbe portare ad una paralisi del mercato, a danno di tutti gli interessati. Si è segnalata, infine, l'opportunità di mantenere in capo al Nuovo IMAIE, in qualità di unico soggetto sottoposto a vigilanza pubblica, funzioni generali di carattere pubblicistico a favore dell'intera categoria degli artisti interpreti o esecutori".

"Lo strumento idoneo per la definizione di tali problematiche è stato individuato nel decreto di riordino dell'intera materia del diritto connesso", ha ricordato Legnini, aggiungendo che "un primo schema del provvedimento è stato elaborato dalle Amministrazioni vigilanti e da un'apposita Commissione speciale designata nell'ambito del Comitato Consultivo Permanente per il diritto d'autore operante presso il Ministero per i beni e le attività culturali". Il testo è stato diramato lo scorso 26 marzo a tutte le associazioni di categoria interessate ed è stato poi rielaborato dalla Commissione speciale sulla base delle proposte e delle valutazioni suggerite dalle stesse. La sua versione finale dovrà cercare di fornire soluzioni ai temi di potenziale conflittualità quali le modalità di ripartizione dei compensi agli aventi diritto (i criteri di definizione degli stessi e di ripartizione dei proventi sono diversi da una società all'altra), la tutela dei diritti acquisiti e degli aventi diritto che decidano di non conferire mandato ad alcun intermediario, l'esatta definizione dell'ambito di applicazione della liberalizzazione (in relazione alla questione della cosiddetta copia privata audio e video) e la decorrenza dei contratti di mandato stipulati con le nuove imprese.