Riva Starr, 'Hand in hand': 'Ecco le mie due anime, tra electro ed indie'

Riva Starr, 'Hand in hand': 'Ecco le mie due anime, tra electro ed indie'

"'Hand in hand' è il titolo di una traccia dell'album, è una canzone a cui sono molto affezionato perchè è la prima che ho scritto per questo nuovo album: ne adoro il testo e la melodia. 'Hand in hand', però racchiude anche ciò che sono le mie due anime: quella clubbing e quella un po' più indie. Un titolo che rappresenta la dualità del mio stile. Ciò si denota anche dalla copertina del disco: una citazione del giudizio universale ma le due mani che si incontrano riproducono il tipico gesto che vede di frequente nelle dancehall reggae, ovvero la pistola. Tra sacro e profano, insomma, ma ho voluto che anche la cover del disco rispecchiasse le due forti impronte che hanno le mie produzioni", ci racconda Riva Starr, che il 10 giugno pubblicherà il suo nuovo disco. "Hand in hand" arriva dopo una serie di collaborazioni eccellenti che Stefano Miele, vero nome di Riva, beatmaker napoletano trapiantato a Londra, ha realizzato in questi ultimi anni: un album con il dj inglese Pete Tong e un singolo con la superstar della consolle Fatboy Slim. Stefano ci racconta dalla capitale inglese, i dettagli del suo nuovo lavoro in studio: "Sono un dj da venticinque anni, ho comiciato mettendo su dischi nelle varie serate di Napoli che andavano dall'hip hop, all'elettronica dei Kraftwer e dei Krisma, al breakbeat, al rock, al pop di un certo tipo. Ho sempre avuto un repertorio molto vario, e di proposte e di ascolti personali. Ho cercato di ripercorrere un po' di quelle radici nel nuovo album. Ad esempio 'Columbine', la traccia più psichedelica del disco, riflette il mio amore per i Genesis e per un certo sound anni '70", racconta il beatmaker.
"Hand in hand" contiene molte collaborazioni: Horace Andy, Roots Manuva, DJ Sneak, Rssll, Speech Debelle, Bob Andy ed anche i nostri Vinicio Capossela e Carmen Consoli. Chiediamo a Mile di parlarci del brano con Vinicio Capossela: "Più che una collaborazione, ho ripreso l' interpretazione di 'Si è spento il sole' fatta da Capossela del brano originale di Adriano Celentano. Era una traccia nata come bootleg per le serate, i bootleg sono versioni non ufficiali che fai per i tuoi fan o le mandi agli amici, oppure le metti in free download, mi faccio dei tool per il club. Il brano però ha cominciato ad essere suonato nei locali dai dj a quali l'avevo mandato, nomi importanti della scena, e si è diffuso in maniera repentina E' difficile che un brano cantato in italiano possa essere suonato all'estero. Si vede che la melodia dal tocco 'esotico' è piaciuta. Vinicio ha gradito molto la traccia e l'ho inserita nel disco", racconta l'artista.
"Tra gli ospiti del disco c'è anche Rssll, un ragazzo che mi accompagna spesso dal vivo, era membro dei Research, lui suona anche le chitarre nell'album. Speech Debelle è una rapper inglese molto brava, senza dimenticare Horace Andy, che è stato difficile da contattare ma con cui desideravo fortemente lavorare. Sono tutte persone a cui mi sento musicalmente legato", prosegue Stefano. "Per quanto riguarda la scena clubbing italiana", continua ancora Miele, "le cose sono rimaste più o meno uguali ad un anno fa. La critica che ho sempre mosso ad alcuni colleghi italiani è di essere troppo esterofili. Per persone come me, che preferiscono un approccio più eclettico, venirsi a scontrare con una realtà prettamente hype, improntata su ciò che dettano i trend del momento, è sempre complicato. Le nuove generazioni, invece, sono molto più aperte, seguono molto di più ciò che succede all'estero e recepiscono in maniera diversa le varie influenze musicali ed hanno un altro approccio al clubbing. Sono molto contento perchè le nuove generazioni danno molta soddisfazione. In termini di produttori, invece stiamo facendo molto bene, sia in campo dell'electro, parlo di Benny Benassi, Pink is Punk, Congorock ed altri, sia nella house: mi vengono in mente nomi come Pirupa, Santos, i Blue Mondays, Ruben Mandolini. Nuove generazioni che stanno funzionando tantissimo, siamo davvero all'avanguardia e freschissimi, forse anche per merito del nostro carattere estroverso", dice il beatmaker. Riva Starr sarà ospite domani, 8 giugno, del "Mi Ami" al Magnolia di Segrate (MI), al The Jumbo Festival a Bologna e si esibirà in apertura di una data del tour di Jovanotti negli Stadi, il 16 luglio a Torino: "Sono davvero contento che Lorenzo mi abbia chiamato, è molto importante che un artista come lui, un'icona del pop italiano supporti la scena clubbing italiana, nella quale anche lui ha mosso i primi passi. Finalmente succede anche in Italia: gruppi come i Pink Floyd all'estero fanno aprire i loro live a beatmaker come Luciano. 'Hands down' per Jovanotti, come si dice in Inghilterra", racconta ancora Stefano.
"Quest'album è davvero diverso dalle produzioni che ho realizzato in passato. Il primo disco mi fa strano definirlo 'album' proprio perchè è un insieme di tool per dj 'Hand in hand' invece può essere spinto anche verso altre orecchie, non si tratta di pop, ma di un genere che può essere anche propedeutico a chi di solito non ascolta musica da club. Ora sto riscoprendo le mie origini, ho voglia di lavorare con i musicisti, come facevo all'inizio della mia carriera artistica come produttore. Sto ritornando a dedicarmi a progetti di respiro più ampio, mantenendo però intatta la mia anima clubbing. Tra le mie passate produzioni c'è anche un album intitolato 'Glocalism' che racchiude sonorità tipiche della tradizione napoletana e pugliese. Sono molto legato alla Puglia, anche grazie ai pezzi realizzati coi Sud Sound System, con i quali ci saranno delle sorprese, ma non posso anticipare altro', conclude il dj.

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