Hollywood dice no all'accordo tra discografia e industria informatica

Il patto di “non aggressione” firmato negli USA dall’associazione dei discografici RIAA e le rappresentanze delle maggiori aziende informatiche, a proposito della delicata materia della protezione dei diritti d’autore rispetto ai rischi di copia digitale (vedi News), ha provocato la tempestiva e prevedibile reazione della MPAA (Motion Picture Association of America), l’organizzazione che raggruppa i maggiori studios cinematografici di Hollywood.

L’ente, che sul terreno della tutela dei copyright si è sempre mosso al fianco della RIAA, continua a mostrare grande preoccupazione per la possibilità che le sue produzioni (film, programmi televisivi, DVD) possano essere impunemente copiate e distribuite senza autorizzazione attraverso sistemi come i registratori DVD e le reti di trasmissione a banda larga ed è passato, almeno verbalmente, all’attacco, stando tuttavia attento a non scaldare troppo i toni della contesa. “L’insuccesso di un programma come il Secure Digital Music Initiative dimostra che da soli non si va da nessuna parte”, hanno ribattutto i suoi portavoce, criticando l’industria discografica per avere escluso a priori, con l’accordo, l’opportunità di qualsiasi intervento legislativo in materia, che invece la MPAA propugna (la lobby dei produttori cinematografici è il principale sostenitore del progetto di legge del senatore democratico Ernest Hollings, che prevede il divieto di costruire e mettere in vendita apparecchi di riproduzione digitale, come i lettori audio portatili MP3, che non includano software di protezione anti-copia approvati dal governo). “Non siamo preparati – ha concluso la MPAA – ad abbandonare la possibilità di ricercare misure di protezione tecnica da parte del Congresso o delle agenzie competenti in materia, quando si dimostra necessario”. Mentre l’industria informatica e quella discografica vengono a patti (con l’obiettivo di risolversi le questioni tra di loro, e per quanto possibile senza interventi esterni da parte delle forze politiche), Hollywood e Silicon Valley continuano insomma a mantenere le distanze. .

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