Pirateria nel 2002: 2 milioni di CD sequestrati, Napoli sempre al primo posto

Con l'inizio dell'anno è ora di bilanci e consuntivi anche per chi si occupa di combattere la proliferazione della pirateria musicale. E le cifre diffuse dall'unità anticontraffazione dei discografici, FPM, danno conto di una guerra quotidiana e senza quartiere in corso tra falsari e forze dell'ordine. Continua a crescere, infatti, il numero dei CD pirata sequestrati di anno in anno: erano stati poco meno di 800 mila nel 2000, erano saliti a circa un milione e 239 mila nel 2001, e sono ulteriormente aumentati negli ultimi dodici mesi superando i due milioni e 150 mila pezzi (+ 74 %). Negli ultimi dodici mesi è cresciuto anche il numero dei masterizzatori confiscati presso fabbriche clandestine, 784, in gran parte rinvenuti nel napoletano e nel resto della Campania. Più che raddoppiate le operazioni antipirateria condotte dalle forze dell'ordine (796, + 124 %), che per la maggior parte (78 %) hanno colpito la rete dei venditori ambulanti, toccando in qualche caso anche Internet (1 %) e il circuito dei negozianti al dettaglio (3 %); mentre ha subito un'impennata, di conseguenza, anche il numero degli arresti, quasi 1.500, a cui si aggiungono 1.354 denunce a piede libero.
Le stime delle organizzazioni di categoria (International Intellectual Property Association) attribuiscono alla pirateria il 23 % del fatturato complessivo della musica registrata in Italia. Ma la quota supererebbe ancora il 50 % nel Sud del Paese, dove Napoli si conferma capitale indiscussa dei falsari: la città di Roma, la Lombardia e l'Abruzzo (a cominciare da Pescara) vengono invece identificati da FPM come i principali centri di consumo di musica pirata, dopo la stessa Campania. E proprio nella capitale, come in diverse località della riviera adriatica e tirrena, la situazione resterebbe particolarmente critica a causa di quella che la FPM definisce “inerzia di alcune amministrazioni cittadine nel combattere il fenomeno della vendita abusiva nelle strade delle città”. La federazione dei discografici rileva anche una crescita del fenomeno della “pirateria domestica”. Sarebbe decisamente in aumento, come dimostrano anche le “tracce” lasciate sulle chat room, sui newsgroup e sugli annunci d'asta circolanti sul Web, il numero di privati cittadini che masterizzano CD per conto di una cerchia ristretta di amici, colleghi o compagni di studi facendosi pagare per il servizio: un fenomeno, quest'ultimo, assai più difficile da individuare, prevenire o reprimere rispetto alla pirateria tradizionalmente intesa.
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