Vendita EMI, si riapre la vecchia causa tra Terra Firma e Citigroup

Si riapre l'annosa vertenza tra la banca d'affari Citigroup e la private equity inglese Terra Firma a proposito dell'acquisizione della EMI da parte di quest'ultima, avvenuta nel maggio del 2007. Una Corte d'Appello britannica ha infatti ribaltato la sentenza che nel 2010 aveva dato ragione a Citigroup, riconoscendo vizi di forma e di procedura nel procedimento giudiziario (e specificamente nelle istruzioni fornite alla giura circa l'onere della prova posto a carico di Terra Firma). Alla società finanziaria capeggiata da Guy Hands è stato conseguentemente riconosciuto un nuovo processo: come noto, nel 2009 Hands aveva sostenuto di essere stato ingannato da una "soffiata" del banchiere di Citigroup David Wormsley, che aveva assicurato la presenza nell'asta di aggiudicazione della EMI di un altro pretendente, istigandolo così ad alzare oltre misura il prezzo dell'offerta (4 miliardi di sterline).

Un portavoce di Citigroup ha replicato alla riapertura del processo dichiarando che la banca "è fiduciosa di vincere nuovamente la causa, dal momento che la sua condotta nella transazione relativa alla EMI è stata assolutamente corretta. Il verdetto originale aveva chiarito che le infondate accuse di frode avanzate da Terra Firma erano semplicemente un tentativo di acquisire una posizione di vantaggio nei negoziati riguardanti la ristrutturazione del debito".

Entrata in possesso della EMI nel febbraio del 2011, Citigroup l'ha ceduta a Universal (per quanto riguarda la parte discografica) e a Sony/ATV (le edizioni musicali) nel novembre dello stesso anno.

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