Il dopo-Sony di Mottola: 'Molti seguiranno il mio esempio'

Ex marito di Mariah Carey (con cui ha avuto una relazione, secondo i gossip, burrascosa), nemico giurato di Michael Jackson (che lo ha additato come esempio del “male” che si annida nelle grandi corporation della musica), Thomas D. – per gli amici, Tommy – Mottola è un uomo destinato a far parlare di sé e a muovere le acque ogni qualvolta prende una decisione. Le ultime notizie dagli States lo davano impegnato a rinegoziare un principesco contratto a lungo termine con la Sony Music, e contemporaneamente a disegnare le strategie future del colosso musicale di origine nipponica (vedi News), ma poi è arrivato il ribaltone a sorpresa, di cui Rockol vi ha già informato (vedi News): dopo 14 anni passati alla guida della grande casa discografica, Mottola se n’è andato in tutta fretta per lanciarsi in un’intrapresa personale, un’etichetta discografica ancora senza nome che proprio la Sony, probabilmente, si incaricherà di distribuire sul mercato.
Mottola, cui l’ambizione e la fiducia in se stesso non fanno certo difetto (lo ricordiamo anche in qualche visita dalle nostre parti, proprio al fianco della Carey) si dice convinto che la sua nuova creatura “diventerà un modello da seguire nel music business dei prossimi anni” e confessa di aver cullato l’idea per circa un anno, prima di darne l’annuncio. Le qualità manageriali sfoggiate durante la lunga reggenza alla Sony sono indiscutibili: dopo averne ereditato la guida nel 1990 da Walter Yetnikoff, l’executive di origini italiane è riuscito ad incrementare sostanzialmente la quota di mercato della casa discografica, che ha finito il 2002 al terzo posto tra le major USA, con una market share del 15,67 %, rafforzando nel contempo la sua presenza sui mercati internazionali; meno bene, come abbiamo ricordato, sono andate le cose sotto il profilo delle relazioni umane e professionali con alcuni degli artisti di punta del cast.
Cosa Mottola intenda fare del suo nuovo progetto, non è ancora chiarissimo: ma i comunicati di commiato, le sue recenti dichiarazioni alla stampa e il suo background professionale (prima di essere ingaggiato da quella che allora si chiamava ancora CBS è stato manager di artisti come John Mellencamp, Carly Simon e Hall & Oates) fanno supporre che la sua nuova impresa non si limiterà a produrre e commercializzare dischi o DVD e che tornerà alle sue origini, dedicandosi soprattutto alla ricerca e allo sviluppo degli artisti. Lui stesso ha già anticipato che si tratterà di una società di entertainment a tutto campo, che metterà a frutto l’esperienza e i contatti maturati in tutti questi anni. “In seguito ai cambiamenti drammatici a cui abbiamo assistito recentemente”, ha detto Mottola, “dobbiamo cercare soluzioni nuove che ci permettano di creare valore a lungo termine. E credo che consolidare l’intera gamma delle discipline dell’entertainment in una sola organizzazione assicuri oggi il miglior potenziale di realizzazione tanto della creazione artistica che del successo commerciale”.
I rapporti con Sony, intanto, restano buoni, a dispetto della chiusura del contratto di lavoro con due anni di anticipo rispetto alla scadenza: lui si dice eccitato dalla prospettiva di lavorare ancora a fianco della multinazionale, il cui presidente e chief operating officer negli USA Howard Stringer lo ha definito “un’icona dell’industria musicale”. Ora la Sony deve correre in fretta ai ripari, e dotarsi di una nuova guida: si dice che lo farà già nelle prossime ore, e che la scelta sia caduta su un manager estraneo al mondo discografico e con una grossa preparazione in campo finanziario. Ma non erano tornati di moda i “music men”, nelle major?
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