Mark E. Smith: 'Il rock di oggi? Merda. I Mumford & Sons? Una multinazionale'

Mark E. Smith: 'Il rock di oggi? Merda. I Mumford & Sons? Una multinazionale'

Non è mai stato uno facile, Mark E Smith, l'umorale mente dei Fall che dal 1976 ad oggi, battendo le strade del post-punk, ha aperto la strada a band come - tra le altre - Sonic Youth, Birthday Party e Pavement: da sempre insofferente verso tutto ciò che abbia anche un vago sapore di istituzionalità, il cantante, chitarrista e autore nato a Broughton, Salford, nel '57, ha affidato all'Independent la sua ultima esternazione al vetriolo.

"Il pop e il rock, oggi come oggi, fanno davvero schifo", ha dichiarato Smith: "Tutti quelli che incontro me lo dicono: 'Tutto ciò che ascolto è merda'. Giovani, vecchi, tassisti: tutti concordi nel dirmi che là fuori non c'è più nulla. 'Quando arriveranno i nuovi Sex Pistols, Mark?', mi chiedono. 'Non arriveranno più, vero?'. No, non lo faranno. Il posto dove mi rendo conto meglio di quanta merda ci sia in giro sono quelle serate di premiazione. Ti capita di sederti di fianco ai Killers e di domandarti: 'Ma dove cazzo sono finito?'. Sul serio. Come sedersi di fianco ai Mumford & Sons e sentirli parlare di percentuali e di tutta quella roba lì: sembra di sedersi di fianco a Ernst & Young (colosso multinazionale della revisione contabile e fiscale, ndr)".

Non è la prima volta che Smith ha parole poco tenere nei confronti della band capitanata da Marcus Mumford: già lo scorso autunno l'artista raccontò di aver preso (incosapevolmente) a bottigliate la band di "Babel" nel backstage di un festival in Irlanda. "Nel backstage c'era questo altro gruppo che stava scaldando le voci, nel bungalow vicino al nostro", riferì Smith: "Erano tremendi. Gli ho urlato 'chiudete quelle bocche di merda', ma loro non mi hanno ascoltato. Allora gli ho tirato una bottiglia. A quel punto qualcuno del mio gruppo mi ha detto che si chiamavano qualcosa come i figli di Mumford o roba del genere, e che erano al quinto posto nelle classifiche di vendita. Sarà, ma a me sembravano solo un mucchio di folksinger irlandesi rincoglioniti...".

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