The Observer 2013: l'intervista ai We Are Waves

The Observer 2013: l'intervista ai We Are Waves

Proseguendo la nostra opera di monitoraggio di band emergenti grazie all’occhio vigile di The Observer, questa settimana abbiamo intervistato i We Are Waves, band alternative-rock (che noi di Rockol abbiamo scoperto grazie a Rockoff, la nostra community dedicata appunto alla musica emergente) che ha esordito con un Ep omonimo prodotto da Marco Trentacoste e che è stata coinvolta nella Compilation The Observer realizzando una sorprendente cover dei Blue Popsicle.

I We Are Waves ci sono piaciuti, sia per la loro musica sia per il loro approccio spontaneo e genuino al loro mestiere: nati nel 2011 hanno collezionato centinaia di concerti in giro per l’Italia e l’Europa (ma anche in Russia), hanno pubblicato 3 Ep e un Lp (“Warp it”, uscito nel 2007) e sonorizzato il cortometraggio Emak Bakia" di Man Ray. “Ci siamo formati circa due anni fa”, racconta il gruppo a Rockol, “dalle ceneri del gruppo precedente che non ci rappresentava più artisticamente al 100%. E’ stata una naturale evoluzione, e sentivamo che i tempi erano giusti per un cambiamento, una maturazione. L’incontro con Marco (Trentacoste, produttore artistico dell’Ep d’esordio) ha accelerato il processo e ci ha convinti a fare il passo definitivo. E così, durante il tour con un’altra band in cui alcuni di noi erano coinvolti come musicisti, è nato il progetto We Are Waves. Ci avrà influenzato forse l’essere sulle spiagge della Puglia?”. Abbiamo chiesto ai We Are Waves di come nascono le loro canzoni e di come prendono forma i loro dischi: “I primi quattro brani che abbiamo registrato per l’Ep ci accompagnavano da un po’ di tempo, anche se sono stati riarrangiati per l’occasione. E’ abbastanza normale per una band, soprattutto alla prima uscita, prendere il meglio da una produzione di almeno un paio d’anni che vede ovviamente pezzi molto diversi tra loro... per il prossimo lavoro, che sarà decisamente più corposo e vedrà la luce nell’autunno del 2013, i pezzi saranno decisamente più coerenti e legati a un immaginario comune. Diciamo che la composizione vera e propria poi ha percorsi separati... la musica viaggia per conto suo in maniera autonoma mentre dall’altra parte io scrivo per conto mio pensieri, riflessioni e seghe mentali su alcuni quaderni che tengo a casa. Quando i tempi sono maturi cerco di unire i due mondi nella maniera più musicale possibile. A volte riesce bene, a volte meno”.



Il sound dei We Are Waves è un insieme di generi musicali, si passa dal grunge fino ad arrivare all’elettronica: “Da ragazzini siamo cresciuti a pane, grunge ed heavy metal. Le cassettine dei Nirvana e dei Metallica si sprecavano da uno zainetto all’altro. Negli anni chiaramente abbiamo iniziato ad appassionarci a generi molto diversi e ognuno ha preso la sua strada. In questo momento siamo su diversi fronti: Io (Viax, voce e chitarra) sto ripercorrendo e scoprendo tutto l’universo new wave/industrial da fine anni ’70 in poi. Cisa (synth) è spostato su territori decisamente electro e ascolta a malapena band che suonano strumenti “veri”, mentre Mene e Frank (basso e batteria) sono da sempre l’anima più rock del lotto, con una smodata passione per Beatles, Foo Fighters, QOTSA, Motorpsycho e compagnia bella”.

La band è attualmente in tour con date previste l’8 giugno a La Spezia, il 12 giugno al Carroponte di Sesto San Giovanni (MI), il 15 a Legnano (MI) e il 20 giugno al Sonic Festival ad Orbassano (TO): “La nostra attitudine e il nostro modo di vedere i pezzi lascia poco spazio agli svarioni e all’improvvisazione durante il live. C’è molta adrenalina durante i nostri concerti e viviamo il pezzo in modo molto fisico e viscerale. L’improvvisazione salta fuori quando si scassa qualcosa in corsa e devi correre ai ripari in tempo zero…”.

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