Alice in Chains ancora contro il Web (e i cellulari): 'Svalutano la musica'

Alice in Chains ancora contro il Web (e i cellulari): 'Svalutano la musica'

C'è chi il Web lo insegue corteggiandolo, riuscendo - come i Daft Punk - ad imbastire campagne promozionali capaci di generare un hype mondiale, e chi invece, dalla Rete, fugge senza remore: è il caso, il secondo, degli Alice in Chains, che pur avendo un disco "fresco" in promozione - "The Devil put dinosaurs here" - proseguono nella propria campagna anti-tecnologica. Nel corso di un'intervista a Loudwire, la band capitanata da Jerry Cantrell ha ribadito le ragioni del proprio auto-esilio digitale, spiegando perché il nuovo repertorio - seppure già pronto - non sia stato proposto nelle sortite dal vivo precedenti la pubblicazione dell'ultima fatica in studio.

"Una volta potevi lavorare sulle nuove canzoni anche dal vivo", ha chiarito Cantrell: "Era qualcosa di speciale. Al massimo qualcuno le registrava facendole circolare in poche e selezionate cantine. Adesso è diverso: chiunque abbia un cellulare può fare una registrazione - il più delle volte di merda - e nel giro di pochi minuti proiettarla sulla ribalta mondiale. Abbiamo le mani legate, e pochissimo controllo sulle nostre composizioni. Escono queste versioni che perdono completamente di impatto. E' molto dura, e ha cambiato radicalmente il nostro modo di lavorare. E, francamente, fa schifo".

"Ci saranno anche un milione di ragioni dietro a questo fenomeno, ma - in ultima analisi - ha tutto a che fare con la perdita di quell'aurea mistica che un tempo la musica aveva", ha incalzato il batterista Sean Kinney: "Per le nuove band è davvero dura. Sono sicuro che là fuori, da qualche parte, i nuovi Led Zeppelin si stiano già dando da fare strumenti alla mano, e sono altrettanto sicuro che non ce la faranno mai, perché la gente non avrà la costanza di supportarli fino a quando diventeranno la band che potrebbero essere. Stiamo tutti pagando il prezzo di questo, e ormai è troppo tardi perché la gente se ne accorga: amo la musica, come tutti, ma il problema è che ormai diamo tutto per scontato. Quello che stiamo compiendo è un autentico suicidio, che si sta concretizzando nel non supportare ciò che amiamo. Questo mi rattrista molto. Perché io, questi nuovi Led Zeppelin, li voglio sentire".
 

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