Clementino, 'Mea culpa': 'Serve un esame di coscienza collettivo per l'Italia'

Clementino, 'Mea culpa': 'Serve un esame di coscienza collettivo per l'Italia'

"Ho scelto come titolo 'Mea culpa' per il mio nuovo album perché racchiude molteplici significati. Prima di tutto indica un esame di coscienza che dovrebbero fare tutti per andare avanti, un mea culpa personale per procedere con la propria vita e rialzarsi. Riguarda tutti i ragazzi italiani: ad esempio quelli del sud che non si sono mai spostati al nord per lavorare e si pentono di non essere partiti. Il mea culpa è anche quello di chi ha votato certi politici e quello fatto nei tribunali dai pentiti. Inoltre, cercavo un titolo che avesse come iniziali la M e la C, come il mio nome e cognome, Maccaro Clemente, ma che sono anche le prime lettere di 'Master of ceremony', termine con cui si indicano i rapper". A parlare è Clementino, all'anagrafe Clemente Maccaro, nato a Cimitile, paese in provincia di Napoli, nel 1982. Ed è proprio Napoli il fulcro attorno a cui ruota la carriera artistica del rapper, che ha mosso i primi passi nella scena all'età di quattordici anni con la Trema Crew. "Mea culpa", in uscita oggi, 28 maggio, è la nuova fatica in studio pubblicata da Clementino, dopo l'esordio con "Napolitanocomio" del 2006 e "I.E.N.A." del 2011, senza tralasciare il progetto Rapstar con Fabri Fibra, che lo ha scritturato per la sua etichetta "Tempi Duri Records".
Raggiungiamo telefonicamente Clementino, che ci racconta del suo nuovo album e dei suoi progetti futuri. "Tutte le canzoni presenti nel disco hanno un tema diverso", ci dice il rapper, "Sono diciotto pezzi che affrontano argomenti differenti. Si va da 'Mea culpa', title track realizzata con Meg, in cui si racconta del camorrista che parla davanti al giudice in tribunale sino a canzoni d'amore come 'Va bene così' e 'Sei come sei' con Gigi Finizio. Ho conosciuto Gigi nella hall di un albergo di Catania, ero li per un concerto. Una parola tira l'altra, siamo diventati amici ed è nato il pezzo. Finizio ha una voce che si presta benissimo alla canzone, ha un timbro molto soul, è una sorta di 'R. Kelly napoletano'", afferma Clementino. "Ci sono brani che parlano di pace come quella con Jovanotti, intitolata 'Fratello', nel quale si immagina il giorno in cui cadrà il governo e non ci saranno più nomi ad identificarci se non la parola 'fratm', fratello. 'Aquila reale' e 'O' vient' parlano di libertà e 'O' vient' che il singolo racconta anche di immigrazione. Ci sono anche 'Dalle palazzine' con Marracash, in cui si descrive il 'bronx' delle grandi città e 'Buenos Aires-Napoli' in cui si paragonano due luoghi che hanno la stessa anima. Con Shablo, produttore del pezzo e di gran parte dell'album, che è di Buenos Aires, abbiamo deciso di campionare un pezzo dei Negrita, 'Rotolando verso sud', che la band ha reinterpreato apposta per noi. Un album bello denso", afferma Clementino. "Mi sono avvalso della collaborazione di molti produttori: oltre a Shablo, ho lavorato con Fritz Da Cat, Big Joe, Don Joe, Dj Nais. Mi piaciono molto le collaborazioni, scelgo di lavorare con chi mi piace e per questo disco avevo intenzione di coinvolgere musicisti provenienti da scene musicali differenti", dice ancora il rapper. Clementino, oltre ad un tour instore attualmente in corso per promuovere 'Mea culpa', aprirà due concerti di Jovanotti: il 2 luglio a Salerno e il 6 luglio a Palermo: "Quest'estate sarò moltissimo in giro, sono molto contento. Per quanto riguarda le aperture dei concerti di Jovanotti non vedo l'ora di salire sul palco. Non ho mai avuto l'onore di suonare in uno stadio, sarà una grande emozione", prosegue il cantante.
Clementino ha alle spalle una lunga esperienza teatrale: "Fare teatro mi ha aiutato soprattutto a gestire la presenza scenica. Il modo in cui ho imparato a muovermi sul palco deriva da lì, così come il metodo per imparare a memoria le canzoni. All'interno dei brani rap le parole sono moltissime, dunque una maggiore elasticità mentale è necessaria per memorizzare i testi", racconta ancora il rapper. "La scena hip hop italiana sta bene ora, è un po' come se l'avessimo 'guarita'. In classifica ci sono tanti rapper ed è un segnale che anche nel nostro Paese il rap è un genere ormai sdoganato. Tra i nomi 'caldi' delle nuove generazioni, essendo io campano, invito i lettori ad ascoltare Rocco Hunt, tra le nuove leve più interessanti. La scena rap napoletana è sempre stata in fermento e ho chiamato a raccolta per il brano 'Messaggeri del Vesuvio' in 'Mea culpa' tredici tra i rapper che hanno contribuito a creare la storia dell'hip hop campano, che io ascoltavo da piccolo. Il progetto 'Messaggeri del Vesuvio' ci sarà anche sui prossimi album: inviterò altri rapper napoletani a prendere parte ai miei nuovi lavori", prosegue l'artista.
"Sto già pensando al nuovo disco, nonostante sia appena uscito 'Mea culpa'. Ho già in mente il titolo: mi piacerebbe 'O' rap'. Con Fabri Fibra sto preparando il nuovo disco dei Rapstar, che si intitolerà 'Pop secret'. ' Chi si ferma è perduto, fra', come canto in 'Amsterdam'. Meglio battere il ferro finché è caldo", conclude Clementino.

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