Almamegretta, 'Controra': 'La pausa in tempi di crisi'. Videointervista

Almamegretta, 'Controra': 'La pausa in tempi di crisi'. Videointervista

Chiamatelo break, chiamatelo intervallo, pausa o controra - alla napoletana - la sostanza non cambia: il tentativo di ritrovare la propria essenza umana può esistere solo al di fuori del lavoro, degli schemi mentali del consumismo e dell'accumulo indotto. Questo è quanto gli Almamegretta sono tornati a insegnarci (o a ricordarci) con il loro nuovo album, battezzato - guarda caso - "Controra" e in uscita il prossimo 28 maggio.

Li avevamo lasciati il febbraio scorso nella Città dei Fiori, alla 63esima edizione del Festival di Sanremo, felici di poter prendere parte a quell'esperienza piuttosto atipica per un gruppo come loro; ritroviamo Raiz, Gennaro e Pablo a pochi giorni dalla pubblicazione del loro nuovo disco, il primo con la formazione originaria tornata ufficialmente in forze dopo 10 anni di fermo. Ma solo discografico: in questi anni il cordone ombelicale tra Raiz (che dal 2004 si è dedicato alla carriera solista dando alle stampe tre album, "Wop", "Uno" e "Ya!") e il resto della band non è mai stato tagliato e, dopo sporadiche collaborazioni, i tre hanno deciso di approfittare di una buona occasione: "Tutto è partito da John Turturro che ci ha chiamati per collaborare alla colonna sonora di 'Passione', una celebrazione della canzone e della cultura musicale napoletana", ci spiegano Raiz e Gennaro T, proseguendo: "Un bel quadro di Napoli fatto da un americano che però è più napoletano di tanti italiani perché Napoli nella cultura italo-americana ha un posto speciale. John ha voluto realizzare questo contributo e ci ha coinvolti. Dovevamo registrare di nuovo un nostro vecchio pezzo famoso, 'Nun te scurdà' e questa cosa ci ha spinto di nuovo in studio, ci siamo molto divertiti e abbiamo avuto una seconda occasione. 'Passione' è diventato anche uno show live che ha influenzato in qualche modo il disco perché vi hanno contribuito alcuni musicisti presenti in 'Controra', come ad esempio Gigi Di Rienzo che ha curato la produzione artistica. E' stato molto stimolante".

"Controra", nonostante l'ampio arco di tempo che lo divide dal suo predecessore "Sciuoglie 'e cane" riprende il discorso esattamente da dove lo si era lasciato: "Fondamentalmente scriviamo la stessa canzone e facciamo lo stesso album in continuazione perché noi siamo questo. Il nostro interesse gira sempre attorno a due o tre capisaldi che sono l'integrazione culturale, il dialogo tra le differenze. Se poi queste si vogliono unire in una nuova omogeneità ben venga. E poi, come il titolo del disco suggerisce, il riappropriassi del tempo. Il momento di break durante la giornata, che a Napoli si chiama controra è un tentativo di riprendersi il proprio tempo senza stare continuamente a venderlo per soldi. La crisi è qualcosa che ti permette di ripensare e di rimodellare i desideri. Tutto quello di cui necessitiamo, è davvero così importante? Ne abbiamo veramente bisogno? Forse invece dobbiamo cominciare a ritessere le fila dell'essere umano, riprendere il rapporto con gli amici, famiglia, con la cultura… con le attività dette ricreative. Non a caso sono dette così, perché danno la possibilità di ricrearsi. In napoletano tra l'altro quando ci si è divertiti si dice 'mi sono arricreato'. Tramite il divertimento e la controra, il momento in cui non lavoro, ricreo completamente la mia essenza".

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Il centro gravitazionale degli Almamegretta attira intorno a sé tre elementi fondamentali, ovvero Napoli, il Mediterraneo e il ritmo; per poterli sfruttare e combinare al meglio ancora una volta, la band ha chiamato tre ospiti decisamente esperti del settore. In primis, James Senese (presente nella traccia "Pane vino e casa": "Abbiamo conosciuto James durante 'Passione' e da sempre abbiamo grandissima stima per quello che ha fatto, sopratutto con il progetto 'Napoli centrale'. Ha messo insieme le cose napoletane con il lessico proveniente dagli Stati Uniti, come il funk o un certo tipo di fusion, raccontando un storie urbane napoletane. Con altri linguaggi lo abbiamo fatto anche noi. Con il reggae e il dub per esempio…".

L'amico e collaboratore di lunga data, Gaudi, ha lasciato la sua firma sul brano "The follower": "Lui ci ha mandato un beat molto potente attorno al quale abbiamo sviluppato il pezzo. E' la nostra canzone più autocelebrativa, ironica. Racconta cosa facevamo negli anni '90, in maniera piuttosto ingenua magari. Per noi che abbiamo fatto il sound, Napoli era un po' come Kingstone. E' un paragone un po' azzardato, ma anche se si trattava di due realtà molto lontane i punti in comune erano tanti. C'è sicuramente molta fiction nel brano… ".

"'Na bella vita" infine è il pezzo che "poteva anche non funzionare", è il brano con Enzo Gragnaniello: "E' un grande cantautore che compone canzoni napoletane, ma moderne. E' universale. Scrive cose semplici ed emozionanti. Ci ha regalato un pezzo che è una specie di carpe diem. Un'esortazione a vivere oggi e adesso. Mentre siamo tutti preoccupati del passato o del futuro".

In buona sostanza sono più di 20 gli anni di storia artistica che gli Almamegretta hanno alle spalle ma, dalla fine degli anni '80 ad oggi le cose non sono poi così cambiate, ammettono loro: "Alcune radio (senza far nomi) non ci passavano prima e anche ora non ci passano. Non abbiamo mai fatto il grande salto. Facciamo musica di frontiera, difficile da incasellare. Abbiamo tanti fan che si sentono cittadini di frontiera. Suoniamo

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