Gianni Morandi all'Arena: 'Racconterò i miei 50 anni di musica'

Gianni Morandi all'Arena: 'Racconterò i miei 50 anni di musica'

La prima volta, da solo, all'Arena di Verona (dopo le partecipazioni a show e serate 'multiartisti', l'ospitata speciale accanto al padrone di casa Adriano Celentano lo scorso ottobre, e quel concerto tenuto nel 1988 insieme a Lucio Dalla che ancora ricorda come una "serata magica"). La prima volta con un'orchestra, anche, composta nell'occasione da 100 giovani strumentisti selezionati dai Conservatori di tutta Italia che suoneranno per lui assieme a una band di musicisti pop. A 68 anni, Gianni Morandi ha ancora in mano qualche nuova carta da giocare. Voglioso di sfide e soprattutto di tornare a cantare, "il mio mestiere, dopo due anni dedicati a fare altro, tra due Festival di Sanremo e un film" ("Padroni di casa", di Edoardo Gabbriellini). "All'Arena, che quest'anno festeggia il centenario", spiega, "racconterò la mia storia, un percorso in musica che dura ormai da 50 anni. Per questo, per le due serate, stiamo preparando insieme al maestro Leonardo De Amicis un repertorio di 40 canzoni completamente riarrangiate" (non tutte per orchestra, ci sarà spazio anche per momenti più intimi). "In scaletta ci saranno anche due o tre pezzi nuovi perché finalmente, dopo sette anni, sto preparando un album di inediti che spero esca prima dei due concerti di ottobre". Uno di quei brani, "Solo insieme saremo felici", è già diventato lo slogan, il claim, delle due date veronesi del 7 e 8 ottobre, un po' come lo fu quello "Stiamo uniti" ripetuto come un mantra durante le sue due edizioni del Festival ("è una canzone di due autori giovani che mi ha portato Diego Calvetti, il produttore del disco", racconta Morandi. "All'inizio non mi sembrava nelle mie corde, soprattutto per la ritmica, ma poi l'ho 'morandizzata' ". Ora spero diventi anche il titolo dell'album").

D'altronde il partner e direttore artistico è lo stesso, Gianmarco Mazzi, che con lui ha iniziato la carriera nel mondo musicale nel 1980, è veronese di nascita e con Celentano è stato il deus ex machina del gran ritorno sulle scene del "Molleggiato".  "Sono state due serate meravigliose", ricorda il cantante di Monghidoro, "e Adriano è stato molto generoso con me: mi ha lasciato tutto lo spazio possibile, persino nel dvd non ha tolto neanche un frammento dei momenti in cui sono rimasto sul palco. In quell'occasione Gianmarco mi ha chiesto se mi sentivo di fare altrettanto, e abbiamo cominciato a ragionarci sopra.   E' un progetto molto costoso, ovviamente, e sicuramente registreremo le due serate magari in vista di un dvd. Speriamo anche si faccia avanti una rete televisiva". I contatti, fanno capire Morandi e Mazzi, sono avviati, ma al momento nessuno ha messo nero su bianco (la prima scelta sembrerebbe essere Canale 5, che ha trasmesso in diretta le due serate di Celentano, anche se la rete ammiraglia del gruppo Mediaset tira per ora i remi in barca). "Quel che è certo", interviene Mazzi, "è che se ci sarà, la tv non dovrà condizionare lo spettacolo. Questo è uno spettacolo musicale. Un evento unico, come una partita di calcio. Non si può snaturare, è la televisione che deve adattarsi: lo spettacolo si fa, in primo luogo, per i dodicimila che sono lì in carne e ossa". Con l'agenzia di ticketing TicketOne, che ha ospitato la conferenza stampa di oggi, Morandi ha insistito per modulare l'offerta dei biglietti su fasce di prezzo compatibili con tutte le tasche ("Gianni", spiega Mazzi, "ci teneva a non superare la soglia psicologica dei 100 euro, in un momento come questo"), e ora pensa a come rendere l'evento indimenticabile per il pubblico, oltre che per se stesso.  

Anche grazie agli ospiti, ovviamente. "Vorrei colleghi che hanno condiviso con me esperienze musicali importanti, ma al momento nomi da fare non ne ho. Fantasticando, il mio sogno sarebbe Barbra Streisand... Ed Ennio Morricone, che proprio in quei giorni sarà impegnato in tour in America. Sapevate che dal '62 al '66, da 'Andavo a cento all'ora' a 'C'era un ragazzo', ha scritto per me 60 arrangiamenti? E anche una canzone, 'Go kart twist', con testo di Luciano Salce? Sarebbe stato divertentissimo riproporla, ma lui magari quel periodo preferisce dimenticarlo...". E Celentano? Potrebbe restituire il favore? Morandi non dice né sì né no, e preferisce parlare d'altro. Del disco nuovo, per esempio, per il quale ha attinto anche a Facebook. "Ho aperto una pagina da quattro, cinque mesi, e mi sono arrivate almeno cinquecento proposte di canzoni. Trecento erano inascoltabili, centoottanta modeste, ma le altre venti erano interessanti. Per l'album registrerò dodici pezzi, e magari sono anche troppi oggi che le regole dell'industria sono cambiate. Sanremo? Il festival mi tenta sempre, Fazio mi avrebbe già voluto come ospite quest'anno ma di televisione a quel punto ne avevo già fatta abbastanza e non volevo correre il rischio di stufare. Un tour, dopo i due eventi speciali a Verona? Vediamo prima come va all'Arena. Alla mia età i progetti bisogna farli su base semestrale".

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