Pico Rama, 'Il secchio e il mare': 'Un flusso di coscienza con tocchi electro'

Pico Rama, 'Il secchio e il mare': 'Un flusso di coscienza con tocchi electro'

Esce oggi, 21 maggio, il nuovo album di Pico Rama, intitolato "Il secchio e il mare". Sono dieci le tracce che compongono la seconda fatica in studio dell'artista milanese, arrivata a due anni da "La danza della realtà" del 2011. Tutte le canzoni sono legate da un filo ideale dettato dalla numerologia dei Tarocchi di Marsiglia, "tra i più antichi e conosciuti al Mondo", come ci racconta l'artista durante l'intervista.
Il primo singolo estratto dal disco è "Cani bionici (Technotitlan)", realizzato con la partecipazione di Dargen D'Amico: "Ho intitolato il pezzo 'Cani bionici' per semplicità comunicativa, come quel mantra che si sente ripetere nel corso del brano. Tutta l'idea che sta alla base della canzone nasce dal gioco di parole tra 'Tenochtitlán', la capitale dell'impero azteco, l'attuale città del Messico, e questa Technotitlan, che è un'immaginaria società futuribile, fantascientifica. Futura o presente, in realtà, comunque in via di sviluppo, secondo me. il brano racchiude tutta la paura che mi suscita la technocrazia, il dominio della tecnologia in questo mondo e la sua dipendenza da esso", racconta Pico a Rockol.
"Il mio tentativo, in questo album, è stato innanzitutto il non essere concettuale", prosegue l'artista, "il pensare il meno possibile, proprio perché sono una persona che pensa troppo. Uno dei miei interessi primari è svuotarmi, e svuotandosi si può tentare di diventare un canale. Come il simbolo, che è il linguaggio dell'inconscio. Ho dunque cercato di essere canale dell'inconscio, che ritengo collettivo, come Jung mi ha ben insegnato. Alcuni pezzi nascono da un'idea, alcuni sono flussi di coscienza totali, quasi freestyle rielaborato. Momenti particolarmente vicini alla trance mistica", racconta il musicista.
"Per me stesso uso la musica come terapia, il valore catartico e purificatore di ogni creazione è fondamentale per chiunque. Secondo me ci si dovrebbe esprimere per guarirsi. Il passo successivo, che penso di non aver ancora raggiunto, un obiettivo nella mia vita, è poter fare terapia anche per gli altri attraverso l'arte", prosegue il cantante.
Il booklet del disco è arricchito dalle immagini dell'artista di origine bulgara Emila Strakova, con la quale Pico ha creato un sodalizio artistico, come ci racconta: "Ho conosciuto Emila ad una mostra sui tarocchi, nella quale ogni arcano maggiore era interpretato da un artista. Il suo lavoro mi ha subito colpito, aveva rappresentato il diavolo. Mesi dopo ho ripensato a lei perché volevo una copertina artistica che non fosse una fotografia. Tutto quanto è stato realizzato su miei soggetti, basati sui simboli contenuti nei singoli pezzi. A esempio 'Manitù' un brano su Dio, sugli opposti, sulla distruzione è rappresentato con albero mezzo fiorito e mezzo secco. Tutte le sue opere hanno una correlazione diretta con il pezzo accanto a cui compaiono nel libretto. E' ben plausibile che continueremo la nostra collaborazione: mi piacerebbe sceneggiare un fumetto che lei potrebbe disegnare".
Oltre a Dargen D'Amico, hanno partecipato al disco anche Danti dei Two Fingerz, Seppiah e Alessandro Formenti: "Ho conosciuto Dargen grazie a Marco Zangirolami, che ha prodotto il disco, e al quale sarò sempre grato perché mi ha capito perfettamente. Proprio Zangirolami ha pensato a Dargen per 'Cani bionici'. D'Amico ha sentito il brano ed ha partecipato con le sue rime. Poi c'è anche Danti dei Two Fingerz, che rappa in 'Rosa quantica', pezzo che potrebbe sembrare intellettualoide ad un primo ascolto ma ha dei risvolti molto scanzonati. Hanno partecipato al disco anche Seppiah, che mi accompagna nei live, lui è molto più rapper di me, è divertente e goliardico, ed Alessandro Formenti, con cui lavoro da diverso tempo. A livello di sonorità, invece, trovo che questo disco abbia una coerenza che il disco precedente non aveva. Ho un gusto molto variegato, dal metal al jazz, e ho provato a far si che il primo lavoro rispecchiasse la molteplicità di ciò che mi piace musicalmente. Il nuovo lavoro trovo non somigli a niente. Musicalmente è vicino al mondo dell'elettronico colto, tendente alla psichedelia, un po' alla Massive Attack. Ci sono anche richiami alla dubstep e alla drum & bass e anche al progressive. I brani sono fortemente elettronici ma con strumenti inaspettati come l’arpa o il clavicembalo", afferma Pico.
"Sono molto aperto a tutti i tipi di ascolti. Il mio primo disco è stato un album dei Black Sabbath, ho amato anche moltissimo il punk. Per quanto riguarda il rap italiano, a cui qualcuno potrebbe vagamente accostarmi, i miei punti di riferimento attuali sono Caparezza e Dargen. Se però dovessi scegliere qualcuno con cui realizzare un duetto vorrei lavorare con Rancore, rapper introverso ed introspettivo, molto intelligente. Mi piacerebbe davvero realizzare qualcosa con lui. Puntando in alto direi Damian Marley, lo ammiro molto. Nei miei progetti futuri ci sono dei live, dei quali stiamo definendo le date, e la promozione del disco. Ho già pronto anche un EP da far uscire più avanti, un concept ambientato in un'Italia post apocalittica realizzato insieme a Delord, un mio amico pianista di Modena, e a Girolamo Sacco, producer elettronico che lavorava con Gigi D'Agostino, un lavoro particolare", conclude il cantante.

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