Vivendi Universal denuncia i suoi azionisti di minoranza

La multinazionale franco-statunitense replicherà in giudizio alle accuse formulate dall’APPAC, il gruppo di azionisti di minoranza che ha accusato il management di falso in bilancio richiedendo l’intervento della magistratura parigina (vedi News). Secondo i portavoce di Vivendi, l’associazione avrebbe messo volontariamente in atto una campagna denigratoria e destabilizzante nei confronti dell’azienda, facendo circolare informazioni distorte ad arte sul suo conto. Con un breve comunicato, la società ha smentito di essere prossima alla bancarotta e alla messa in amministrazione controllata come sostiene l’APPAC, né di avere celato i risultati di un recente rapporto compilato dagli auditor o di avere redatto almeno sette differenti bilanci per quanto riguarda l’ultimo esercizio.
Contro il suo azionariato di minoranza Vivendi ha presentato reclamo presso l’Alta Corte del tribunale civile di Parigi, invocando l’applicazione di sanzioni nei suoi riguardi: “Nell’interesse”, precisa il comunicato, “degli azionisti e degli impiegati, che non dovrebbero essere vittime di un’informazione distorta”.
La capogruppo della casa discografica Universal è tuttora sotto inchiesta delle autorità borsistiche in Francia e negli USA (vedi news); si è saputo intanto che i raid della Finanza che la settimana scorsa ha perlustrato da cima a fondo i quartieri generali dell’azienda presso l’Arco di Trionfo e le residenze private dell’ex amministratore delegato Jean-Marie Messier (vedi News) si sono allargati agli uffici e all’abitazione di Marc Vienot, ex componente del cda e uno dei bracci destri dello stesso Messier.
Dall'archivio di Rockol - Music Biz Cafe, parla Paolo Salvaderi (Radio Mediaset)
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