USA, ultimatum della discografia ai rivenditori di CD pirata

USA, ultimatum della discografia ai rivenditori di CD pirata
La discografia USA ha preso di mira 78 negozi americani – principalmente stazioni di servizio e supermercati – colpevoli di mettere in commercio CD pirata e masterizzati: tutti i punti vendita incriminati, identificati da emissari in incognito dell’associazione di settore RIAA spediti a fare shopping nelle principali città americane, sono stati raggiunti da una lettera della federazione dei discografici che gli concede due settimane di tempo per sgomberare la merce illegale dagli scaffali, dare informazioni sulle fonti di approvvigionamento e pagare un risarcimento danni alle case discografiche titolari delle registrazioni legali, se non vogliono incorrere in multe fino a 150 mila dollari per titolo contraffatto.
Gli uomini della RIAA, che hanno intercettato CD duplicati illegalmente in città come New York, Los Angeles e Chicago e in stati come Florida e Texas, informano che la maggior parte del materiale illegale riguarda CD di genere latino, hip-hop e r&b. L’associazione dei discografici USA calcola che l’industria musicale perda ogni anno circa 300 milioni di dollari di fatturato a causa dei CD masterizzati e venduti nei negozi.
In Italia, secondo l’unità antipirateria FPM, il fenomeno è ancora più rilevante e si è fatto, ultimamente, anche più difficile da intercettare. “Le azioni che abbiamo svolto in passato ci hanno dimostrato che la vendita sottobanco di CD masterizzati è una pratica frequente soprattutto nei piccoli centri di provincia”, spiega il segretario generale dell’organizzazione Luca Vespignani. “Ora, però, è diventato più difficile cogliere sul fatto i trasgressori: certi negozi tengono i masterizzatori nel retrobottega e duplicano i dischi su commissione del singolo cliente”.
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