Regolamento di Sanremo: discografici soddisfatti

L’industria discografica accoglie con soddisfazione il nuovo regolamento del Festival di Sanremo, pubblicato martedì scorso, 17 dicembre (vedi News), al termine di una serie di schermaglie polemiche che hanno coinvolto a più riprese, nei mesi scorsi, case discografiche, Rai e amministratori della cittadina ligure (vedi News). “Tutte le nostre richieste sono state accolte”, ha commentato a Rockol il direttore generale della FIMI Enzo Mazza, che cita l’estensione del numero dei “big” in gara (saliti a 18), la concessione di un termine di otto minuti (inclusa l'esecuzione del brano) per la presentazione di ciascuno di essi durante la prima serata e l’inclusione dei giornalisti nella “Giuria specializzata” che concorrerà alle votazioni tra i desiderata degli operatori musicali che l’organizzazione dello show ha deciso di accogliere. “A questo – continua Mazza – va aggiunto il riconoscimento delle rivendicazioni economiche da noi avanzate, che sono in fase di formalizzazione contrattuale: il contributo alle spese sostenute dalle case discografiche per la prossima edizione del festival sarà rilevante, nell’ordine del milione e 300 mila euro o poco meno, due miliardi e mezzo delle vecchie lire”.
    L’industria discografica accoglie con soddisfazione il nuovo regolamento del Festival di Sanremo, pubblicato martedì scorso, 17 dicembre (vedi News), al termine di una serie di schermaglie polemiche che hanno coinvolto a più riprese, nei mesi scorsi, case discografiche, Rai e amministratori della cittadina ligure (vedi News). “Tutte le nostre richieste sono state accolte”, ha commentato a Rockol il direttore generale della FIMI Enzo Mazza, che cita l’estensione del numero dei “big” in gara (saliti a 18), la concessione di un termine di otto minuti (inclusa l'esecuzione del brano) per la presentazione di ciascuno di essi durante la prima serata e l’inclusione dei giornalisti nella “Giuria specializzata” che concorrerà alle votazioni tra i desiderata degli operatori musicali che l’organizzazione dello show ha deciso di accogliere. “A questo – continua Mazza – va aggiunto il riconoscimento delle rivendicazioni economiche da noi avanzate, che sono in fase di formalizzazione contrattuale: il contributo alle spese sostenute dalle case discografiche per la prossima edizione del festival sarà rilevante, nell’ordine del milione e 300 mila euro o poco meno, due miliardi e mezzo delle vecchie lire”.

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