40 anni di Virgin, celebrazioni e proclami: 'Torneremo i numeri uno'

40 anni di Virgin, celebrazioni e proclami: 'Torneremo i numeri uno'

Una mostra commemorativa con foto, video e memorabilia. Un libro in confezione deluxe. Un documentario. Una serie di concerti al Koko di Camden Town (Londra) in ottobre. E una compilation in cui gli artisti del roster attuale interpretano i classici dell'etichetta. La leggendaria Virgin Records, sotto l'egida del nuovo proprietario Universal Music, si prepara a festeggiare degnamente il suo quarantesimo anniversario (il primo disco del catalogo, "Tubular bells" di Mike Oldfield, uscì nei negozi il 25 maggio del 1973).





Ma non solo di celebrazioni e di nostalgia si tratta: "L'obiettivo è di tornare ad essere i numeri uno e lo dico a ragion veduta, non in forma di iperbole", ha spiegato a Music Week il nuovo presidente di Virgin/EMI UK Ted Cockle, sottolineando che Lucian Grainge, il boss di Universal "non ha lasciato dubbi in proposito". "Per la Virgin sono stati tempi duri, ultimamente", continua Cockle, "con tutta quella incertezza riguardante la proprietà e le risorse disponibili. E tuttavia avere l'album più venduto dell'album ("Our version of events" di Emeli Sandé) la dice lunga su quanto questa etichetta sia speciale. In un certo senso, ho cominciato a capire, è la personificazione di Richard Branson (il suo fondatore). In realtà noi siamo i custodi del marchio e il nostro rispetto per i risultati e i valori di Virgin è qualcosa su cui Lucian, di nuovo, è stato molto chiaro. L'etichetta ha una storia di rottura, in termini culturali: da Mike Oldfield, nel 1973, ai i Sex Pistols  e Boy George negli anni '80. Ma anche le Spice Girls, a loro modo, o la pazzia degli Swedish House Mafia. In qualche modo la Virgin è sempre riuscita a distruggere le convenzioni. I suoi picchi tendono a essere più alti di quelli di chiunque altro: tutto o niente, boom o fallimento. Come uomo, Branson non ti colpisce come un tipo che ama muoversi a centrocampo, e lo stesso vale per la Virgin. Quando l'etichetta ha successo, è sempre un'esplosione".

"Virgin Records è il posto in cui tutto è cominciato per la Virgin e quarant'anni dopo è bello vedere che sappiamo ancora essere innovativi", ha commentato invece Branson, che ha definito gli eventi in programma come "il modo perfetto per celebrare il quarantesimo anniversario dell'etichetta e tutti i suoi artisti che, da Mike Oldfield a Emeli Sandé, continuano a mandare in pezzi lo status quo".



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