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NEWS   |   Industria / 13/12/2002

Nuovi progetti (e un sito Internet) per l'Archivio Internazionale del Disco

Nuovi progetti (e un sito Internet) per l'Archivio Internazionale del Disco
Quasi centomila pezzi, tra cilindri in cera, 78 giri, vinili, compact disc e DVD, collezionati e catalogati a fine 2002: prende consistenza numerica sempre più rilevante il patrimonio discografico raccolto presso l’Archivio Internazionale del Disco, il centro museale e di consultazione-ricerca scientifica creato a Milano presso Echomusic-Istituto Superiore di Musicologia per iniziativa di Luca Cerchiari e oggi secondo per ampiezza, in Italia, alla sola Discoteca di Stato ubicata a Roma. L’archivio, nato quasi quattro anni fa con il finanziamento dell’assessorato alla Cultura della Regione Lombardia (poi affiancato da un contributo della Provincia), è stato creato “per dotare anche il Centro-Nord di un istituto destinato alla classificazione e alla conservazione del patrimonio discografico mondiale, offrendo a tutti gli interessati la possibilità di ascoltare i materiali sonori, di effettuare studi e ricerche e di accedere ad una vasta documentazione anche bibliografica in materia” spiega Cerchiari, docente universitario che tra il febbraio e il maggio del prossimo anno terrà un corso sulla civiltà musicale afro-americana (con addentellati alla produzione discografica) presso l’Università di Padova.
Fino al 1999, l’unica struttura del genere operante in Italia rimaneva la Discoteca di Stato, fondata nel 1928: “Un ente - secondo Cerchiari - paralizzato da pastoie burocratiche e spesso retto da persone poco addentro alla materia discografica, e che per di più si è sempre dimostrato piuttosto impermeabile rispetto all’esterno. La mancanza di un’alternativa era una situazione paradossale, per una regione come la Lombardia che conta 1.300 biblioteche”. Alimentato inizialmente con acquisti di materiale reperibile sul mercato, l’archivio può contare oggi sul contributo costante di collezionisti e sostenitori privati, anche dall’estero (nel solo mese di giugno è stata acquisita una donazione di 15 mila CD). “Con la Regione”, aggiunge Cerchiari, “stiamo anche studiando la fattibilità di una legge che, nell’ottica della devolution, introduca il deposito obbligatorio delle novità discografiche come già avviene, per disposizione statale, a favore della Discoteca di Stato: era già stato proposto ai tempi in cui Walter Veltroni era ministro della Cultura, ma poi il progetto si era arenato”. L’Archivio ha in cantiere anche altre iniziative: come la creazione di una collana di libri dedicati alla storia della musica registrata e della discografia, la collaborazione ad attività di restauro e di rimasterizzazione di vecchie incisioni e la creazione di un sito Web per collegare il database con quelli di analoghe istituzioni operanti in altri paesi.