Gary Ràchac racconta Lester Bangs: gli anni di El Cajon

Lester Bangs era un genio ed è cosa ben nota - così come il fatto che tantissimi si ostinano a tentare di imitarlo, con risultati patetici.
Il 30 aprile ricorreva il trentunesimo anniversario della sua prematura scomparsa e, per ricordarlo adeguatamente, abbiamo raggiunto Gary Ràchac per una chiacchierata. Ràchac è un amico di Lester dei tempi di El Cajon - la cittadina del sud della California dove entrambi sono cresciuti - e ha condiviso con noi ricordi e aneddoti della loro amicizia.
Gary Ràchac è un produttore, un promoter e un musicista - inoltre ha lavorato come produttore musicale, nel marketing e come giornalista. E', poi, l'amministratore della bellissima fanpage su Facebook intitolata Lester Bangs School of Blurt ed è la voce narrante nell'imminente documentario su Bangs intitolato "A Box Full of Rocks: The El Cajon Years of Lester Bangs".

Gary, come era la vita a El Cajon a fine anni Sessanta e come hai conosciuto Lester?
Io venivo da un ambiente molto diverso, ma la mia famiglia si trasferì a El Cajon da Linda Vista, che era un crocevia culturale fatto di varie etnie e differenze che si armonizzavano, con surf band e gang di strada. El Cajon, invece, era una specie di posto sperduto.
Ho conosciuto Lester che lui aveva 19 anni, attraverso un compagno di scuola che mi presentò il migliore amico di Lester, Roger Anderson. Avevo 15 anni. Di quei primi anni ricordo che il mio tempo libero di solito lo passavo suonando la chitarra e ascoltando dischi, mentre tentavo di capire come tornare dai miei vecchi amici surfer che vivevano a una ventina di miglia più a ovest... ma dopo aver conosciuto Lester e Roger la musica cambiò: loro avevano la macchina, guidavano e gli piaceva il rock'n'roll. Roger passava a prendermi mentre andava da Lester... ed era lì che iniziava il divertimento.

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Lester, parlando di sé e di come era nel 1968, una volta si è definito "un relitto fisicamente e psicologicamente", a causa dell'abuso di Romilar (lo sciroppo per la tosse che conteneva codeina) e del bere eccessivo. Ma era davvero messo così male, all'epoca?
Sì, mi ricordo quei momenti. Ma ho avuto la fortuna di conoscerlo molto prima che si trovasse troppo invischiato in quella roba. All'inizio della nostra amicizia si beveva un po' - di solito vino o birra - e ovviamente si fumava un pochino, ma erano cose normalissime tra i giovani californiani all'epoca. Io ero il "bambino" della compagnia e soprattutto all'inizio quello che mi interessava di più erano le idee e la cultura a cui ero esposto frequentando questi ragazzi più grandi. Non fraintendermi: facevo festa come tutti gli altri, ma non era la mia priorità né il motivo per cui ero lì.
Per farla breve, il Lester che ho conosciuto agli inizi era come un fratello maggiore aperto, protettivo, molto creativo e incompreso con cui mi piaceva passare del tempo e che mi piaceva vedere lavorare... a costo di essere scontato, il personaggio che ha ritratto Cameron in "Almost Famous" è piuttosto vicino a Lester: un mentore del rock'n'roll vivace e amante del divertimento.

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Com'era la casa che Lester divideva con sua madre a El Cajon?
Era una casetta minuscola di due camere con bagno, al 463 di First Avenue. Mrs Bangs (che Dio l'abbia in gloria) la teneva pulitissima e ordinata, eccetto che la stanza del figlio; la camera di Lester potrebbe essere descritta come un caos organizzato. E infatti nonostante il pandemonio, lui sapeva sempre dove trovare ogni cosa.
Uno dei miei ricordi più cari di Lester risale a un pomeriggio (passavo sempre da lui dopo la scuola) in cui arrivato a casa sua lui mi accolse dicendo che sua mamma l'aveva "completamente fregato"; mentre lui era al lavoro, infatti, lei era entrata nella sua camera e aveva messo tutto in ordine. Lui così non trovava più nulla. Mi chiese di aiutarlo a sistemare tutto... e in un batter d'occhio mi trovai nella sua stanza ad aiutarlo a lanciare pile di 33 giri per tutto l'ambiente. Sistemammo tutto in questo modo libri, vestiti e riviste. Quando Lester sentì che il risultato era soddisfacente si buttò sul letto con la sua macchina da scrivere e si mise a battere sui tasti furiosamente.

Hai mai letto il suo romanzo inedito "Drug Punk"?
“Drug Punk”, all'epoca, era un work in progress... quasi una cronaca giornaliera della sua vita da giovane ribelle a El Cajon. Ricordo di avere letto alcune parti del manoscritto… e come ho detto nel mio post "Ottoman Pulpit", a volte mi convocava nella sua stanza per leggere a me e ad altri le ultime cose che ci aveva scritto.

Com'era una giornata tipica con Lester a El Cajon?
A volte erano giorni davvero inconcludenti: potevamo rimanere lì a sentire dei dischi o a sfogliare riviste... tutto questo mentre Lester scriveva o faceva delle telefonate. A volte però tutto poteva cambiare all'improvviso, con qualcosa che arrivava per posta: un nuovo album da recensire, inviti a party di lancio di dischi o artisti, lettere interessanti. A volte andavamo a casa dei genitori di Roger e stavamo lì, oppure dai miei dove ci chiudevamo in garage con chitarre, armonica e altre cose a suonare. Capitava che andassimo a qualche concerto e se sapevamo di qualche festa in zona, stai certo che ci andavamo.

Cosa pensi del lavoro che è stato fatto con gli scritti di Bangs fino a ora? Credi che i libri che sono usciti gli rendano giustizia?
Nel complesso sono soddisfatto del lavoro che hanno fatto Greil Marcus e John Mortland e ricordo che Lester scriveva a entrambi già a El Cajon; erano contemporanei di Lester ed è una cosa importante. So anche che Lester li rispettava molto ... però una cosa che mi piacerebbe sarebbe raccogliere le lettere che lui mandava a me e ad altri amici e raccoglierle in un libro tipo "Letters from Lester".

Spero non sia una domanda indiscreta ma... perché nella biografia di Bangs scritta da Jim Derogatis il tuo nome compare solo due volte?
...sai, è è passato un bel po' dall'ultima volta che ci ho pensato. Credo che, nell'interesse di tutte le parti coinvolte, il modo più professionale per risponderti sia dire che è stata una "scelta editoriale". Ricordo che, all'epoca dell'uscita del libro, qualcuno mi disse che nell'indice analitico il mio nome compariva diverse volte [purtroppo no: solo due volte, a pagina 55 e 228 dell'edizione originale in inglese pubblicata da Broadway Books - nda]. Comunque non saprei essere più preciso visto che non vedo il libro dal giorno in cui è uscito e comunque è una creatura di Jim... che piaccia o no...

Ti tenevi in contatto con Lester dopo il suo trasferimento in Michigan per lavorare a Creem? Riuscivate ancora a vedervi?
Quando se ne andò per Creem, la prima cosa che fece fu mettere il mio nome nella lista degli abbonati. Vivevo ancora coi miei genitori e all'improvviso videro arrivare un diluvio di posta: numeri nuovi e arretrati di Creem, ma anche scatoloni di materiale promozionale che lui mi spediva... mi telefonava anche dal Michigan ogni tanto, di solito a tarda ora, e passavamo delle ore a parlare. Lo rivedevo solo sotto Natale e quando per qualche motivo speciale si faceva rivedere in città, dove si fermava per un paio di settimane di solito.

Quando Lester se ne andò, tu sei rimasto a El Cajon ancora per molto? Cosa facevi all'epoca?
Lester se ne andò in Michigan alla Creem Mansion e da quel momento - manco a dirlo - la città non è più stata la stessa per noi. quando si calmarono le acque ricevetti una proposta per andare a Seattle a formare quella che potremmo descrivere una punk band, e così nacquero i Dolly Rockers... ma dopo circa otto mesi tornai in California dai miei a El Cajon. Ritrovai Roger Anderson e ricominciammo a uscire come facevamo con Lester, ma era cambiato tutto. Io iniziai ad avvicinarmi alla scena musicale, poi mi trasferii nuovamente verso il mare dove tornai alle mie radici da surf punk.

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Gary, di cosa ti stai occupando ora? in che progetti sei coinvolto?
sono molto onorato di poter dire che da poco ho avuto modo di lavorare con la confidente e amica di John Lennon, May Pang, e con la sua collaboratrice Cynthia Neilson nella produzione del loro nuovo show radiofonico. Ho anche collaborato con il fratello minore di Joey Ramone Mickey Leigh per la colonna sonora di un film. e poi c'è sempre il mio lavoro con Stu Robbins per il suo show radiofonico "Morning Dew" trasmesso da WBAI-FM a New York.
Ho lavorato in produzione e per promuovere alcuni dei grandi del pop come Dave Davies dei Kinks, Richie Furay dei Buffalo Springfield e adesso Howard Kaylan dei Turtles. qualche anno fa sono stato produttore associato con Ben Vereen per un film a cui hanno partecipato Peter Asher e Gordon Waller, Buddy Miles, Jesse Colin-Young e i Vanilla Fudge.
In questo preciso momento sto registrando alcuni pezzi che ho scritto e che dovrebbero uscire più avanti. E per chiudere mi è stato riferito che sono stato incluso nella "Troubadour Family Reunion", un gruppo piuttosto esclusivo che comprende solo gli artisti che si sono esibiti nel leggendario locale di Hollywood (il Troubadour, appunto) tra il 1964 e il 1974. Sono davvero colpito di essere accostato ad artisti come i Byrds, James Taylor, Carole King e i Doors... il resto si vedrà!

Per contattare Gary Ràchac per interviste o altre proposte, è possibile scrivergli (grachac@gmail.com) oppure aggiungerlo alle amicizie su Facebook.

[Andrea Valentini]

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