NEWS   |   Italia / 10/05/2013

Perturbazione, 'Musica X': 'L'album che volevamo. Casacci? Una bestia da studio'

Perturbazione, 'Musica X': 'L'album che volevamo. Casacci? Una bestia da studio'

“Del nostro tempo rubato” usciva nel 2010 e portava con sé ventiquattro canzoni. Ora i Perturbazione tornano alla carica con la loro ultima fatica in studio, un album d’impatto, prodotto da Max Casacci dei Subsonica, dieci canzoni e una veste elettronica che ad alcuni farà certamente storcere il naso. Ma a chi importa, i Perturbazione sanno bene quale percorso musicale hanno intrapreso, conosco quello che hanno alle spalle e quello che sarà in futuro è ancora tutto da scoprire. In questi tre anni la band di Rivoli ha festeggiato i dieci anni dall’uscita de “In circolo” con una nuova edizione dell’album e ha cambiato management ed etichetta discografica, ritornando alla base e firmando un nuovo contratto con Mescal. E’ proprio grazie a Mescal che durante le lavorazione del nuovo disco, intitolato “Musica X”, è spuntato il nome di Casacci: “Certo sulla carta fa molto anni Novanta: Perturbazione, Mescal, Max Casacci…”, raccontano a Rockol Tommaso Cerasuolo e Gigi Giancursi (rispettivamente cantante e chitarrista, autori di gran parte dei brani insieme a Rossano Lo Mele, batterista), “Ma la realtà è che quando abbiamo parlato di trovare un produttore che fosse fuori dal nostro orticello, subito Elena di Mescal ci ha messo la pulce nell’orecchio. Abbiamo passato un pomeriggio a chiederci ‘Chi c’è come Max Casacci?’. Risposta, Max Casacci”. “Volevamo un disco che fosse immediato e pop. In ‘Del nostro tempo rubato’ avevamo esploso il campionario e la filosofia di base era che ognuno portava la canzone che gli piaceva, un universo in espansione, l’anarchia più assoluta ma voluta. Qui abbiamo invece fatto l’opposto, volevamo ottenere il minimo comune denominatore provando a fare in modo che le canzoni sulle quali eravamo d’accordo fossero il possibile fruibili ed efficaci. Il lavoro con Max è stato incentrato su questo, sull’idea di fare un disco compatto, di dieci brani. L’obiettivo, con una punta di presunzione, vuole essere quello di non rimanere intrappolati in una definizione musicale e che il termine pop non caratterizzasse anche la qualità di un disco. Con ‘Musica X’ abbiamo dato alle stampe un classico, e siamo molto contenti di aver lavorato così”.



L’elettronica si sente, la produzione di mani nuove anche, ma la vera essenza della band non viene alterata, anche se la scrittura è cambiata, come ci spiega la band, per forza di cose: “Per questo album abbiamo fatto una cosa che solitamente non ci appartiene, ci siamo incontrati di pomeriggio e ci siamo messi ad un tavolino a discutere sulle canzoni per capire se tutte le intenzioni erano quelle giuste. Non ci siamo dati dei compiti a casa facili, i presupposti dei testi erano come fossero delle sfide. Ci siamo confrontati molto io e Rossano”, racconta Tommaso, “E ci siamo accorti anche che il tema sesso-relazione in questo disco è molto presente, un po’ più spudorato. Siamo sempre stati un po’ dei bambascioni da questo punto di vista, sarà che adesso abbiamo quarant’anni, chi lo sa. Nei testi parliamo molto di relazione, una cosa che ti sostiene ma che può anche diventare un imbuto strano, e il sesso è una di quelle cose che entra in un rapporto, è una cosa su cui ragioni, che cambia una volta che hai i figli e loro cominciano anche a farti delle domande a riguardo. Non è che ne parliamo tanto e non lo facciamo per niente, anzi, ne parliamo in un modo e lo facciamo in altro”. Un’esempio calzante è il brano realizzato in duetto con Erica Mou che ha cantato con Tommaso in “Ossexione”: “Abbiamo ragionato molto sulla voce di ‘Ossexione’, all’inizio la canzone era indirizzata solo al genere maschile ma poi abbiamo avuto l’intuizione che potesse essere rivolta a tutti ed Erica è arrivata nel momento giusto. Non è una voce esplicita e provocatoria, ma è comunque molto sexy. Riesce a dare una complessità maggiore, non volevo fosse una cosa smaccata. Un brano invece che ha caratterizzato l’album da subito è stato ‘Musica X’. E’ stato il brano della svolta negli ascolti di Casacci. In realtà avevamo altri due pezzi che poi gli abbiamo sottoposto, ma erano più estremi ed è stato Max a dire di non dimenticare la nostra identità ‘Avete un registro intimo, non scoratevelo’. Max ha fatto un grande lavoro sui suoni, pazzesco come ha lavorato sui bassi, è metodico da paura, lavora tantissimo, una bestia da studio”. Tutto ciò si percepisce eccome, specialmente a livello di pulizia di suoni, voce compresa: “Adesso canto con più confidenza di prima, ho sbloccato alcune cose che mi hanno permesso di essere più sicuro e far uscire meglio la voce. Suoniamo da tanti anni ma è bello quando hai ancora la possibilità di imparare qualcosa. Con Casacci è stato così”.

Altre due collaborazioni presenti nel disco sono quelle con I Cani e Luca Carboni, due artisti tra di loro agli antipodi ma nel disco dei Perturbazione di sono mescolati a meraviglia: “Adoro I Cani”, ci racconta Gigi, “All’inizio nemmeno li conoscevo, poi ne ho sentito parlare e li ho ascoltati un po’ per sfida. Ammetto la loro grande furbizia nel mettere le cose in un certo modo e usare le parole giuste, ma un’ispirazione di fondo e una percezione della realtà come ce l’hanno loro non la trovi in giro. Mi piace anche il fatto che nel momento tutto social network di adesso in cui tutti appaiono ovunque loro abbiano avuto idea di non mostrarsi a viso scoperto”. “Anche della collaborazione con Luca siamo molto contenti. Carboni è stato il cantore del malessere adolescenziale genuino, spontaneo, quello che esce dalla pancia”, ha spiegato Tommaso, “C’è stato un filone di altra roba dopo, come Marco Masini e Paolo Vallesi, che ha fatto di quella realtà un immaginario più melodrammatico che non appartiene però all’immaginario di Carboni. Con noi è stato molto trasparente, ha ammesso che non ci conosceva ma gli sono piaciuti molto i brani. Gli abbiamo anche detto di venire a Sanremo con noi ma onestamente ci ha risposto che non ha mai voluto andare al Festival e quindi non ci sarebbe venuto. L’anno prossimo lo troveremo sul palco dell’Ariston con I Cani”.
A breve i Perturbazione partiranno per il tour promozionale (“Dal vivo mischieremo un po’ le carte”, raccontano), ma prima di salutarci lasciano intendere nuovi progetti per il futuro: “Effettivamente c’è una cosa che vorremmo fare”. Chiedo se intendono un disco di trentasei brani: “No no, vorremmo fare un musical… “. Bene.

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