Dallo streaming al download gratuito (e illegale): violati i codici di Spotify

La notizia gira in queste ore su CNET e la Stampa.it, blog e testate giornalistiche importanti: un anonimo "sviluppatore" ha diffuso in rete un'estensione del Web browser di Google, Chrome, che nel nome - Downloadify - indica già la sua funzione: consentire di scaricare gratuitamente in formato Mp3 sull'hard disk del computer, senza vincoli DRM e con una qualità audio accettabile (160 Kbps a fronte dei 320 Kbps che sono diventati la norma), i 20 milioni di canzoni contenute ne catalogo di Spotify, il più famoso servizio di streaming al mondo (anche quest'ultimo consente l'ascolto in modalità offline, ma solo nell'opzione "premium" in abbonamento che costa 9,99 euro al mese, mentre non permette di copiare o masterizzare i file criptati).

Downloadify, invece, include una dialog box che consente di salvare una canzone non appena inizia la riproduzione dalla piattaforma di streaming. L'anonimo hacker ha pubblicato il codice decrittato su GitHub (social newtork dedicato ai programmatori), mettendo in forte imbarazzo la società svedese (proprio nel momento in cui sono in corso le trattative per il rinnovo delle licenze con le major discografiche) e Google, che ha provveduto immediatamente a togliere la app dal Chrome Web Store senza tuttavia riuscire a impedire di rintracciarla tramite il suo motore di ricerca.

Ovviamente, e come ricorda Bruno Ruffilli su LaStampa.it, il download da Spotify è illegale come la conversione in file audio Mp3 dei video di YouTube, consentita anch'essa da programmi fuorilegge: in entrambe le circostanze le operazioni non sono autorizzate dai titolari dei diritti e (a differenza dello streaming da Spotify, o del download da iTunes) e non prevedono alcuna forma di compenso economico per artisti ed etichette discografiche. Google e Spotify non hanno commentato ufficialmente l'accaduto, preoccupate - come è ovvio - di porvi riparo il prima possibile.

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