Primal Scream, 'More light': 'Cercavamo suoni inusuali'. La videointervista

Primal Scream, 'More light': 'Cercavamo suoni inusuali'. La videointervista

Che giunti al decimo album in più di 30 anni di carriera i Primal Scream non avrebbero smesso di sperimentare e cercare nuovi stimoli, è una notizia che non stupisce di certo. E nemmeno il fatto che, per farlo, si sono appellati ad alcuni degli addetti ai lavori più capaci e brillanti del mondo della musica dovrebbe suscitare grande scalpore. I nomi più noti che girano intorno a questo "More light", ultimo capitolo discografico della formazione scozzese, sono niente meno che quello di Rober Plant, Mark Stewart e David Holmes. Quello meno rinomato, ma tutt'altro che secondario è quello di Simone Butler. Ma procediamo per gradi.
Il prossimo 13 maggio i Primal Scream lanceranno sul mercato il loro nuovo album, "More ligth", a cinque anni di distanza dal loro ultimo disco ("Beautiful future"). Dal 2008 a oggi Bobby Gillespie e compagni hanno avuto parecchio da fare, mettendo mano al loro passato, ma rimanendo sempre proiettati al futuro. A Rockol, che ha incontrato Bobby e Anrew Innes (il chitarrista) pochi giorni prima l'uscita dell'album, i due artisti hanno infatti raccontato: "Dopo la pubblicazione di 'Beautiful future' lo abbiamo portato in tour nel 2009. Poi nel 2010 c'è stato il lungo lavoro su 'Screamedelica tour' e, in sette otto mesi, abbiamo riarrangiato tutti i brani del nostro terzo album (del 1991, ndr). E' stato un progetto molto grosso. E , intanto, lavoravamo anche ai nuovi pezzi".


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"More light" è stato registrato a Los Angeles, scritto e ideato a Belfast, all'interno delle mura di casa e dello studio di registrazione di David Holmes, celebre dj, compositore e produttore nordirlandese noto anche - e soprattutto - per aver firmato colonne sonore come "Out of sight", "Ocean's eleven", "Buffalo soldiers" e "Hunger": "Siamo stati due volte a Belfast, nello studio di Dave dove abbiamo iniziato a esplorare insieme i nuovi pezzi lavorando sul suo strano player d'avanguardia e il suo immenso archivio di registrazioni. Abbiamo astratto i suoni, creato atmosfere alle quali io e Andre, all'interno della sala registrazione, poi abbiamo reagito. Buttavamo giù delle idee che poi sarebbero diventate canzoni. Quindi si può dire che Dave ci abbia provocati in un certo senso, che è un ottimo modo per noi di lavorare".
Sempre parlando di Holmes e della realizzazione del disco, il cantante ha proseguito: "Sa lavorare su moltissimi strumenti, è abituato con il cinema con il grande schermo. Crea musica sulle atmosfere e sui sentimenti. Ha anche pubblicato un album come solista che si chiama 'I heard wonders' e che ci ha colpito molto. Abbiamo pensato che lui sarebbe stato perfetto per noi perché ha un sacco di esperienza, lavora come produttore dai primi '90 e si muove su fronti non convenzionali. E' sempre alla ricerca di suoni inusuali perché sono quelli che prendono davvero. E' così noioso sentire sempre gli stessi suoni nelle canzoni di tutti, alla radio. Sia David che noi cercavamo qualcosa di moderno, un rock 'n' roll moderno che potesse essere manipolato, per rimanere intenso. Eravamo proprio nel mood di fare qualcosa all'avanguardia. Volevamo fare questo esperimento di rock psichedelico, dove si possono prendere i pezzi e allungarli e modificarli, incasinare tutte le architetture ritmiche come il solito quattro quarti. Ci siamo allontananti dalle strutture convenzionali delle canzoni pop rock".

Si intitola "Eliminaton blues" il brano realizzato insieme a Robert Plant che, per la cronaca, è anche un grande amico dei Primal Scream: "Quando eravamo in America a registrare, una mattina ero in un bar e Robert è passato li fuori. Ha bussato alla finestra, è entrato e dopo saluti abbracci e convenevoli gli ho detto che stavamo ancora registrando l'album, tentando di finirlo e mi ha risposto che per qualsiasi cosa sarebbe stato lì ancora fino a giovedì. Tutto ciò capitava di lunedì mattina così sono tornato in studio dove ho visto Andrew e gli ho raccontato dell'incontro. Ho richiamato alle sei del pomeriggi gli studi dove stava lavorando Robert, chiedendo di parlare con lui. Robert mi ha richiamato la sera, gli ho chiesto se poteva cantare su questo pezzo. Ha risposto di sì e due giorni dopo è arrivato in sala prove. E' stata una grande sessione… ".

Altro grande amico della band è Mark Stewart, altro grande ospite di "More light": "E' stato di grande ispirazione per noi per tutto quello che ha fatto nei Pop. Lo amiamo perché è pura paranoia, un grande vocalist, un grande frontman, un vero e proprio punk cocker. Molto politicizzato. Del brano avevamo già tutti i versi scritti e la musica, ma non avevamo ancora li liriche. Avevo provato più volte a comporle ma non le trovavo mai. Poi mi sono ricordato di una conversazione avuta in precedenza con Mark che diceva di avere qualcosa che non avevamo mai usato prima. Perciò l ho chiamato e gli ho chiesto pse potevo usare queste frasi nel nostro pezzo. Ci ha risposto 'Certo che potete'. A quel punto abbiamo pensato che sarebbe stato giusto dirgli anche di raggiungerci in studio e cantarle".

Nel corso dell'ultimo anno i Primal Scream hanno dovuto affrontare l'allontanamento dal gruppo del bassista Mani, tornato con il suo gruppo originario, gli Stone Roses. Dopo aver coinvolto in un primo momento Debbie Googe dei My Bloody Valentine - ma solo come 'touring member" -, lo scorso ottobre la band ha finalmente annunciato il nome del nuovo bassista. O meglio, della nuova bassista, Simone Butler, appunto: "Quando Mani ha lasciato il gruppo non ci siamo subito posti il problema di cercare un altro bassista. Abbiamo realizzato il disco a Los Angeles con Jason Falkner al basso. E l'anno scorso abbiamo fatto una serie di concerti mentre ancora registravamo il disco e in tour ci ha raggiunto Debbie. Quando abbiamo finito l'album ancora non avevamo ben risolto la questione basso. Qualcuno a un certo punto ci ha detto che Simone era un'ottima suonatrice di basso. Io e Andrew l'abbiamo incontrata in due occasioni differenti e ci ha fatto una buona impressione. E' stato facile, l'abbiamo chiamata dicendole di prepararsi tre canzoni ma lei ne ha portate venti. E' davvero 'cool' ".

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