Adriano Viterbini, 'Goldfoil': 'Un disco ad acquerello, con la spina staccata'

Adriano Viterbini, 'Goldfoil': 'Un disco ad acquerello, con la spina staccata'

Nessun sorpresa, per chi lo apprezza e lo segue da tempo, ma per chi ha imparato a conoscerlo come frontman dei Bud Spencer Blues Explosion l'ultima uscita di Adriano Viterbini - "Goldfoil", pubblicato questa primavera dalla indie Bomba Dischi - può suonare per lo meno spiazzante: una collezione di puro Delta blues, consacrato alle dodici battute consegnate alla storia da Blind Willie Johnson, Son House, Mississippi John Hurt e altre stelle delle sei corde non troppo note al grande pubblico, per lo meno dalle nostre parti.

"La scommessa era proprio questa: far entrare nel cono di luce alcuni aspetti del mio vivere quotidiano, che fin da quando ero un ragazzino viene scandito da blues", ci racconta lui, tra una data e l'altra del suo tour solista: "Il blues più semplice e scarno, senza orpelli o virtuosismi. Quello delle origini, appunto. Quello che viene dal cuore". Ecco quindi "Goldfoil", dodici canzoni - completamente strumentali - registrate in presa diretta, in tre giorni, con il solo supporto di quattro chitarre - una National Steel, una National Resolectric, una Stella e una Weissenborn: "Erano anni che queste idee mi giravano in testa, e per me è stata una specie di necessità, perché dopo un po' che frequenti certi linguaggi se smetti di parlarli rischi di perderli. Allora ho pensato che sarebbe stato bello fissare in un disco le cose che di solito suono quando sono a casa, da solo: è stato un modo per fissare in delle istantanee una serie di momenti ai quali tengo che ho vissuto in questi ultimi anni".

La scelta di limitarsi allo strumentale potrebbe far pensare di aver più voluto giocare sull'atmosfera che sulle canzoni in se': "La decisione di non cantare l'ho presa subito", spiega lui, "I brani sono nati così. E' stato come dipingere un quadro ad acquerello: non ci sono colori forti, si gioca molto di più sulle sfumature. Io me la immagino come una colonna sonora rilassante". Colonna sonora dove ha trovato spazio anche Alessandro Cortini, nostro connazionale - da tempo con base a Los Angeles - da anni in forze ai Nine Inch Nails come addetto ai sintetizzatori: "Premetto di essere di parte: sono un grande fan dei NIN, li seguo da anni. Di Alessandro, a parte il suo ruolo in un gruppo che apprezzo moltissimo, mi hanno colpito molto i suoi lavori più estremi e minimali in progetti come Sonoio e Blindoldfreak. Cercavo un synth da usare come tappeto a 'New revolution of the innocents' ma sentivo che da solo non avrei ottenuto quello che cercavo. Allora grazie ad un vero e proprio colpo di fortuna tramite un'amica sono riuscito ad entrare in contatto con lui. La sua risposta è stata eccezionale, si è buttato in questo progetto con uno spirito d'altri tempi. E' stato il regalo più bello che potessi ricevere: le sue dita sul suo Buchla hanno portato il mio disco ad un livello superiore".

E i Bud Spencer Blues Explosion? "Per il momento si riposano, dato che è dal 2007 che non hanno smesso di suonare", scherza Viterbini, precisando però come lo stop riguardi solamente le attività dal vivo: "In questo periodo stiamo scrivendo nuove canzoni, abbiamo già parecchio materiale inedito per le mani. Ma su un palco non ci vedrete finché non saremo pronti con il nuovo disco".

In forze all'Orchestra Rock di Vittorio Cosma sul palco di piazza San Giovanni, Adriano ha un'idea molto meno negativa del concertone rispetto a quella espressa da molti nelle ultime settimane: "Per i Bud Spencer Blues Explosion il Primo Maggio è stato un incredibile trampolino di lancio: prima di vincere il concorso e suonarci, nel 2009, suonavamo nei sottoscala davanti a dieci persone, poi - dopo l'apparizione - abbiamo visto locali sempre più grandi riempirsi di gente: sarò sempre grato a quel palco, non posso dire altro. La mia partecipazione di quest'anno l'ho vissuta con grande responsabilità, cercando di rispettare i tempi e gli spazi di tutti...". E se l'anno prossimo al concertone dovessero staccare la spina? "Sono ottimista per natura, non credo succederà... Ma se dovesse accadere credo che la gente sia pronta ad incazzarsi, e parecchio. Perché di musica gratis, in piazza, oggi c'è più bisogno che mai...".

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