LA, summit sui metadata dei servizi digitali: 'Troppi errori, troppi sprechi'

LA, summit sui metadata dei servizi digitali: 'Troppi errori, troppi sprechi'

I metadata dei servizi musicali digitali (le informazioni essenziali, cioè, che vengono inserite nel software della piattaforma e che riguardano artisti interpreti, autori, editori, etichette discografiche, titoli di brani, data di pubblicazione ecc.) sono un elemento discriminante nel determinare la qualità delle ricerche online effettuate dagli utenti e la corretta attribuzione delle royalty agli aventi diritto. Ma oggi la loro gestione risulta ancora essere troppo approssimativa e poco omogenea, così da generare confusione, distorsioni e un uso inefficiente delle risorse economiche investite dagli operatori.

L'allarme arriva dal NARM, l'associazione dei rivenditori americani di musica registrata, che ha dibattuto il problema nel corso di un "Metadata Summit" che si tiene tra ieri e oggi, 7 maggio, all'Hyatt Regency Century Plaza di Los Angeles. Ron Ubaldo, responsabile dei rapporti con le etichette e delle operazioni sui contenuti di Spotify, ha ricordato ad esempio i problemi che insorgono quando i fornitori di contenuti, cioè le case discografiche, sbagliano a trascrivere i dati o non usano sempre la stessa grafia per indicare lo stesso artista (è il caso di Beyoncé, scritto a volte con l'accento, altre senza, altre ancora con l'aggiunta del cognome Knowles o accompagnato al nome di un altro interprete come si trattasse di un unico artista o gruppo musicale). "Noi vogliamo invece che tutti i contenuti relativi a Beyoncé siano su un'unica pagina artista, cosicché utenti e follower possano trovarli facilmente", ha spiegato Ubaldo. "E cosa accade quando un artista si sveglia la mattina e decide di non sopportare più il modo in cui viene scritto il suo nome?", aggiunge il dirigente di Spotify ricordando il caso dei 30 Seconds To Mars, che ultimamente hanno deciso di farsi chiamare Thirty Seconds To Mars sostituendo la cifra con la parola corrispondente (il fenomeno è ricorrente: basterebbe ricordare i numerosi cambi di identità di Prince). Il fatto spiega Ubaldo, "è che dobbiamo costruire strumenti che funzionino come soluzioni a livello di sistema. Non possiamo creare strumenti per un singolo artista".

Nello stesso meeting Brad Kovacs di Rhapsody ha invece indicato i problemi di confusione generati dal variare delle date di pubblicazione dei dischi a seconda dei Paesi e dei canali di distribuzione (amplificati ulteriormente nel caso di ristampe per cui le case discografiche non indicano la data originaria di pubblicazione). Problema, quest'ultimo, più difficilmente risolvibile a causa dei differenti accordi di licenza territoriali e delle strategie di marketing che spingono a far coincidere le pubblicazioni locali con tournée, visite promozionali o tempi di rilevazione delle classifiche di vendita.

Secondo Bill Wilson, vice president Digital Strategy & Business Development della NARM, "un sacco di denaro superfluo viene speso perché ogni società si costruisce da sé la sua soluzione". Come se ne esce? NARM, spiega Wilson, intende venire in soccorso dei suoi associati del settore digitale creando "un hub centrale per affrontare questi problemi e per aiutarli a risparmare soldi".

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