'Frankenstein' di Enrico Ruggeri: 'Un concept nato brano dopo brano'

'Frankenstein' di Enrico Ruggeri: 'Un concept nato brano dopo brano'

Sono passati tre anni dall’ultimo album di inediti di Enrico Ruggeri (“La ruota”, 2010) e dalla sua partecipazione come giudice a X Factor, eppure la sensazione che si ha ogni volta che lo si incontra è quella che in realtà il cantautore milanese non si sia mai fermato. La conferma arriva con il suo ultimo lavoro in studio dal titolo “Frankenstein”, un disco accompagnato da una raccolta di racconti inediti che Ruggeri ha presentato alla stampa tra le mura di un pub milanese in puro stile medioevale: “Un anno fa ho riletto ‘Frankenstein’ di Mary Shelley, il tipico romanzo che tutti hanno letto da adolescenti”, ha raccontato Ruggeri, “Sono rimasto molto affascinato dall’autrice, una donna poco più che ventenne che scrive uno dei libri destinati a rimanere nella storia. Mentre lo rileggevo ci ho ritrovato tutti i temi della nostra vita attuale: è una storia di ambizione che si apre con un capitano che trascina la sua ciurma verso la rovina perché vuole andare a tutti i costi al Polo Nord e qui incontra un altro uomo che è il Dottor Frankenstein, anche lui accecato dal suo desiderio di sottrarre l’uomo dalle leggi della natura. A pensarci bene non è che nella nostra vita di oggi sia molto diverso: non vogliamo più invecchiare, vogliamo rimare giovani il più possibile e nella nostra società abbiamo diversi esempi di gente che si spinge al ridicolo pur di dimostrare che ancora è all’altezza della situazione. Qual è il confine tra migliorare un uomo e renderlo un robot? Se voglio un figlio che non si ammali ricorro alla medicina, okay, ma se voglio un figlio perfetto che la pensi come dico io, biondo e bello allora sto varcando i limiti della natura. L’ambizione del dottore, nel libro, lo spingerà a creare un mostro che è diverso agli altri, per cui anche se buono viene respinto da contesto sociale in quanto diverso. Il mostro perde totalmente la lume della ragione nel momento in cui chiede al dottore di assemblargli una compagna: Frankenstein rifiuta e il mostro diventa davvero un mostro, uccide la donna del dottore e semina terrore ovunque. Vengono così toccati anche il tema dell’amore, e, come finale, quello della morte”.

La lavorazione del disco è stata lunga ed impegnativa: “Mentre scrivevo le canzoni ho capito che stava per nascere un concept”, ci racconta l’artista, “I brani son stati tutti scritti nell'ordine in cui compaiono nel disco e sono anche stati registrati nello stesso ordine. Con Luigi Schiavone, in studio, non iniziavamo la traccia tre se la due non era finita, una cosa che mi ha ricordato il Dogma di Lars Von Trier. Andrea Rosi, presidente della Sony, ha ascoltato il disco e lo ha definito un album meravigliosamente fuori moda… L’ho trovato un complimento molto bello”. “Mentre registravo le canzoni”, continua Ruggeri, “ho capito che serviva qualcos'altro e mentre mi appuntavo tutto ciò che mi veniva in mente ho cominciato a scrivere un romanzo breve ispirato sempre a Frankenstein: due uomini, uno giovane e uno anziano, che si trovano catapultati ad esaminare gli stessi elementi che duecento anni prima aveva analizzato Mary Shelley. Ogni canzone presente nel disco, anche se è un concept, ha senso da sola, ha senso affiancata al libro e ha senso anche rifacendosi al mio libro. E’ un lavoro molto curato e che mi ha impegnato di più dei miei cinque dischi precedenti”.

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Ruggeri compie anche una lucida riflessione sull’evoluzione della discografia e sui talent show: “Non so dire se questo sarà il mio ultimo album su supporto fisico, ma siamo in un momento in cui i cantanti pubblicano due inediti, li condividono in Rete e di dischi se ne vedono pochi. Anche i social hanno un ruolo fondamentale in tutto questo, è una pagina di storia nuova rispetto ad anni fa, quando il rapporto che io avevo con i miei idoli da ragazzo era un unico mistero. Oggi non si ha più la percezione che sia uscito un album, si ha la percezione di star ascoltando un nuovo brano. I talent? Non so se ripeterò l’esperienza, al momento non ho ricevuto proposte, e per di più l’ho trovata un’esperienza molto bella ma umanamente faticosa. Spero sempre che nasca una cosa nuova che mi emoziona, mi piacerebbe sì dedicarmi a fare l’autore, ma quando mi è capitato per una cantante giovane mi è stato detto che il brano era troppo impegnativo… e pensare che avevo cercato di scriverlo il più semplice possibile”.

Il disco - anticipato dal singolo “Diverso dagli altri”, brano accompagnato dal un videoclip in cui Ruggeri si presenta senza veli (“Io nudo nel video? Se fossi una velina vi direi che è un ‘nudo artistico’”) - sarà presentato durante una tournée ancora in fase di definizione: “Sicuramente ci sarà un tour estivo, durante il quale sarò accompagnato da Ale e Franz che hanno anche partecipato al videoclip del mio singolo ‘Diverso dagli altri’. Il tour è ancora da definire, mi batterò per quelli che vogliono vedermi nei club e sudare sotto il palco e anche per quelli che invece mi dicono che sono uno da teatro… Non sono ancora riuscito a risolvere questo dilemma, per cui cercherò di accontentare tutti. Io in realtà sto bene in entrambe le location, se ci penso mi è anche successo di suonare in Vaticano e il giorno dopo di dividere il palco con Pino Scotto. Per ora mi sto concentrando sul concerto del 13 maggio ai Magazzini Generali di Milano. Presenterò qualche brano del nuovo disco ma non so ancora la scaletta. Ho la fortuna di avere una band molto affiatata, potremmo cambiare setlist anche all'ultimo minuto... Sapete, io e Bob Dylan siam fatti così”.

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